Italia Nostra

Quella terribile striscia bianca sull’Appia

20 Luglio 2026
APPIA ANTICA

 

La Trasformazione nel Settecento: È proprio in questo periodo che la via Appia che esce da Porta San Sebastiano assume quell’aspetto caratteristico e romantico, descritto come una via stretta e infossata tra alti muri in pietra. Al di là di queste recinzioni si estendevano le tipiche campagne romane, un susseguirsi di vigneti, orti e vaste tenute suburbane. Questa fisionomia rurale è stata immortalata in innumerevoli dipinti di paesaggisti e viaggiatori del Grand Tour. Aggiungiamo noi, costellata da casaletti d’ epoca filo strada e poi selciata dai tipici sanpietrini, fino al bivio per l’Appia Pignatelli e poi ancora alla Basilica di San Sebastiano ed ancora per finire con detto assetto al Circo di Massenzio in vista di Cecilia Metella.

Anche e più di tutte è anche questa Appia Antica e nessuno si è permesso di cambiarla, neppure con un marciapiede, utile a salvare i turisti che si avventurano fiduciosi in mezzo ad un traffico rumoroso, a volte veloce oltre ogni misura, a volte fermo in lungo tappo. Un inferno invece del Paradiso.

Era il 29 giugno 2023 quando alla presenza dei Direttori dei due Parchi, alla Cartiera Latina, Italia Nostra, in apposita Conferenza stampa, chiese di trasformare questo tragitto che per i pedoni era ed è un inferno in qualcosa di vivibile. Chiese, quando era già realtà in tutta Europa il limite dei 30 Km/ora, per questo chilometro e mezzo.

A fronte di un provvedimento semplice e lineare, senza alcun visibile ingombro, senza divieti di passaggio, ma altrettanto urgente ed indifferibile, non è successo al solito nulla.

Ecco invece che a Luglio 2026 corrono sul web foto e filmati di un cordolo spropositato progettato con il GRAB, approvato da entrambi i due Parchi, più famosi in Italia e nel mondo, e da un anno patrimonio UNESCO.

Dichiara il Presidente di Italia Nostra Roma Oreste Rutigliano: «Rompere la simmetricità della strada con un segno che la divide in un terzo e due terzi è una bestialità che ne corrompe la sua identità. Se anche fosse solo una striscia bianca al suolo sarebbe ugualmente uno sfregio clamoroso e corrosivo.

Alla fine si lascia irrisolto il problema del rumore, del traffico anomalo e del caos quotidiano, il tutto potenziato dal rimbombo degli alti muri che delimitano la via.

Italia Nostra ribadisce la sua proposta. La strada con il limite dei 30 si può trasformare in quella che gli inglesi hanno creato per il godimento dei loro paesaggi campestri e che chiamano “quiet Road”. Dove serenamente convivono senza pericoli pedoni, ciclisti, ed automobili. Al momento chiediamo al Comune di fermare immediatamente i lavori per un fecondo ripensamento, che tra l’altro non nega il passaggio del GRAB, che tutti apprezziamo. Ma come dicevano i romani “est modus in rebus”».