Rapporto ISPRA sui Rifiuti Urbani: la presentazione alla Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma. Ad introdurre l’esposizione dei risultati derivanti dall’analisi che ogni anno l’istituto realizza sull’argomento, Stefano Laporta, presidente ISPRA che ha letto un messaggio del viceministro del MASE, Vannia Gava, relativo ai dati di conferma del trend di miglioramento costante. “Una crescita che interessa tutto il Paese – ha riferito Laporta leggendo il saluto – Per la plastica si supera l’obiettivo del 50% di riciclo degli imballaggi. Questo risultato conferma la posizione dell’Italia in Europa”.
La XXVII edizione del rapporto
“Oggi presentiamo la XXVII edizione del rapporto rifiuti che rappresenta uno spunto ed un supporto che troviamo fondamentale per il legislatore – ha detto Laporta – La disponibilità dei dati sul ciclo dei rifiuti che viene ampliata ogni anno ed è strumento essenziale per gli operatori economici ed il Ministero. Tutti i dati sono disponibili per la consultazione sul sito web del catasto nazionale rifiuti. Il livello di dettaglio è stato inoltre implementato. Gli indicatori permettono di poter vedere gli obiettivi europei fissati al 24% di economia circolare rispetto all’11,8% attuale. Questa è la chiave per ridurre la dipendenza dai paesi terzi per creare un modello più sostenibile e competitivo. Il nostro obiettivo è quello di rendere l’Europa leader dell’economia circolare. Con il Circular Economy Act si avrà una maggiore offerta stimolando la domanda di materie prime seconda con libera circolazione di questi prodotti. In Italia cresce la raccolta differenziata, con riduzione del gap tra nord e sud. Oltre la metà dei rifiuti urbani è stata riciclata nel 2024 con recupero frazione organica, più del 41% del riciclaggio. Al 2025 – ha concluso Laporta – dobbiamo raggiungere più del 55%. Al 2030 il 60% e poi al 2035 il 65%”.
Una fotografia del nostro Paese
Maria Siclari, Direttore Generale dell’ISPRA, ha presentato i risultati del rapporto evidenziando come “(…) diamo questa fotografia del nostro Paese. Un momento di presentazione dati ma non solo, perché utile alla consapevolezza dei cittadini. Per il tema dei rifiuti le abitudini al consumo, le abitudini della cittadinanza hanno un’importanza enorme. Il singolo ha la possibilità di ridurre i rifiuti ma anche di effettuare una raccolta differenziata di qualità che apre la strada al riciclo. Dovremo seguire la strada della prevenzione e della preparazione del riutilizzo e del recupero della materia così non si consumerebbero altre risorse. Questi dati ci permettono di misurare l’efficacia delle politiche del PNRR con obiettivi in materia di riciclaggio e di riduzione del big gap tra nord e centro-sud, oltre ad aver inserito un quadro strategico programmatico a livello nazionale”.
Aumentano i rifiuti e la raccolta differenziata
Entrando nello specifico, i dati hanno dimostrato un aumento della produzione nazionale del rifiuto parallela ad un aumento dei consumi e del PIL per lo 0,7%, che si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. Analizzando i dati in modo distinto per macro regioni del Paese, l’aumento è del 3,7% al Nord, 1,2% al centro e dello 0,8% al sud. Anche la produzione per abitante è cresciuta, in media 508 kg per abitante. Al nord il dato è relativo a 534 kg. per abitante, al centro 538, al sud 454.
Sul fronte della raccolta differenziata il Mezzogiorno continua a ridurre il divario con Centro e Nord. In aumento il dato nazionale, che attesta la raccolta differenziata al 67,7%, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud.
Il peso rilevante è rappresentato dalla raccolta organica che rappresenta il 38% del totale con 7,7 milioni di tonnellate. Seguono poi carta e cartone al 19%, il vetro per l’11% e la plastica per il 9%.
I dati regionali
Le percentuali più alte si registrano in Emilia-Romagna (78,9%) e in Veneto (78,2%). Seguono Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%). Tra queste regioni, l’Emilia-Romagna è quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari a 1,7 punti rispetto ai valori del 2023. Le Marche sono al 71,8%, la Valle d’Aosta al 71,7%, l’Umbria al 69,6%, il Piemonte al 68,9%, la Toscana al 68,1%, la Basilicata al 66,3% e l’Abruzzo al 65,7%.
Le regioni peggiori sono la Campania con il 58,1%, la Calabria con il 57,5%, il Lazio con il 56,2% e la Sicilia con il 55,5%. L’impiantistica presenta 625 strutture dislocate in gran parte al Nord (325). Al Centro se ne rinvengono 118 mentre al Sud 182. 344 sono impiegate per il trattamento della frazione biologica. 35 nell’incenerimento mentre 102 sono le discariche.
“Se cresce la raccolta differenziata cresce la richiesta di avere impianti per il trattamento – ha affermato Siclari – soprattutto la frazione organica assume maggiore rilevanza”.
I dati dei comuni
Nel complesso, più del 72% dei comuni ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. Nell’ultimo anno, l’89,7% dei comuni intercetta oltre la metà dei propri rifiuti urbani in modo differenziato.
Tra le città con oltre 200.000 abitanti, i livelli più alti di raccolta differenziata sono a Bologna (72,8%), Padova (65,1%), Venezia (63,7%) e Milano (63,3%). Seguono Firenze (60,7%), Messina (58,6%), Torino e Verona (57,4%). Più indietro, seppure in crescita, Genova (49,8%), Roma (48%), Bari (46%) e Napoli (44,4%).
Nel 2024 è stato esportato il 4,3% dei rifiuti urbani prodotti, 1,3 milioni di tonnellate, a fronte di 216 mila tonnellate di rifiuti importati. Campania, Lazio e Lombardia sono le regioni che esportano i maggiori quantitativi. Danimarca, Paesi Bassi, e Austria sono i Paesi cui destiniamo più rifiuti urbani.
I costi
Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 214,4 euro/abitante (nel 2023 era 197) in aumento di 17,4 euro/abitante. Al Centro il costo più elevato con 256,6 euro/abitante, segue il Sud con 229,2 euro/abitante e infine il Nord con un costo pari a 187,2 euro/abitante. Le città con costi più elevati sono Venezia, Cagliari e Firenze. Con un sistema di tariffazione puntuale il costo diventa 179. Ed è la dimostrazione che laddove è possibile introdurre il sistema di tariffazione puntuale il sistema è migliore ed il costo è minore.
Le percentuali della UE
Per il riciclaggio, le percentuali sono stabilite dalla UE con target diversi per ogni quinquennio. Entro il 2025 si dovrà raggiungere 55% ora siamo al 52,3% con i dati 2024 con un incremento di 1,5% con il contributo dato dall’organico.
“La raccolta differenziata di qualità è l’esigenza primaria”, ha aggiunto Siclari – Il PNRR ha destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e a progetti di economia circolare. Il Rapporto analizza le iniziative finanziate. L’Istituto supporta il monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una riforma chiave del PNRR, per verificarne l’attuazione e l’efficacia rispetto agli obiettivi”.
Link al rapporto: https://tinyurl.com/c6ns8e8f
Link al sito del Catasto Nazionale dei Rifiuti: https://tinyurl.com/29t44kdu






