| Autore segnalazione | Sezione di Catanzaro - luglio 2024 |
|---|---|
| Data aggiornamento | 16/07/2024 |
| Denominazione bene | Fonte detta Arethusa o di Cassiodoro |
| Regione | Calabria |
| Provincia | Catanzaro |
| Comune | Stalettì |
| Località | Coscia |
| Indirizzo | da Via Grande |
| Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) | 38.771688, 16.556919 |
| Categoria | Beni culturali |
| Categoria specialistica bene culturale | Monumento |
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| Descrizione immagine | La Fonte Arethusa come appariva in una foto negli anni novanta (da Zinzi Emilia, Analisi storico territoriale e pianificazione, Rubettino ed.) |
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| Descrizione immagine | La Fonte Arethusa inglobata in un roveto, in lontananza il Casino Pepe (foto ottobre 2020) |
| Inserire immagine | |
| Descrizione generale del bene | In località Coscia di Stalettì (Catanzaro), nelle vicinanze della località turistica Copanello e a pochi passi dal tracciato della via Grande/Viaranda (antica strada romana), si trova una fonte denominata Arethusa o di Cassiodoro. Dalla descrizione e l’ubicazione della fonte si potrebbe identificare con la mansio citata da Cassiodoro nella sua opera Variae 8,32 nel lontanissimo 527 d.C., in una lettera inviata al magistrato Severo per conto del re Atalarico. La fonte è stata anche descritta da viaggiatori e studiosi, come François Lenormant, Pierre Courcelle, fino alla schedatura revisionata dalla studiosa Emilia Zinzi negli anni ’90 del novecento. Alcuni studiosi contestano che si tratti della fonte citata da Cassiodoro, opponendo argomenti riguardo l’ubicazione e le caratteristiche. Tuttavia il manufatto, che presenta un’architettura monumentale di notevole pregio, riveste un’indubbia importanza testimoniale della storia dei luoghi, ed è certamente da tutelare. Lungo il percorso per raggiungere l’antica fonte dalla SS 106, nei pressi della torrefazione Guglielmo, in località Copanello di Stalettì, si nota l’assenza di indicazioni, fino al cartello apposto in loco, inglobato in un roveto che recita: “Fonte Arethusa (epoca romana). Stazione di sosta della Via Grande, la fonte Arethusa si trova ai piedi del Mons Moscius, il toponimo latino designante la Coscia di Stalettì. É tuttora alimentata da una sorgente naturale. Si compone di una facciata monumentale a lesene sovrastate da un architrave, e da un sottostante bacino di raccolta.” È estremamente difficile prendere visione del manufatto coperto da un roveto, con tracce di pulizia occasionale, forse solo stagionale. |
| Presenza di elementi di pregio | Si compone di una facciata monumentale a lesene sovrastate da un architrave, e da un sottostante bacino di raccolta. Numerosi studiosi hanno descritto una cisterna di raccolta delle acque che si troverebbe al suo interno e sarebbe visibile dall’apertura rettangolare frontale che fino a decenni fa era chiusa da una tavoletta d’argilla sulla quale era sagomata una croce latina. Un’iscrizione a carattere religioso all’interno della cisterna ed un’altra croce sulla sommità della facciata, fanno pensare ad un luogo sacro. A pochi metri di distanza si trovano una “gebbia”, ossia una vasca utilizzata per l’irrigazione, e il Casino Pepe, casa fortezza della famiglia Pepe, (restaurato malamente con soldi pubblici circa venti anni fa, è ora chiuso ed abbandonato). |
| Interesse culturale del bene (c.d. vincolo) | No |
| Periodo di realizzazione | Databile intorno al VI secolo d.C. |
| Funzione in passato | Fontana monumentale a servizio di una mansio sull’antica Via Grande. Il nome Arethusa veniva spesso attribuito alle fonti in quanto la figura mitologica, figlia di Nereo e Doride, per scampare al corteggiamento di Alfeo, figlio di Oceano, chiese aiuto ad Artemide che la trasformò in fonte. |
| Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentale | Cuppo Csaki Luciana, Il monastero vivariense di Cassiodoro: ricognizione e ricerche, 1994-1999, in atti del XIV Convegno Internazionale di Archeologia Cristiana, Vienna 19-26 settembre 1999. Courcelle Pierre., Le site de Monastère de Cassiodore, 1938 Casalenuovo Rosario, Guida storico-turistica di Stalettì, Nuova Impronta, 1995 Lenormant François., La Grande Grèce, Paris, 1881-1884 Zinzi Emilia, Analisi storico-territoriale 1991, scheda di rilevamento n.14. edizioni Rubbettino Zinzi Emilia, Studi sui luoghi cassiodorei in Calabria, edizioni Rubbettino, 1994 |
| Stato di conservazione | Pessimo |
| Descrizione dello stato di conservazione | Pessimo stato di conservazione. Il bene è ricoperto da vegetazione e arbusti che ne impediscono la visuale e ne peggiorano la manutenzione. Sono passati centinaia di anni dagli eventi che hanno lasciato preziose tracce sul territorio e ancora per poco queste rare testimonianze potranno resistere alla devastazione del tempo e all’incuria di privati, pubbliche amministrazioni oltre che dagli organi di tutela. Occorre agire immediatamente e salvare il salvabile per trasmettere alle future generazioni la testimonianza di una ricca storia della quale certamente andare fieri. Ci si domanda come sia stato possibile lasciar decadere il manufatto e la sorgente fino a questo punto, sebbene le dimensioni ne consentano una non onerosa manutenzione. Il sito necessita di interventi immediati di restauro conservativo e ricostruttivo oltre che di una più attenta e periodica pulizia che consenta al fruitore di accedervi senza impedimento. |
| Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo: | Il Casino Pepe, presente a poca distanza dalla Fonte, potrebbe essere sede ideale per un centro internazionale di studi, se si decidesse di farne il punto d’arrivo o di partenza di un itinerario romano/cassiodoreo/bizantino che potrebbe comprendere: il sito di Scolacium, Santa Maria de Vetere, i resti del Castrum, la chiesetta della Misericordia, la chiesa di San Martino, le vasche per l’allevamento di pesci del monastero Vivariense istituito da Cassiodoro e ubicato secondo alcuni studiosi sulle scogliere di Copanello o in zone limitrofe, il sito di Chillino, la chiesetta di Panajia, le grotte degli anacoreti, la Viaranda o Via Grande, una strada di epoca romana, che da Scolacium porta a Stalettì, di cui si possono ancora vedere gli antichi basolati. |
| E’ raggiungibile da una strada? | Sì |
| E’ raggiungibile da un sentiero? | Sì |
| E’ possibile avvicinarsi? | Sì |
| E’ possibile accedere all’interno? | Sì |
| Indicazioni | Raggiungibile dalla storica Viaranda o Via Grande. Lasciando la Via Grande si segue un sentiero (facilmente percorribile) che porta alla Fonte. Dalla SS 106, nei pressi della torrefazione Guglielmo, in località Copanello di Stalettì, tra la vegetazione si nota un cartello segnaletico della Fonte |
| E' aperto al pubblico? | Sì |
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Fonte detta Arethusa o di Cassiodoro
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