Con il comunicato n. 2435 del 27 agosto 2026, l’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento ci ha informato che “Approda alla fase di VIA il progetto promosso dalla Provincia. Al centro la riqualificazione di un terreno di proprietà di Trentino Trasporti Trento, un nuovo campo fotovoltaico per produrre energia rinnovabile e recuperare un’area inutilizzata.” Ed è sempre lo stesso comunicato a precisare che “Al centro dell’intervento c’è il recupero di un terreno di proprietà di Trentino Trasporti, in località Vela a Trento, non recuperabile ad altri fini a causa dei vincoli infrastrutturali.”.
Al comunicato dell’Ufficio Stampa provinciale ha poi fatto seguito, il giorno successivo, l’avviso pubblico da parte del Settore Qualità ambientale dell’APPA, con il quale venivano indicati i necessari riferimenti alla documentazione di progetto e le modalità per presentare osservazioni entro la data del 27 settembre 2026.
Il progetto del campo fotovoltaico in località Vela
Ma passato qualche giorno ancora, il progetto annunciato il 27 agosto non risultava più presente nell’applicativo provinciale dove sono pubblicati i documenti relativi ai procedimenti VIA/PAUP in corso, essendo stato archiviato. E la ragione dell’archiviazione pare sia l’intenzione di ridimensionare la potenza complessiva dell’impianto, ragione per cui il progetto non dovrà più essere sottoposto al procedimento di verifica di assoggettabilità alla valutazione dell’impatto ambientale.
Non potendo quindi presentare formali osservazioni su questo progetto, Italia Nostra Trento ha ritenuto comunque doveroso esprimere la più ferma contrarietà a questa iniziativa.
L’opinione di Italia Nostra Trento
In più occasioni Italia Nostra Trento ha espresso la propria convinzione che il fotovoltaico debba limitarsi a utilizzare i tetti degli edifici esistenti e rispettare regole che salvaguardino il territorio. L’appoggio a terra dei pannelli è da evitare per diversi motivi, in primis per la tutela del paesaggio dall’invasione di strutture metalliche e superfici nere traslucide, quindi per l’eccessivo innalzamento della temperatura che producono sulla loro superficie (quando invece dovremmo tendere a contrastare o a mitigare gli effetti del surriscaldamento estivo prodotto dal sempre più evidente cambiamento climatico) ed infine per la salvaguardia del suolo, inteso come porzione superficiale del terreno, costituito da uno spessore di 30-40 centimetri di terra vegetale che è il laboratorio della biodiversità e il sistema vitale del nostro ecosistema.
Ma inoltre, quello che in questo caso troviamo assolutamente improprio e fuorviante è l’uso del concetto di “area inutilizzata”. A leggere i documenti predisposti dalla Provincia, sembra quasi che quando un terreno non ha la possibilità di essere utilizzato a fini edificatori diventa irrimediabilmente un terreno inutilizzabile!
Certo, potremmo scomodare Gilles Clément e il suo “Manifesto del Terzo paesaggio”, per ricordare agli ispiratori di questo progetto che tutti i luoghi abbandonati dall’uomo sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica, ma qui preferiamo ricordare che quando il giorno 6 luglio 2021 il Consiglio comunale di Trento ha deliberato di assegnare a quest’area la destinazione a verde pubblico, lo ha fatto nella piena consapevolezza delle potenzialità e dei gravami che la caratterizzano, come risulta dalla Relazione della Variante 2021 al PRG del Comune di Trento.
La Variante
Una Variante, quella adottata nel 2021, che oltre a formalizzare una destinazione appropriata al reale utilizzo dell’area in corrispondenza della quale era stato realizzato il nuovo canile comunale, inaugurato il 16 novembre 2019, è stata anche occasione per riflettere sul destino della restante area da molto tempo destinata a “trasporto pubblico e rimessaggio” senza che in tutti questi anni venissero a consolidarsi ipotesi di utilizzo in tal senso.
E’ sempre la Relazione della Variante 2021 a precisare che “Trova quindi ragione di particolare attenzione quanto espresso dalla Circoscrizione n. 12 – Centro Storico Piedicastello, che con propria deliberazione n. 24 del 31 marzo 2021, indica quest’area idonea per “ (…) creare uno spazio “parco-orti comunitari” di incontro, relazione e condivisione, da realizzarsi con un processo partecipativo di coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini (…)”. Sebbene la delibera della Circoscrizione Centro Storico Piedicastello indichi come area di cui “ottenere la disponibilità” la sola p.f. 1994/6 in C.C. Trento, le ragioni a sostegno della richiesta della Circoscrizione e le caratteristiche dell’area in questione, sono tali da giustificare una destinazione omogenea per tutta la parte non occupata dal canile, per una superficie di m² 34.199, mediante la classificazione “F1: zone per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano” con la destinazione funzionale “VP – verde pubblico o di uso collettivo a scala urbana” (…).
Il parere della Circoscrizione
Nella Relazione della Variante è richiamato il parere della Circoscrizione laddove afferma che: “L’obiettivo è coinvolgere più generazioni, giovani e anziani, famiglie e scuole per realizzare un luogo di aggregazione e comunità che vada oltre al semplice orto urbano ma diventi uno spazio di riqualificazione urbana e sociale. Un luogo pensato con l’obiettivo di favorire la solidarietà tra le persone ed abbattere le barriere. Uno spazio di incontro, relazione e condivisione. Un luogo fruibile anche in periodi di distanziamento sociale, che promuova le relazioni di comunità e la coscienza ecologica attraverso laboratori, spazi botanici, isole di biodiversità, giardini didattici, coltivazione sperimentali, eventi di attivazione sociale, ecc. Per molti uno spazio cui coltivare ortaggi a km 0, con indubbi risparmi sulla spesa quotidiana, ma anche dove è possibile trascorrere all’aria aperta momenti di non solitudine, coltivando relazioni di auto mutuo aiuto.”.
La valutazione dei vincoli conseguenti agli elettrodotti
E sempre la Relazione della Variante 2021 prosegue chiarendo che: Questa destinazione comporterà, in sede di progettazione esecutiva, una attenta valutazione dei vincoli conseguenti alla presenza degli elettrodotti: l’area infatti è caratterizzata dalla presenza di diversi elettrodotti e ricade in parte all’interno delle distanze di prima approssimazione (dpa). Per questo in fase di progettazione dovrà essere richiesto al gestore delle linee elettriche il perimetro della fascia di rispetto degli elettrodotti, al fine di verificare il rispetto delle limitazioni imposte dalla normativa (Legge quadro 22 febbraio 2001, n. 36 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e dal relativo decreto di attuazione, DPCM 8 luglio 2003 sulle basse frequenze). Alla luce dell’estensione e della quota dal suolo della fascia di rispetto tridimensionale fornita dal gestore, potranno essere definite le limitazioni all’utilizzo dell’area: all’interno delle fasce di rispetto infatti sono vietate, come previsto dalla normativa, aree gioco per l’infanzia, ambienti abitativi, ambienti ad uso scolastico, sanitario e luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore. In funzione delle eventuali limitazioni derivanti dalla presenza degli elettrodotti, al fine di integrare le linee elettriche esistenti nel paesaggio, e al contempo mitigare l’effetto di inquinamento elettromagnetico, il progetto relativo alla destinazione funzionale VP potrà destinare parte dell’area alla creazione di un corridoio ecologico tra la sponda destra del fiume Adige e le aree intensamente coltivate più interne, con l’obiettivo di aumentare l’eterogeneità e la biodiversità, in termini di ricchezza sia floristica che faunistica, mediante l’alternanza di aree coltivate, prati e di specie arbustive in grado di formare siepi.
La previsione urbanistica del Consiglio Comunale di Trento
Questa è la previsione urbanistica adottata dal Consiglio comunale di Trento e approvata dalla Giunta provinciale con la delibera n. 558 dell’8 aprile 2022!
L’area di proprietà di Trentino Trasporti s.p.a. in località Vela, non è affatto un’area inutilizzabile per la collettività, mentre lo è certamente per il suo attuale proprietario, che l’ha acquisita dal Comune di Trento all’inizio degli anni 2000 per realizzarvi un rimessaggio automezzi funzionale alla propria attività. Ed è sempre Trentino Trasporti che in occasione della Variante per opere pubbliche 2008 ha chiesto al comune di Trento l’estensione dell’area destinata a “trasporto pubblico e rimessaggio” alla p.f. 1994/6 per poter realizzare un intervento più strutturato, ma che poi ha deciso di accorpare tutte le funzioni di competenza nella nuova sede di Via Innsbruck lasciando i tre ettari e mezzo in località Vela in stato di semi-abbandono.
Ed oggi, che come risulta dalla documentazione resa disponibile lo scorso 28 agosto sono in corso operazioni di “scambio” tra Provincia e Trentino Trasporti s.p.a. che vedono interessate le aree della Vela e il nuovo centro intermodale di Trento (il cui prezzo di compravendita risulta dagli atti essere stato stimato in euro 20.105.023,00), è evidente che la destinazione a verde pubblico non risulta appropriata con gli obiettivi dell’operazione patrimoniale in corso.
Ancora una volta, dunque, assistiamo all’uso del PRG non come strumento di programmazione territoriale espressione di una politica lungimirante, ma come modalità per legittimare necessità puntuali che nulla hanno a che fare con una visione organica di assetto del territorio.
Italia Nostra Trento
Il Consiglio Direttivo





