Erosione costiera: la posizione di Italia Nostra Sud Salento. Il crollo dell’“arco degli innamorati” a Melendugno: emblema della grave erosione costiera del Salento. Italia Nostra Sud Salento interviene con una posizione critica e strutturata dedicata alle possibili soluzioni che possono essere utilizzate per tentare di mitigare il problema.
L’erosione non è un’emergenza improvvisa
L’associazione sottolinea in un articolo analitico quanto i fattori che portano all’erosione siano una grande eredità di un passato che persiste e reitera i propri effetti anche nell’era contemporanea. L’erosione costiera è un fenomeno strutturale, noto da molto tempo. Tale situazione va affrontata con un approccio scientifico e sistemico, non con interventi frammentari dettati solo dall’urgenza o dalla pressione economica.
Una visione complessiva del territorio
Nella discussione pubblica, l’associazione ricorda che ogni tratto di costa è il risultato dell’interazione tra componenti geofisiche, clima e attività umane. Si tratta di forze che agiscono anche su distanze elevate, quindi non si può ragionare per singoli tratti o singoli interventi.
Il dibattito è troppo incentrato sui fondi
Durante un incontro svoltosi alla Provincia di Lecce in data 24 febbraio 2026, l’attenzione si è concentrata soprattutto sul reperimento di ulteriori risorse oltre ai 5 milioni di euro promessi dalla Regione e sulla necessità di proteggere attività economiche e sicurezza dei cittadini. Italia Nostra ha ribadito che questo approccio rischia di trattare il problema come una “calamità improvvisa”.
Le cause: decenni di gestione dissennata
La questione dell’erosione non è un problema dell’oggi. Per anni, anzi decenni, nel Salento hanno agito diversi fattori che, combinati insieme, hanno dato luogo agli effetti nefasti che si sono manifestati con il crollo dell’Arco degli Innamorati. Tra le cause dell’erosione, si individuano diversi elementi di natura esclusivamente antropica. In particolare si fa riferimento alla grande e diffusa Speculazione edilizia che ha riguardato l’area dagli anni ’50 in poi con la realizzazione incontrollata di seconde case, infrastrutture e servizi turistici. Questo fattore ha alterato in modo irreversibile ecosistemi e paesaggi. Si denuncia anche una sorta di rimozione culturale del concetto di “ambiente”, visto spesso come un ostacolo invece che come un sistema da proteggere.
Rischi della semplificazione amministrativa
L’associazione critica la spinta verso procedure “veloci”, come quelle legate alle ZES, che potrebbero favorire nuovi insediamenti turistici senza adeguate valutazioni ambientali e la mancata redazione dei piani costa in molti comuni pugliesi.
Si cita anche la proposta (poi abbandonata) dell’ex consigliere regionale Stefano Lacatena, che voleva modificare la normativa regionale in modo ritenuto rischioso per i territori costieri.
Le richieste di Italia Nostra
L’associazione chiede alla Regione Puglia di:
- Istituire un tavolo permanente con enti scientifici, istituzioni e portatori d’interesse.
- Avviare un piano di abbattimento dei detrattori ambientali e paesaggistici lungo la costa.
- Promuovere interventi di prevenzione, in particolare sulla tutela dei sistemi dunali, tra gli elementi più vulnerabili.





