Italia Nostra

La Sicilia cambia. Le opere edilizie abusive adesso vanno demolite

14 Giugno 2013

La Sicilia cambia. “Il contrasto all’ abusivismo edilizio è prioritario per la tutela dell’ambiente in un’ ottica di sviluppo ecosostenibile in cui il territorio rappresenta la
principale risorsa e per la prevenzione dei rischi connessi al dissesto  idrogeologico. A maggior ragione considerando che la gran parte della volumetria abusiva risulta realizzata nelle zone sottoposte ai vincoli  sismico e idrogeologico, paesaggistico e archeologico, nell’intera  Regione siciliana”. Lo ha detto l’assessore regionale al Territorio e
Ambiente,  Mariella Lo Bello, commentando – a margine della conferenza  stampa svoltasi stamane nella sede dell’assessorato a Palermo – i dati  emersi dal “Rapporto sull’abusivismo edilizio e sullo stato di  definizione delle istanze di sanatoria 2012” redatto dal Dipartimento  regionale Urbanistica diretto dal dirigente generale Gaetano Gullo e  approvato dall’Osservatorio sull’abusivismo edilizio della Regione siciliana. Nel rapporto è stata evidenziata la questione attinente i  costi delle demolizioni che in numerosissimi casi andrebbero, in un  primo momento, a gravare sulle già esigue casse comunali, in quanto il  privato raramente si cura di eseguire la rimozione delle opere abusive.  Gli Enti locali si vedrebbero così costretti ad anticipare le somme  necessarie per poi recuperarle. “I Comuni – ha detto l’assessore Lo  Bello – devono dare seguito alle ordinanze di demolizione e di  ripristino dei luoghi nel rispetto dell’ambiente e acquisire  le opere  abusive al patrimonio comunale, purtroppo così non avviene in  moltissimi casi spesso anche per gli elevati costi di demolizione.
Segna certamente una importante inversione di tendenza la demolizione,  avvenuta su impulso della Procura della Repubblica di Agrigento, dell’ ecomostro-simbolo della Scala dei Turchi a Realmonte, dove presto  saranno abbattuti altri tre scheletri di cemento sulla vicina spiaggia  di Lido Rossello. La politica, ai vari livelli di governo, deve porsi  il problema dell’individuazione di misure finanziarie e legislative  adeguate”. Interessante, come emerge dal Rapporto, è il caso di un  Comune dell’ Agrigentino che, di concerto con il Ministero delle  Infrastrutture e della Difesa, sta perfezionando una convenzione per  avviare le procedure  per accedere alle risorse finanziarie necessarie  per le demolizioni di 181 immobili e per il trasporto a discarica degli  inerti che ammonta a circa 7 milioni di euro. Dall’assessorato  regionale al Territorio e Ambiente è intanto partita una circolare
indirizzata a tutti i Comuni siciliani che prescrive di accelerare le  operazioni di acquisizione al demanio delle strutture abusive  altrimenti saranno i competenti uffici regionali a denunciare omissioni  e inadempimenti all’autorità giudiziaria. Previsto anche il  commissariamento per i Comuni che non si rispettano le norme sulla
tutela dell’ambiente. In 186 Comuni siciliani su 390 (47,6% del totale)  presi in esame dal Rapporto si evidenzia una volumetria abusiva  complessiva di mc 500.752, 01 di cui 348.531,03 mc per quanto riguarda  la cubatura realizzata nelle aree sottoposte a vincolo sismico e per mc  75.072,58 idrogeologico. Seguono mc 32.673,95 realizzata nella fascia
dei 150 m dalla battigia e nella zona di limitazione dell’edificabilità  costiera , mc 14.389,55 nelle aree di interesse ambientale e SIC e ZPS,  mc 9.429,71 nelle aree di interesse archeologico e sottoposte a vincolo  archeologico. Gli altri dati emersi riguardano le istanze di sanatoria:  per gli anni 2009, 2010 e 2011 sono pari rispettivamente a 770.698,
771.413 e 758.856. Per il 2012 a 314.000. Le pratiche definite,  oscillano, per gli anni considerati, da una percentuale del 43% al 48%.
Il rimanente sono pratiche istruite in attesa di atti integrativi e  istanze con esiti diversi. Le istanze non esaminate per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012 sono, in percentuale, rispettivamente il 16,7% (2009-2010), 14,4% (2011), 7,4% (2012).

Leandro Janni
Presidente del
Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia
Coordinatore nazionale dei
Consigli regionali di Italia Nostra