Italia Nostra accoglie con favore la notizia della prossima istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, dopo la sentenza con cui il TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania, ha ordinato alle amministrazioni competenti di concludere entro 180 giorni il procedimento avviato quasi vent’anni fa.
Per l’Associazione si tratta di una svolta importante in una battaglia portata avanti nel tempo insieme alle realtà locali impegnate nella tutela del territorio. La decisione è arrivata a seguito del ricorso promosso dall’Ente Fauna Siciliana ETS, che ha consentito di riportare al centro una vicenda rimasta a lungo senza conclusione.
La battaglia di Italia Nostra
Italia Nostra sostiene da anni la nascita dell’area protetta e aveva recentemente sollecitato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Presidente della Regione Siciliana a concludere l’iter, richiamando il precedente del Parco Nazionale del Matese. Nell’ottobre 2024, infatti, il TAR del Lazio aveva accolto il ricorso dell’Associazione e imposto al Ministero di dare attuazione alla legge istitutiva, assegnando anche in quel caso un termine di 180 giorni.
Il Parco Nazionale degli Iblei
Il futuro Parco Nazionale degli Iblei dovrebbe estendersi per circa 146.735 ettari tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania. L’area comprende territori di rilevante valore ambientale, paesaggistico, archeologico, storico ed etnoantropologico, oltre a numerosi siti della Rete Natura 2000. La sua istituzione potrà garantire una tutela unitaria e favorire uno sviluppo locale fondato sulla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, sull’agricoltura di qualità e sul turismo sostenibile.
La sentenza
«La sentenza conferma che un procedimento previsto dalla legge, sostenuto da un’istruttoria completa e dal parere favorevole dell’ISPRA, non poteva restare sospeso – dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra – Avevamo chiesto al Ministero e alla Regione Siciliana di concludere l’iter, come già avvenuto per il Parco Nazionale del Matese. Ora il TAR ha tolto ogni alibi per questo ritardo e dato 180 giorni al MASE per procedere con l’avvio del nuovo parco nazionale».





