| Autore segnalazione | Sezione di Rovigo (a cura di Fabio Bellettato - aprile 2026) |
|---|---|
| Data aggiornamento | 27/04/2026 |
| Denominazione bene | Ex Ospedale Psichiatrico a Granzette (RO) |
| Regione | Veneto |
| Provincia | Rovigo |
| Comune | Rovigo |
| Località | Mezzavia di Granzette |
| Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) | Via Chiarugi 73, Granzette (RO) |
| Categoria | Beni culturali |
| Categoria specialistica bene culturale | Complesso monumentale |
| Inserire immagine | granzette-1.jpg |
| Descrizione immagine | vista dall’alto del complesso monumentale - foto ricevuta dalla Sezione di Rovigo |
| Inserire immagine | granzette.jpg |
| Descrizione immagine | Fabb. 14 Lavanderia – Guardaroba – Officina e cabina elettrica - foto ricevuta dalla Sezione di Rovigo |
| Descrizione generale del bene | L’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, ubicato in località Granzette via Vincenzo Chiarugi n. 73 a Rovigo, venne costruito dall’Amministrazione Provinciale in un terreno che faceva parte del fondo denominato “dei Carrara”, acquistato dalla contessa Maria Costanzo Ferri. Il progetto del Manicomio nasce nel 1906, il progettista era l’ingegnere Vittorio Cinque. Il progetto prevedeva la disposizione dei fabbricati a doppio ferro di cavallo con una tipologia comune a molti degli ospedali psichiatrici italiani del periodo, secondo il “modello Tamburini”, in una localizzazione tipicamente periferica che permetteva di allontanare il malessere mentale dal contesto sociale urbano. I padiglioni di degenza risultano disposti secondo due criteri ordinatori propri della psichiatria del tempo: a) netta divisione per sesso con padiglioni femminili a destra dell’asse ideale del complesso e quelli maschili a sinistra; b) dislocazione gerarchica dei pazienti rispetto al nucleo del villaggio con i malati recuperabili insediati in prossimità del centro, quelli più gravi e/o meno presentabili insediati ai margini (semi agitati e agitati). Nel 1910 i lavori vengono interrotti e l’Amministrazione Provinciale dopo avere esonerato dall’incarico il succitato progettista, gli fa causa perché i preventivi dei costi, non vengono rispettati all’atto della costruzione. Nel 1915 i lavori ripresero e vennero completati gli altri fabbricati. Nel settembre del 1915, durante la 1° guerra mondiale il complesso, abbandonato, venne requisito dall’Amministrazione Militare che ne prese possesso per utilizzarlo come sede di due batterie d’artiglieria di campagna e successivamente impiegandolo come ospedale da campo. Gli immobili vengono restituiti, come da clausola, alla Provincia nel 1919 con peggioramento delle già precarie condizioni generali. Il Manicomio Provinciale, titolato “al nome augusto di S. M. il Re Vittorio Emanuele III”, viene inaugurato in pompa magna il 28 ottobre 1929, anniversario della marcia su Roma, in Strada Alta Cantonazzo che diventa via Vincenzo Chiarugi (psichiatra) solo, 20 anni dopo, con delibera del Consiglio comunale del 3 marzo 1950. Il Manicomio di Rovigo, si estendeva su un’area di circa 20 ettari, compreso il terreno ad uso agricolo. Esterni alla organizzazione concentrica dei manufatti edilizi, sono dislocati gli edifici a servizio della colonia agricola annessa all’impianto (stalle, pollai, porcili, ecc.). Nell’asse centrale si collocano i servizi quali la Chiesa, la Cucina, la Lavanderia, gli Alloggi per le suore, le Officine ed i Depositi. Dopo il 1945 gli edifici furono oggetto di ristrutturazione con sopraelevazione di un piano per alcuni padiglioni, originariamente costituiti solo dal piano terra. Operò per cinquant’anni, la riforma Basaglia ne decretò la dismissione fin dal 1980, ma restò aperto ancora per diverso tempo; fu definitivamente chiuso negli anni ’90. |
| Presenza di elementi di pregio | La chiesa dell’ex OPP occupa il centro “della scena”, davanti ad essa si apre uno spazio molto vasto, parte del quale era utilizzato a campo sportivo di calcio; l’edificio è grazioso, ben proporzionato, armonioso nelle varie parti: a croce latina è formato da una navata, da un corto transetto e dall’abside rettangolare. Esternamente è disegnato con un riuscito stile neogotico: la facciata principale sfoggia un elegante portale con, a lato, due bifore e superiormente un rosone; è ornata da piccoli archetti “scavati” nella muratura e definita lateralmente da due robuste lesene sorreggenti il cornicione triangolare. Le facciate laterali sono pure interessanti vi sono quattro bifore ogivali, una quinta si ripete nel braccio del transetto e la cornice delle due facciate riprende il tema degli archetti. Esternamente, ai lati dell’abside, vi è un volume più basso: la sacrestia e un ufficio. Anche posteriormente il paramento è decorato, vi si ripete la presenza della bifora e le cornici mostrano uno sporto scalettato. L’insieme spicca nel complesso per la finitura dei vari fronti in laterizio a vista di buona fattura e per la definizione delle decorazioni del portale, delle bifore, dei davanzali ecc. con pietra artificiale ottimamente conservata. Sul fronte posteriore si può notare che l’abside originariamente era, forse, più profonda; ne dà il segnale, il tamponamento con mattoni di diversa tonalità. L’interno della chiesa è stato risolto con un linguaggio diverso, neoclassico: lesene, basamenti e cornici sono tipici dell’arte ottocentesca che, affiancati dalla faccia interna delle bifore e del portale, palesano un eclettismo di maniera. |
| Interesse culturale del bene (c.d. vincolo) | Sì |
| Tipo interesse | Vincolo storico-artistico di cui al “DECRETO DEL DIRETTORE REGIONALE DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI PROT. N. 11058 DEL 09 09 2008” ( art. 12 del D. L.gs 42/2004), e Vincolo paesaggistico per una fascia di centocinquanta metri dall’argine del canale Ceresolo (art. 142 del D. L.gs 42/2004). |
| Funzione in passato | MANICOMIO PROVINCIALE |
| Descrizione dello stato di conservazione | Attualmente in abbandono |
| Proprietà | Soggetto pubblico |
| Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo: | Tra le problematiche irrisolte di una piccola città come Rovigo c’è la grave deficienza di verde urbano, eppure la campagna coltivata è a solo qualche centinaio di metri dal centro. L’esistenza a un paio di chilometri dalla città dell’ex complesso ospedaliero psichiatrico, dismesso negli anni ’90, costituito da padiglioni attorniati da un vero parco alberato, il tutto circondato da un corso d’acqua, è la ghiotta occasione per dare a Rovigo, finalmente, un parco cittadino. |
| Eventuali proposte di riutilizzo: | Recupero del parco per la libera frequentazione da parte dei cittadini; recupero di padiglioni per attività sociali, culturali e/o scolastiche, nonché sede di edifici con uffici pubblici. |
| E’ raggiungibile da una strada? | Sì |
| E’ raggiungibile da un sentiero? | Sì |
| E’ possibile avvicinarsi? | Sì |
| E’ possibile accedere all’interno? | No |
| E' aperto al pubblico? | No |
| Annotazioni aggiuntive scheda | Nel 2014 è stata sottoscritta una convenzione per il recupero del parco da: Azienda ULSS 18 di Rovigo, ora ULSS 5 polesana, Comune di Rovigo, Provincia di Rovigo, Italia Nostra Sez. di Rovigo e WWF di Rovigo, conclusasi con un nulla di fatto. L’intento è, ora, di promuovere il recupero del parco nel suo insieme, rendendolo fruibile alla gente, fermo restando la necessità di mettere in sicurezza gli edifici, spesso fatiscenti. Il recupero rappresenta un “dono” alla città che è priva di spazi verdi significativi, ma non solo: i visitatori potranno, infatti, avere spazi piacevoli e rilassanti, ma anche carichi di significati. Sono la testimonianza di momenti di sofferenza, anche tanta, a volte memoria di soprusi perpetrati a danno dei diversi o degli indesiderati e allora, purtroppo, facilmente internabili per essere dimenticati. Ricordi, però, anche di tanto amore, di assistenza e di generosità. Il complesso diventerà lo spirito di tutto questo, potrà essere passeggiata, gioco, studio, riflessione e affetto. |
LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA
Ex Ospedale Psichiatrico a Granzette (RO)
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