Italia Nostra

Sezione di Trieste: mostra fotografica su “Il parco di Miramare e le sue condizioni di degrado”

16 Giugno 2015

Giovedì 11 giugno 2015 alle ore 17.30 (presso la Sala Unione degli Istriani Via Silvio Pellico 2 – Trieste) la Sezione di Trieste di Italia Nostra, assieme all’Associazione Orticola del FVG, ha inaugurato la mostra fotografica sulle cattive condizioni del parco di Miramare dal titolo: “Il parco di Miramare e le sue condizioni di degrado”.  La mostra sarà aperta fino al 5 luglio 2015.

INTRODUZIONE ALLA MOSTRA:

Il parco di Miramare, come tutti i parchi e giardini storici, è parte integrante del nostro patrimonio storico-culturale, naturale e paesaggistico. Pur essendo molto amato dai triestini e frequentato da turisti nazionali ed internazionali, le condizioni del parco sono tali da dare al visitatore l’impressione che il Comune di Trieste, nel cui territorio si trova, non sia in grado di mantenere un bene culturale così straordinario e ricco di storia. Non tutti sanno che, in realtà, Miramare appartiene al Demanio dello Stato, e quindi la gestione è esclusivamente della Soprintendenza.

Questa mostra presenta una serie di fotografie amatoriali scattate nel parco nel biennio 2013-2015 per documentare lo stato di degrado della vegetazione, degli arredi e delle strutture, ma indica anche gli interventi di recupero fatti dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, responsabile finora del complesso di Miramare.

Con immagini d’insieme e di dettaglio la mostra si propone di portare l’attenzione su quegli elementi che sviliscono il parco e non si riducono solo al degrado del parterre della caffetteria ma che, per effetto del tempo e dell’abbandono, coinvolgono tutti gli altri suoi luoghi. Le fotografie, per quanto numerose, sono solo esemplificative e non mostrano tutti i casi di degrado.

Da dati ministeriali risulta che, rispetto agli anni precedenti il 2011, il numero dei visitatori si è ridotto da oltre 3 milioni a 883.000 nel 2014 (dati del MIBACT- www.statistica.beni culturali.it). Malgrado ciò, poiché il parco è uno dei siti più visitati d’Italia, il perdurare del suo degrado non è accettabile. Con la recente riorganizzazione nazionale delle Soprintendenze, il parco entrerà a far parte del nuovo Polo museale del Friuli Venezia Giulia; non è però previsto un aumento del personale che se ne occupa, già ora gravemente sottodimensionato. Il futuro di Miramare resta incerto.

Lo scopo della presente mostra è quello di riportare l’attenzione sui problemi irrisolti del parco per avviare il discorso sui modi, i mezzi e gli strumenti legislativi che possano ridargli il decoro e l’identità perduti.

I PANNELLI ILLUSTRATIVI:

  1. CENNI STORICI SUL PARCO DI MIRAMARE- (2)
  2. LETTERA DI MASSIMILIANO AL PODESTÀ DI TRIESTE 
  3. IL DEGRADO DEL PARCO DI MIRAMARE
  4. IL PARCO-UN AMBIENTE ARTIFICIALE
  5. LA MANUTENZIONE
  6. LAVORI DI RECUPERO DELLA SOPRINTENDENZA REGIONALE

 

CONCLUSIONI

A nostro parere, il parco di Miramare è così grande e complesso, così danneggiato che, per recuperarlo nella sua identità o solo per ridargli dignità nelle sue varie parti, occorrono un impegno finanziario da parte dello Stato, un’organizzazione e una pianificazione che oggi, a quanto possiamo vedere, non ci sono. I lavori complessivi di restauro, al ritmo attuale e con il condizionamento della inadeguatezza dei mezzi a disposizione, potrebbero richiedere tempi biblici.

L’Accordo di programma, stipulato nel gennaio 2012 tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del FVG per la valorizzazione del parco di Miramare (1.800.000 euro di fondi Mibac e regionali), non ha portato fino ad ora i risultati sperati. Oggi la Soprintendenza regionale, a causa del passato abbandono delle strutture e della vegetazione, è impegnata ad affrontare un lavoro immane che solo notevoli capitali possono consentire. La difficoltà a recuperare il degrado è dovuto certamente alla carenza di mezzi, che non danno la possibilità di affrontare i problemi del parco con personale adeguato (per competenze e per numero di operatori), ma dipende anche dal sistema di appalti nella gestione dei parchi storici che non garantisce la continuità del lavoro di manutenzione del verde e la professionalità dell’opera.

In base alle osservazioni fatte nelle visite al parco, alla consultazione di testi e al parere di esperti di parchi e giardini storici, è nostra opinione che sia essenziale, accanto alla direzione della Soprintendenza regionale, la presenza di una figura apicale tecnica, professionalmente competente in botanica e architettura del paesaggio, esperta nel restauro e nella gestione dei parchi storici, in grado di valutare le priorità degli interventi. Tutto questo naturalmente accompagnato da una squadra di veri giardinieri a tempo pieno. A nostro parere, data la situazione, è necessario pensare, con molta cautela, ad un rinnovamento di alcune zone del parco storico, ma si tratta di affrontare uno studio impegnativo e multidisciplinare sulle condizioni della vegetazione e dei terreni, sui nuovi infestanti, sull’evoluzione in atto e sulle prospettive future. In ogni caso il parco non può essere snaturato e deve recuperare la sua identità.

Il caso del parco di Miramare non è unico in Italia. Altri parchi demaniali si trovano in condizioni di degrado a causa di una legislazione che si dimostra non adeguata alle necessità di questo tipo di beni culturali. Ci auguriamo, come cittadini, che si trovino le strade per assicurare a Miramare e ai parchi storici italiani gli interventi di recupero e di manutenzione che sono indispensabili, anche valutando le possibilità di accedere ai fondi europei disponibili a favore del patrimonio culturale.

 

ALCUNE OSSERVAZIONI

La prima riguarda l’impiego del bosso, una pianta oggi sotto l’attacco di due patogeni estremamente aggressivi, il fungo Cylindrocladium buxicola e l’insetto Cydalima perspectalis, la famigerata Piralide. Finché non ci saranno strumenti di contrasto più efficaci, dovrebbero essere impiegare altre piante in sostituzione del bosso, p.es. la Lonicera nitida ‘nana’, ottima per le bordurine dei parterre, mentre la specie Lonicera nitida è valida per siepi e forme topiate. Di crescita rapida, rustiche, resistenti fino a -15°C, le Lonicere sono molto meno costose del bosso.

La seconda osservazione riguarda il risanamento del terreno del grande parterre. In un incontro con la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del FVG avevamo avanzato, assieme a esperti del settore, una proposta concreta sul metodo di risanamento del terreno che consentisse di rinnovare il parterre in tempi brevi. In seguito, una relazione relativa al risanamento del parterre di Miramare era stata inviata alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici da una ditta competente, con tempi e costi molto contenuti. La proposta è sempre valida.

Terza osservazione: il biglietto d’ingresso al parco. Questo suggerimento era stato dato già nel lontano 1986 nel libro “Un giardino in riva al mare” (op.cit.), dove si pronosticava che, senza fondi adeguati, il parco era destinato a un fatale degrado. Sarà possibile, e financo doveroso, far pagare un biglietto d’ingresso al parco, sia pure di costo modesto, ma solo dopo che i parterre e tutto il piazzale del Castello saranno riportati in condizioni decorose.

Quarta osservazione: oltre ai pannelli illustrativi disposti nelle varie zone del parco, sarebbe interessante poter riconoscere facilmente le piante di maggior pregio leggendo il loro nome su cartellini opportunamente disposti accanto ai tronchi.