Italia Nostra

Italia Nostra in audizione alla Camera: criticità sulla proposta di riforma del Codice dei Beni Culturali

25 Giugno 2026
Villa Adriana - beni culturali
Italia Nostra è intervenuta il 23 giugno 2026 in audizione presso la VII Commissione – Cultura della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2427, che introduce modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Secondo l’associazione, il provvedimento si inserisce in una serie di iniziative legislative orientate alla cosiddetta “semplificazione amministrativa”, che rischiano però di indebolire il sistema di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Tuttavia, secondo l’associazione, tali proposte rischiano di produrre un effetto opposto rispetto alla tutela del patrimonio, indebolendo progressivamente il ruolo delle istituzioni preposte alla sua salvaguardia.
Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla proposta di accorpamento tra autorizzazione monumentale e paesaggistica, accompagnata da una significativa riduzione dei tempi di rilascio dei pareri da parte delle Soprintendenze. Una misura che, sebbene giustificata con l’esigenza di superare le lungaggini burocratiche, potrebbe incidere negativamente sulla qualità delle valutazioni e sulla tutela effettiva dei beni. 
Altre disposizioni riguardano la monetizzazione degli spazi a parcheggio per incentivare gli interventi di recupero e restauro, l’accesso ai finanziamenti pubblici per società di gestione dei beni culturali e modifiche al catasto edilizio urbano per identificare gli immobili privati di interesse culturale sottoposti a vincolo.
Particolarmente controversa risulta l’indicazione, contenuta nella relazione illustrativa, secondo cui il parere della Soprintendenza dovrebbe prevalere sugli strumenti urbanistici e sui regolamenti comunali, evitando duplicazioni normative. Un principio che ignora quanto già previsto dal sistema vigente, in cui la tutela paesaggistica e culturale gode già di una posizione sovraordinata rispetto alla pianificazione urbanistica.
 
Il rischio di uno svuotamento del sistema di tutela
 
 
Nel corso dell’audizione, Italia Nostra ha ribadito come queste iniziative legislative si inseriscano in un processo più ampio di progressivo smantellamento dell’impianto normativo costruito nel corso del Novecento per la protezione del patrimonio culturale e del paesaggio. Nel corso dell’audizione, Italia Nostra ha ribadito la propria contrarietà a qualsiasi intervento che riduca il carattere vincolante dei pareri delle Soprintendenze o che intervenga in modo frammentario sul Codice del 2004, compromettendone coerenza ed efficacia. 
 
 
La posizione di Italia Nostra
 
Di fronte a questo scenario, Italia Nostra ha espresso una netta opposizione, articolata in particolare su quattro punti fondamentali:
  • il rifiuto del ricorso alla legge delega su materie così importanti per il patrimonio culturale;
  • la difesa del ruolo delle Soprintendenze come presidio dello Stato sul territorio;
  • la contrarietà alla trasformazione del parere vincolante in parere meramente obbligatorio e quindi aggirabile;
  • l’opposizione a interventi frammentari sul Codice dei beni culturali, che ne minano l’unità e l’efficacia. 
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Una questione di indirizzo politico e culturale
 
 
Per Italia Nostra, la semplificazione non può tradursi in una riduzione delle garanzie, ma deve piuttosto rafforzare la capacità delle istituzioni di operare in maniera efficace, senza compromettere la conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
L’associazione richiama infine la necessità di mantenere saldo l’impianto normativo ispirato all’articolo 9 della Costituzione, sottolineando come la tutela del patrimonio culturale non possa essere subordinata a logiche di semplificazione amministrativa.