Italia Nostra

DDL Caccia, Italia Nostra: “Un passo indietro nella tutela della natura”

23 Giugno 2026
no ddl caccia

DDL Caccia, Italia Nostra: “Un passo indietro nella tutela della natura. Il Senato fermi una riforma in contrasto con lo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”

Si vota oggi in Senato sul Disegno di legge in materia di caccia, Italia Nostra esprime forte preoccupazione per un provvedimento che rischia di segnare un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica, degli ecosistemi e della biodiversità. L’ampliamento dell’attività venatoria in termini di specie cacciabili, periodi, orari, luoghi e modalità non rappresenta una modernizzazione della disciplina, ma un passo indietro rispetto ai principi di protezione della natura e del paesaggio che dovrebbero guidare l’azione pubblica. Un’impostazione ancora più critica alla luce della nuova formulazione dell’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la tutela dell’ambiente, degli animali, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

“Estendere la caccia per specie, periodi, orari, luoghi e modalità significa indebolire il sistema delle tutele e ridurre la natura a terreno di sfruttamento, invece di riconoscerla come patrimonio comune da custodire – dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra -. La riforma va nella direzione opposta rispetto allo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”.

Per Italia Nostra, la gestione della fauna selvatica deve fondarsi su criteri scientifici, sul principio di precauzione, sulla tutela degli habitat e sul rispetto delle aree protette, non sull’ampliamento della pressione venatoria. In un contesto segnato da perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, consumo di suolo e crescente fragilità degli ecosistemi, ogni intervento normativo dovrebbe rafforzare gli strumenti di protezione, non ridurli. “Italia Nostra chiede al Senato di fermare questo provvedimento e di aprire un confronto serio, fondato su evidenze scientifiche e responsabilità istituzionale”, conclude Croci.