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Brucoli-Agnone (Siracusa), Italia Nostra scrive al ministro Pichetto Fratin: «Subito l’Area Marina Protetta»

23 Luglio 2026
brucoli

Inserire la Zona Speciale di Conservazione “Fondali di Brucoli-Agnone” nell’elenco delle aree di reperimento, avviando così il percorso per l’istituzione di una nuova Area Marina Protetta nel territorio del Comune di Augusta, in provincia di Siracusa. È la richiesta rivolta da Italia Nostra al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, attraverso una lettera aperta firmata dal Presidente nazionale dell’Associazione, Edoardo Croci. Italia Nostra chiede che il provvedimento sia inserito nella prossima legge di bilancio o in un altro strumento normativo idoneo.

L’istituzione contribuirebbe al raggiungimento dell’obiettivo della strategia europea sulla biodiversità di raggiungere il 30% di protezione della superfice del Paese, che per quanto riguarda le riserve marine è oggi a meno della metà. I “Fondali di Brucoli-Agnone” costituiscono una Zona Speciale di Conservazione di oltre 1.300 ettari, caratterizzata da un’elevata biodiversità marina. In questo tratto di costa sono presenti praterie di Posidonia oceanica dense e ben strutturate, che in alcuni punti risalgono fin quasi alla superficie formando una rara barriera naturale, oltre a successioni di fanerogame marine e a specie protette come la Pinna nobilis. Un ecosistema di straordinario valore, oggi esposto agli effetti dell’aumento del traffico nautico non regolamentato, della pesca intensiva e della crescente pressione antropica, con il rischio di compromettere l’equilibrio biologico e paesaggistico dell’area.

La richiesta del Presidente Edoardo Croci

«Proteggere il tratto di mare compreso tra Brucoli e Agnone significa conservare un patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico di eccezionale rilevanza, prima che le pressioni cui è sottoposto producano conseguenze irreversibili – dichiara Edoardo Croci, Presidente di Italia Nostra – L’istituzione dell’Area Marina Protetta non rappresenterebbe soltanto uno strumento di tutela, ma un investimento strategico per il territorio, capace di favorire un turismo più sostenibile, la ricerca scientifica, l’educazione ambientale e una fruizione consapevole della costa. Gli studi e le iniziative già realizzati – conclude – offrono una base concreta: chiediamo quindi al Ministero di avviare senza ulteriori ritardi il percorso previsto dalla legge».

Il valore ambientale, storico e archeologico della fascia costiera

Alla rilevanza ambientale si aggiunge il valore storico e archeologico della fascia costiera, riconosciuta di notevole interesse pubblico e caratterizzata dalla presenza del Castello Aragonese, di tre villaggi preistorici, di un insediamento bizantino, del santuario rupestre paleocristiano della Madonna dell’Adonai e dei resti della Basilica del Murgo, nei pressi di Agnone. Il progetto può contare su un percorso istituzionale già avviato.

Nel 2015 è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo tra il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Messina, il Comune di Augusta e Italia Nostra, con l’obiettivo di promuovere l’istituzione e la gestione dell’Area Marina Protetta.

Nel 2017 sono inoltre iniziati gli studi propedeutici, articolati in una fase conoscitiva e in successive attività di ricerca sul campo, dalle quali è scaturita anche una proposta di perimetrazione dell’area in tre zone, definita sulla base di criteri ecologico-naturalistici.