Italia Nostra

Italia Nostra Val di Cornia presenta le osservazioni sulla FSRU di Piombino

5 Ottobre 2026

“La tutela della Val di Cornia deve partire dalla conoscenza del territorio e dalla valutazione complessiva delle trasformazioni che lo stanno interessando”

Siamo una Sezione nata da pochi mesi, ma fin dall’inizio abbiamo scelto di essere presenti e di occuparci concretamente del territorio nel quale viviamo.
La nostra idea di Italia Nostra Val di Cornia è semplice: non limitarci a segnalare ciò che non condividiamo, ma studiare i progetti, leggere gli atti, partecipare alle procedure ed utilizzare gli strumenti istituzionali disponibili per contribuire alla tutela del nostro patrimonio paesaggistico, ambientale, storico e culturale.

 

Le osservazioni al MASE


È con questo spirito che abbiamo presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le nostre osservazioni nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale n. 14985 relativo alla prosecuzione dell’esercizio del Rigassificatore (FSRU) “Italis LNG” nel porto di Piombino.
Si tratta di un intervento di particolare rilievo della nostra Sezione su una grande infrastruttura che interessa direttamente il territorio della Val di Cornia e che ci ha portato ad approfondire una quantità significativa di documentazione tecnica e progettuale.
Non abbiamo scelto la strada dell’allarmismo e non abbiamo attribuito al Rigassificatore impatti che la documentazione disponibile non dimostra.
Abbiamo scelto invece di porre domande precise e documentate e di chiedere che alcuni aspetti della valutazione ambientale vengano chiariti, approfonditi e monitorati nel tempo.
La prima questione che abbiamo posto riguarda il modo in cui viene valutata la trasformazione territoriale.
Riteniamo infatti che questi non possa essere considerata come un elemento isolato. Il territorio di Piombino e della Val di Cornia è interessato contemporaneamente da infrastrutture portuali, energetiche, industriali e viarie, oltre che da numerosi altri progetti presenti o previsti.
Per questo abbiamo chiesto che la valutazione consideri in maniera effettivamente unitaria l’impianto, le opere connesse e l’insieme delle trasformazioni che stanno interessando il territorio.
Non basta sapere quale sia l’impatto di ogni singola opera presa separatamente. È necessario capire quale sarà il risultato della loro somma sul territorio.

 

Il paesaggio


Una delle questioni che abbiamo ritenuto più importanti riguarda il paesaggio.
Nello Studio di Impatto Ambientale abbiamo rilevato una divergenza che riteniamo debba essere chiarita: nella parte analitica dello studio l’impatto paesaggistico viene classificato come “Media”, mentre nella tabella riepilogativa viene indicato come “Bassa”.
Non abbiamo chiesto che venga automaticamente scelta la classificazione più severa.
Abbiamo chiesto semplicemente che venga spiegato perché lo stesso Studio di Impatto Ambientale arrivi a due classificazioni differenti e quale delle due debba essere considerata effettivamente rappresentativa della valutazione finale.
Abbiamo inoltre posto una questione più generale.
Il fatto che un’area sia già caratterizzata dalla presenza di infrastrutture industriali e portuali non significa automaticamente che abbia perso il proprio valore paesaggistico, non vogliamo arrenderci a questo e vedere il nostro territorio trattato così!
La Val di Cornia è un territorio nel quale convivono industria, agricoltura, mare, costa, aree naturali, patrimonio archeologico, storia e paesaggio.
Il rapporto tra la città di Piombino, il porto e il mare, il promontorio, la fascia costiera, Baratti e Salivoli e le aree naturali e agricole costituisce un sistema che non può essere valutato esclusivamente sulla base del livello di cambiamento già presente.
Per questo abbiamo chiesto che la valutazione paesaggistica tenga conto del sistema territoriale complessivo.

 

L’ambiente marino


Una parte importante delle nostre osservazioni riguarda l’ambiente marino che va controllato nel tempo.
La documentazione indica un utilizzo di acqua di mare fino a circa 18.000 metri cubi all’ora per il processo di rigassificazione, con un differenziale massimo di temperatura indicato in 7 °C e l’impiego di candeggina, chiamato nelle relazioni “ipoclorito di sodio”.
Non abbiamo sostenuto che questi dati dimostrino di per sé un danno ambientale, al contrario, abbiamo preso atto del fatto che i monitoraggi effettuati nei primi due anni non hanno evidenziato variazioni sostanziali rispetto alla situazione precedente.
Ma proprio perché esiste un sistema di monitoraggio e perché la documentazione segnala anche il rilevamento di bromoformio e acido monobromoacetico tra i composti potenzialmente riconducibili all’attività del rigassificatore, riteniamo fondamentale che i controlli proseguano per tutta la durata dell’esercizio.
Per noi monitorare significa poter confrontare nel tempo i dati con la situazione precedente all’entrata in esercizio dell’impianto.
Significa conservare serie storiche, rendere accessibili i principali risultati e prevedere ulteriori approfondimenti qualora emergano variazioni significative.

 

La tutela ambientale deve essere un controllo continuo


La tutela ambientale non può essere una fotografia scattata una volta sola: deve essere un controllo continuo.
Abbiamo dedicato particolare attenzione anche alla biodiversità marina: il Piano di Monitoraggio prevede controlli sulla Posidonia oceanica e su altre componenti dell’ambiente marino.
Le campagne del 2024 e del 2025, secondo quanto riportato nella documentazione, non hanno evidenziato differenze sostanziali rispetto alla situazione ante-operam, lo consideriamo un dato positivo, ma riteniamo altrettanto importante che il monitoraggio continui, perché soltanto una serie di osservazioni protratta nel tempo può consentire di individuare eventuali modificazioni progressive e distinguere i fenomeni naturali o stagionali da quelli eventualmente riconducibili all’esercizio del terminale.
Abbiamo inoltre richiamato l’attenzione sul Canale di Piombino e sulla presenza dei cetacei, con particolare riferimento ai delfini, i tursiopi, che lo popolano.
Lo stesso Studio di Impatto Ambientale riconosce il traffico navale e il rumore subacqueo tra i fattori potenzialmente in grado di determinare modificazioni comportamentali.
Per questo riteniamo importante non limitarsi a valutare il singolo incremento di traffico attribuibile al Rigassificatore, ma considerare l’evoluzione complessiva del traffico marittimo nel Canale di Piombino.
Guardare alla somma delle trasformazioni è un altro punto sul quale abbiamo insistito: valutare gli impatti cumulativi.
La documentazione considera diversi interventi presenti o previsti nell’area: impianti energetici, opere viarie, metanodotti, collegamenti elettrici, interventi portuali e ulteriori progetti industriali ed energetici.
Riteniamo necessario andare oltre la semplice sommatoria dei singoli progetti.
La domanda che dobbiamo porci è quale sarà la Val di Cornia dopo la realizzazione di tutte queste trasformazioni.
Quale sarà l’effetto complessivo sul paesaggio?
Quale sul mare?
Quale sulla biodiversità?
Quale sull’identità del territorio?

 

La valutazione degli impatti cumulativi


È questo, secondo noi, il vero significato della valutazione degli impatti cumulativi.
Reversibile non significa irrilevante riteniamo importante chiarire questo punto di vista metodologico: in diversi passaggi dello Studio di Impatto Ambientale gli impatti vengono descritti come caratterizzati da una durata lunga, sostanzialmente corrispondente alla durata dell’esercizio, ma contemporaneamente come reversibili al termine della vita utile dell’infrastruttura.
Riteniamo necessario distinguere le due cose.
Un impatto può essere reversibile quando l’attività termina, ma questo non significa che sia irrilevante durante tutti gli anni nei quali l’infrastruttura rimane presente e operativa.
La durata dell’impatto deve essere considerata per tutta la durata dell’esercizio, non soltanto guardando a ciò che potrebbe accadere dopo la sua conclusione.
Le nostre osservazioni si concludono con 12 richieste precise alla procedura VIA.
Abbiamo chiesto di chiarire la classificazione dell’impatto paesaggistico, di verificare la sensibilità del sistema costiero nel suo complesso, di mantenere il monitoraggio delle acque e della biodiversità marina, di considerare traffico navale e rumore subacqueo, di approfondire gli impatti cumulativi, di considerare la reale durata delle trasformazioni e di rendere pubblicamente accessibili i principali risultati dei monitoraggi.
Abbiamo inoltre chiesto che siano esplicitati i criteri utilizzati per valutare eventuali soluzioni tecniche o localizzative a minore incidenza ambientale e paesaggistica.
Non pretendiamo di avere tutte le risposte.
Pretendiamo però che le domande giuste vengano poste.
È questo che intendiamo fare come Italia Nostra.
Siamo una Sezione giovane, ma siamo nati con l’ambizione di essere presenti quando il nostro territorio viene trasformato, di approfondire le scelte che lo riguardano e di difendere il suo patrimonio attraverso la partecipazione, la conoscenza e gli strumenti previsti dalle procedure.
La Val di Cornia non è soltanto il luogo nel quale vengono realizzate infrastrutture e nuovi progetti.
È un territorio con una propria identità, un paesaggio, una storia, un patrimonio archeologico e culturale, una costa, un mare e sistemi naturali che meritano di essere considerati nel loro insieme.
La nostra Sezione nasce per questo: conoscere il territorio, seguirne le trasformazioni e intervenire quando riteniamo necessario tutelarne il valore.
E quello sul Rigassificatore di Piombino è soltanto uno dei primi passi del nostro impegno.


Il Presidente
Alessio Albertoni