È da molto tempo che in molti paesi del Trentino gli alberi urbani vengono abbattuti senza analizzarne scientificamente le effettive condizioni. Gli alberi localizzati sulle piazze o in vicinanza di edifici vengono letti come “problematici”, a volte addirittura “pericolosi”, solo per la loro localizzazione, senza valutare i molti benefici che producono e il fatto che anch’essi fanno parte del patrimonio vitale sulla terra.
Il destino degli alberi nelle vicinanze degli edifici pubblici è sotto tiro da più parti
Nel 2025 una grande manifestazione di contrarietà degli studenti e dei professori del Liceo Prati di Trento è riuscita a salvare i grandi cedri del piazzale di pertinenza e nei primi mesi di quest’anno altrettanto sono riusciti a fare gli abitanti di Pedersano per uno dei due cedri del sagrato della chiesa. Finale non altrettanto felice è toccato agli alberi della scuola di Cavalese, ai grandi platani sacrificati per l’hub intermodale (nuova stazione delle corriere) di Trento e a tante altre piante abbattute per semplificare le opere manutentive degli spazi pubblici.
Il loro sacrificio spesso viene sancito più per eccesso di preoccupazione e per mancata assunzione delle proprie responsabilità da parte di alcuni amministratori che per veri motivi di sicurezza.
Le ceppaie e lo stato di salute degli alberi abbattuti
In tanti casi le ceppaie hanno reso palese il buono stato di salute degli alberi abbattuti.
È già successo che esperti tecnici da noi interpellati abbiano garantito sulla salute delle piante anche in casi in cui la relazione della Stazione Forestale aveva dichiarato che “le piante ad alto fusto site a ridosso di manufatti e strade costituiscono sia un importante arredo urbano, ma anche un elemento di pericolo se non manutentate a dovere”.
Riteniamo che la determinazione dell’abbattimento di alberi urbani o storici necessiti di analisi specifiche, condotte sulle piante in oggetto con metodi scientifici. Perlomeno dovrebbero essere forniti i dati dell’analisi di resistenza al vento, che è possibile ottenere mediante verifiche non invasive di sforzi a trazione, semplicissime da produrre e spesso richieste anche alla committenza privata nei casi di regolamenti edilizi che prevedono la tutela del patrimonio arboreo.
Il maestoso tiglio della chiesa di Lagolo
Ora un grido d’allarme è giunto per il maestoso tiglio della chiesa di Lagolo, il cui abbattimento è previsto nei prossimi giorni. Ci si chiede come possa un albero così rigoglioso e ben equilibrato nell’estensione della sua chioma, costituire “pericolo”.
Il taglio di quest’albero priverebbe il paesaggio e l’ambito della chiesa di un notevole servizio rigenerativo dell’ambiente circostante e di un patrimonio che ha contribuito alla bellezza del luogo e alla sua storia. Un tema che Italia Nostra intende riprendere portando tale problema all’attenzione della Provincia e di tutti i Comuni.
Raccogliendo le segnalazioni di una parte della cittadinanza, chiediamo al Comune di Madruzzo di bloccare questo abbattimento e affidare la gestione e il controllo sulla salute e sulla stabilità delle alberature a una ditta specializzata, garantendo questo impegno con una continuità temporale (ad esempio con scadenza biennale).
Italia Nostra Trento
Il Consiglio direttivo





