Italia Nostra Perugia, per un approccio organico ai problemi del Trasimeno. In primo luogo merita una breve ricognizione storica circa la portata d’acqua del Lago e circa la sua nota caratteristica di forte e periodica variazione di livello.
Nota al riguardo è la posizione del prof. Augusto Ancillotti, già ordinario di lingue antiche, secondo cui l’etimologia della parola Trasimeno significa esattamente “(specchio d’) acqua che tende a prosciugarsi”.
Il contesto
Entro tale contesto è pure noto che fino agli anni ‘60 del XX° secolo il Trasimeno “soffriva” di eccesso d’acqua e fin dall’antichità: da qui il canale esautore dei Romani, quello di Braccio Fortebracci (inizi del ‘400), infine del deputato Pompili a fine ‘800. Nei secoli è provato che il Trasimeno ha avuto livelli d’acqua sia molto più bassi che molto più alti di quelli odierni.
Le Istituzioni e le loro competenze
Al momento le pubbliche amministrazioni aventi competenza e potere sul Trasimeno sono: Comuni, Provincia, Regione, Unione dei comuni, Agenzia forestale, Ente Parco, Carabinieri forestali, Autorità di bacino AUBAC, Arpa, Asl/Usl, Polizia ambientale, Polizia provinciale, Unione Europea (zps, sic), Università, Commissario. Salvo altri. Come testimoniato da un sindaco rivierasco, e come il buon senso suggerisce, tale proliferazione di detentori di competenze è causa della nota paralisi amministrativa, della impossibilità di spendere le pur cospicue somme stanziate, è causa della scarsa o assente manutenzione anche basilare (sfalci, ripulitura di fossi e canali, conservazione argini, manutenzione darsene e loro accessi,
dragaggi).
Il fenomeno del canale dell’Anguillara
A tale riguardo va comunque segnalato il fenomeno del canale dell’Anguillara, che trascina nel lago cospicue quantità di detriti e terra, provocando interramento, fenomeno in sé più grave della stessa penuria d’acqua. Se ciò non bastasse si segnala, in diverse norme e regolamenti, pure il fenomeno della esagerazione ambientalista, come nel documento “Misure di conservazione SIC IT 5210018 – Lago Trasimeno”, che impone di trasferire i fanghi dei dragaggi in apposite vasche costruite ad almeno 25 metri dalla linea di costa, cosa impossibile da rispettare e che porta le autorità a preferire semplice escavazione al posto del dragaggio (spostare con benna il fango dal centro dell’ingresso alla darsena ad altro punto sempre interno al lago), che però è opera del tutto inutile tranne per chi ne gode la relativa spesa di denaro pubblico. E’ proprio lo spirito e il corpo di questa normativa europea, di fortissima impronta naturalistica, che vieta la raccolta di semplice ramaglia caduta per favorire il processi di decomposizione e colonizzazione di cenosi autoctone, la creazione di pascoli, pone limiti all’agricoltura e alla pesca.
Ma storicamente le popolazioni rivierasche hanno vissuto di pesca, caccia, agricoltura, allevamento, produzioni industriali o semindustriali da risorse naturali (la cannina in primis), cosa si vuole oggi? Sicuro che le attività tradizionali sono ormai incompatibili? La popolazione è informata? Condivide? La pluralità di vincoli sproporzionati, enti e indirizzi, non solo paralizza bensì materializza la contraddizione tra visioni contrapposte: l’assessorato all’agricoltura facilmente favorisce azioni molto in contrasto con gli indirizzi comunitari. In tale contesto naturalmente il turismo che va favorito non è certo quello di massa, mordi e fuggi, bensì un turismo lento, di conoscenza e esperienza del territorio.
Il turismo
Ma il dragaggio è indispensabile per accedere anche con barche a remo; se viene reso impossibile, è il turismo tout court che viene ad assere impedito. La popolazione è d’accordo? I sindaci sono d’accordo?
Anche la questione del livello d’acqua, anzi accennata, risente molto di quale impostazione/visione del Trasimeno: se deve prevalere il naturalismo spinto, il livello salirà o scenderà secondo natura, quindi senza bisogno di adduzioni da Montedoglio (originariamente pensate, progettate e realizzate per uso irriguo, non idrico del Trasimeno); senza problemi di incompatibilità di acque diverse, filtraggio, sterilizzazione…Grandi aspettative di recente su tali adduzioni da Montedoglio, comunque per ottenere, nel migliore dei casi, apporti minimi rispetto a quelli meteorici. Paradossalmente la ricca biodiversità del Trasimeno è creata proprio dalle variazioni di livello. Curioso che per millenni è stato necessario togliere acqua in eccesso, ora l’acqua dovrebbe essere addotta. L’impressione è che la politica, nella sua consolidata bulimia di enti, uffici e girandola di finanziamenti connessi, negli anni ha accettato tutto e il contrario di tutto: il turismo, l’agricoltura ma anche il Parco, Sic e Zps e vicoli ultranaturalisti…
Le richieste di Italia Nostra
Italia Nostra invita la politica ad una riflessione finalmente complessiva, capace di tener conto di tutto in contemporanea; convocare stati generali del Trasimeno capaci della necessaria sintesi, sia di indirizzo sia istituzionale, così da convergere in unico strumento operativo su cui cofluire ogni tipo di finanziamento.
Italia Nostra Perugia


