Italia Nostra

Isola Di Dino: sette anni fa pulimmo 60.000 mq di fondali, oggi torna la discarica sulla posidonia. Serve intervenire

27 Ottobre 2026
Isola Di Dino: sette anni fa pulimmo 60.000 mq di fondali, oggi torna la discarica sulla posidonia. Serve intervenire.
 
Praia a Mare, Ottobre 2026 – Ottobre 2019. Sono passati esattamente 7 anni. Nell’ottobre del 2019, Italia Nostra Sezione Alto Tirreno Cosentino completava un intervento storico: con un finanziamento della Regione Calabria di circa 40.000 euro, vinto tramite bando pubblico per le aree SIC/ZSC, i nostri operatori e subacquei bonificavano 60.000 metri quadrati di fondali antistanti l’Isola Dino, all’interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Fondali Isola di Dino – Capo Scalea” Codice IT9310035.
 
➡️Risultato: 7 tonnellate di rifiuti rimossi dal mare. Pneumatici, plastiche, reti, corde, ferri, batterie. Un fondale restituito pulito alla collettività, alla Posidonia, ai cittadini e ai turisti. Fu un intervento straordinario, premiato e riconosciuto. Ma noi, già allora, dicemmo una cosa chiara: “Senza una piccola manutenzione ordinaria annuale, tutto tornerà come prima”.
 
OTTOBRE 2026 – Sette anni dopo, siamo tornati in acqua, nello stesso punto. Quello che abbiamo trovato è documentato dalle foto che pubblichiamo oggi e che fanno male al cuore.
Non abbiamo perlustrato tutta l’area. Abbiamo fatto solo un transetto, una linea spezzata esplorativa che mostriamo, un piccolo saggio all’interno dei 60.000 mq che pulimmo nel 2019.
 
Eppure, in quel piccolo saggio, abbiamo trovato di nuovo:
✅– Pneumatici abbandonati sul fondo
✅– Blocchi di cemento forati e massi gettati abusivamente in mare e usati come corpi morti per ormeggiare le barche ed altre operazioni
✅– Plastica, reti, cordame ammassati direttamente sulla Posidonia oceanica
✅– Ancoraggi abusivi che distruggono meccanicamente la Posidonia, pianta protetta dalla Direttiva Habitat Europea 92/43/CEE, habitat prioritario, polmone del Mediterraneo.
Se in un piccolo saggio troviamo questo, è facile immaginare cosa c’è oggi su tutta l’area di 60.000 mq. È di nuovo una discarica.
 
➡️È UN DANNO DOPPIO
✅1. Danno ambientale: La Posidonia è una pianta superiore, protetta. Distruggerla è reato ambientale e danno erariale. È la nursery dei pesci, produce ossigeno, trattiene la sabbia.
✅2. Danno economico e turistico: L’Isola Dino con i suoi fondali è il cuore turistico di Praia a Mare. I diving portano d’estate ogni giorno turisti da tutte le parti a vedere i fondali. Farli immergere tra pneumatici , blocchi di cemento e plastiche è un biglietto da visita indecoroso per tutta la Calabria.
CHIEDIAMO BUON SENSO.
Nel 2019 abbiamo dimostrato che i fondali si possono pulire.
Oggi non chiediamo alle Istituzioni un altro intervento straordinario, chiediamo tre cose semplici, ordinarie, di buon senso:
 
  • Pulizia immediata: un sopralluogo e la rimozione dei rifiuti e di tutti i blocchi di cemento abusivi come quelli documentati nelle foto.
  • Manutenzione ordinaria annuale: Come chiediamo dal 2019. Con poche risorse all’anno si evita di dover spendere decine di migliaia di euro ogni 7 anni per rifare tutto da capo. Questa richiesta che avanziamo è in linea con gli interventi a cadenza temporale di rimozione rifiuti dai fondali prevista dal Piano Gestione della Zona Speciale di Conservazione per impedire l’accumulo di rifiuti che ciclicamente si verifica.
  • Controlli e campi boa: Vigilanza contro gli ancoraggi abusivi su Posidonia e obbligo di ormeggio solo sui campi boa ufficiali dell’Ente Parchi Marini Regionali, che esistono proprio per questo. Lasciare che 60.000 mq di Zona Speciale di Conservazione tornino ad essere una discarica significa violare le Direttive Europee, il DPR 357/97.

 

Stiamo per inviare una segnalazione formale a: Ministero dell’Ambiente, Regione Calabria, Parco Marino Regionale, Comune di Praia a Mare, Capitaneria di Porto e Carabinieri Biodiversità.

Questo comunicato non è contro alcuno, è lo svolgimento del nostro compito istituzionale come associazione ambientalista riconosciuta dallo Stato ai sensi della Legge 349/86, compito del quale siamo chiamati a rendere conto alla collettività.
 
L’Isola di Dino ed i suoi fondali meritano attenzione.
 
Italia Nostra APS – Sezione Alto Tirreno Cosentino