Italia Nostra

Moratoria dei cantieri Metro C per le archeo-stazioni “Chiesa Nuova” e “Castel Sant’Angelo” ed avvio della TVA Vaticano-Largo Argentina

19 Marzo 2026
moratoria

Moratoria dei cantieri Metro C per le archeo-stazioni “Chiesa Nuova” e “Castel Sant’Angelo”. Il 20 febbraio 2026, in una lettera indirizzata al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, le Associazioni sottoscritte hanno chiesto una “moratoria” del cantiere della stazione di piazza della Chiesa Nuova – una delle quattro stazioni previste dalla tratta T2 della Metro C – per l’insostenibilità di tre cantieri in circa due chilometri: piazza Venezia, Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo. Per tale ragione, hanno chiesto di rivedere la programmazione di tutti gli interventi infrastrutturali complementari di Metro e Tram, dando priorità, nel periodo previsto di moratoria, al ripristino della continuità della rete tramviaria e alla realizzazione del progetto di mobilità sostenibile TVA dal Vaticano a largo Argentina.

La TVA dal Vaticano a largo Argentina

Questa infrastruttura non solo presenta un minimo impatto, nella sua realizzazione, sulla vivibilità del centro storico (i lavori durerebbero circa tre anni, rispetto agli oltre undici previsti per la Metro), ma avrebbe come effetto quello di migliorare in senso sostenibile la mobilità cittadina, rendendola possibile anche in concomitanza dei cantieri Metro. La moratoria, qualora approvata dall’Amministrazione capitolina, consentirebbe inoltre che, prima dell’attività di scavo, e come previsto dallo stesso progetto definitivo della stazione, si anticipi il consolidamento dei monumenti prospicienti piazza della Chiesa Nuova, e si rendano contestualmente possibili le necessarie verifiche statiche da parte dei proprietari degli edifici civili insistenti sull’area del cantiere e sulle aree limitrofe.

L’impatto sui monumenti

Nello specifico, la fermata “Chiesa Nuova”, progettata come archeo-stazione, con struttura “scatolare” che prevede al primo piano “atrio” l’installazione di parte delle strutture archeologiche rinvenute nel corso dello scavo a cielo aperto, impatta sul valore storico-artistico non tanto della piazza in sé, quanto dei monumenti afferenti a essa: la rinascimentale Chiesa Nuova e il barocco Oratorio dei Filippini. È evidente, infatti, che le soluzioni proposte non sono relazionate nella disposizione delle nuove percorrenze a queste prestigiose preesistenze monumentali, che ne risultano mortificate. La facciata borrominiana dell’oratorio che Borromini, esaltandone la forma convessa verso lo spazio pubblico, definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ognuno che entri”, è dimenticata sul retro delle nuove disposizioni d’uso della piazza, che vede le due uscite proprio al suo centro, negando con ciò ogni “invito” verso gli ingressi della chiesa e della casa oratoriana, che oggi accoglie importanti istituzioni culturali della città. E se il progetto dell’archeo-stazione appare non rispettoso dei criteri fondamentali di tutela dei beni culturali, non sembra in realtà neanche adatto all’adeguata valorizzazione dei beni archeologici, in quanto il complesso urbanistico sottostante – il Campo Marzio Occidentale – non potrà essere in nessun modo “riposizionato”.

La fermata Castel Sant’Angelo

Allo stesso modo va ripensata la fermata di Castel Sant’Angelo, anch’essa archeo-stazione a struttura scatolare, che risulta particolarmente invasiva, estendendosi tra largo Giovanni XXIII e il muraglione di lungotevere Vaticano, fin oltre il “passetto”. Nel piano atrio saranno collocate le eventuali strutture archeologiche rinvenibili durante lo scavo, mentre nei giardini all’aperto sarà rimontata la “Fullonica” (cosiddetta “lavanderia”), palinsesto stratigrafico-monumentale – rinvenuto durante i recenti scavi per il sottovia di piazza Pia – destinato pertanto a essere non solo “delocalizzato”, come sostiene la Soprintendenza statale, ma soprattutto “decontestualizzato”. Più in generale, il cantiere ha notevoli impatti sociali, culturali e paesaggistici, trovandosi a ridosso dell’area giochi del giardino, pregiudicando un’area d’importanza culturale immensa, patrimonio UNESCO, e mettendo a rischio il verde futuro e quello presente, appena riqualificato e ora espiantato in quanto “interferente” con il cantiere stesso.

L’impatto ambientale

L’impatto ambientale deve dunque confrontarsi con una megastruttura invisibile – poiché “rovesciata sotto terra” – rispondente a un’impostazione progettuale che rispetta sì le “norme di legge” di carattere generale, ma che non tiene conto delle analisi alternative (per Chiesa Nuova sollecitate anche in sede di “decisioni di indirizzo di Giunta” il 31 maggio 2024), necessarie per confrontarsi con le realtà con cui gli interventi vanno a interferire. D’altronde le stesse norme, spesso, non riescono a essere coerenti con la realtà dei luoghi, divenendo passibili di eventuali e specifiche deroghe concordate tra committenza e impresa esecutrice, con apposite varianti in corso d’opera (di cui Metro C si è già avvalsa a beneficio dell’opera stessa).

Ricordando che le deroghe di “oggi” potrebbero risolversi in nuove norme del “domani”, occorrerebbe quindi seguire il principio di etica dell’ingegneria (in questo caso dei trasporti) con nuovi studi necessari per le “analisi delle alternative” più opportune e valide per la valutazione dell’impatto ambientale, volutamente assenti, per “urgenze amministrative”, nel caso della fermata della Chiesa Nuova (forse per il timore di prescrizioni, anche temporali, tali da mettere in discussione scelte “precostituite”).

 

 

Elenco delle associazioni e dei comitati a sostegno della moratoria in oggetto:

 

Italia Nostra, Sezione di Roma

Assoutenti Lazio Aps

Associazione TrasportiAmo

Associazione Utenti del Trasporto Pubblico (Utp)

Salviamo Il Paesaggio – Roma e Lazio

Associazione Rione Ponte

Associazione Culturale RinascimentiAmo: un Futuro per il Passato

Comitato Moretta

Comitato di Quartiere Rinascimento (Rioni Ponte, Parione e Regola)

 

 

 

Per chi volesse confrontarsi sul tema, i suddetti proponenti della moratoria saranno presenti al sit-in “TRAM SUBITO / METRO SÌ, MA NON COSÌ” in programma sabato 21 marzo 2026, dalle 11,30 alle 13,00, in piazza della Moretta (Roma).