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Tuteliamo la Città Vecchia di Taranto: Monumento organico a cielo aperto

3 Agosto 2026
taranto città vecchia foto I. Pecoraro

Nella sala di rappresentanza del palazzo Pantaleo, il 21 luglio 2026 l’Ordine degli architetti di Taranto ha organizzato l’evento di presentazione di una monografia sullo Stato dell’Urbanistica a Taranto negli anni 1980-2000, invitando Italia Nostra regionale.

La scrivente, in qualità di Presidente regionale, dopo aver portato i saluti del Presidente Nazionale prof. Edoardo Croci e della Presidente della sezione territoriale di Taranto prof.ssa Nella Abruzzese, ha salutato tutti i presenti e in particolare l’archeologa Assunta Cocchiaro, già dipendete del MIC, oggi vicepresidente della sezione territoriale di Italia Nostra Taranto.

Il contenuto del contributo

Il presente contributo verte su tre quesiti:

• Cosa è il termine Restauro?

• Perché la Città Vecchia di Taranto è Monumento organico a cielo aperto?

• Quali le metodologie del restauro psicologico e urbano da mettere in campo a Taranto per la Tutela dell’isola spartana e della città storica stratificata oltre il ponte girevole?

In un bellissimo libro pubblicato nel 2005 a cura di Paolo Torsello, Giovanni Carbonara professore emerito di Restauro Architettonico così esprimeva la sua idea di Restauro: “S’intende per restauro qualsiasi intervento volto a conservare e a trasmettere al futuro, facilitandone la lettura senza cancellarne le tracce del passaggio nel tempo, le opere di interesse storico artistico e ambientale; esso si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche costituite da tali opere, proponendosi inoltre come atto di interpretazione critica non verbale ma espressa nel concreto operare. Più precisamente come ipotesi critica e proposizione sempre modificabile, senza che per essa si alteri irreversibilmente l’originale”. Questa definizione è figlia delle riflessioni teoriche maturate da Cesare Brandi Padre della teoria del restauro critico, pubblicate nel 1963: “Il restauro va visto come parte integrante di un sistema teorico che si fonda su una concezione dell’opera d’arte come oggetto speciale che la coscienza riconosce. È proprio nel riconoscimento dell’oggetto di opera d’arte come tale che una collettività si muove si adopera per conservare e tramandare ai posteri la materia di cui si compone questa stessa opera d’arte”.

Sempre Cesare Brandi, parlando della Puglia scriveva (rf. “Disegno dell’architettura italiana”, Einaudi editore, Torino, 1985, pp. 28-29): “Radici bizantine arabe del romanico pugliese, ma nel senso di nuovi orientamenti, il meridione d’Italia è quello più ricco, prima di dilagare del gotico. Soprattutto mi riferisco alla Puglia. Dove è indubbia la propaggine di Lanfranco e Wiligelmo ma con quale felicità di innesti e di 1sviluppi. Laddove più allungo rimase i bizantini e per 25 anni a Bari e a Taranto anche gli arabi, Le radici spaziali bizantine arabe non potevano qualche modo non attecchire, anche se di pura architettura bizantina non è rimasto nulla in Puglia e neppure di arabo”. Italia Nostra, associazione nazionale impegnata dal 1955 nella “Tutela del patrimonio artistico culturale e naturale della Nazione”, partecipa ad ogni evento culturale, al fine di contribuire all’attivazione di percorsi di sensibilizzazione e conoscenza della Città Vecchia di Taranto, anche per tramandarla alle future generazioni. Da sempre Italia Nostra chiede ai cittadini, anche per il tramite degli Enti preposti alla Tutela di prendersi Cura dei centri storici e quindi della Città Vecchia di Taranto. Perché il centro storico rappresenta per ogni città l’anima primordiale, l’organismo vivente composito e stratificato generato dalla collettività.

 

La storia dell’urbanistica può aiutare a costruire il futuro sociale, economico e culturale

La storia dell’Urbanistica può aiutare a costruire il futuro sociale, economico e culturale dei suoi abitanti; perché solo conservando la Memoria sedimentata materialmente in un luogo si può garantire la sua Conservazione. Come? In tal senso ci viene in aiuto il terzo termine specialistico: il Restauro Urbano e Psicologico, tanto promosso da Roberto Pane nel Secondo Dopoguerra e applicato a casi emblematici risolti quali quelli del centro storico di Varsavia in Polonia, del centro storico in Ortigia a Siracusa, del centro storico dell’Aquila nel 2009 dopo il sisma terrificante. Italia Nostra ricorda come sia dal punto di vista teorico e metodologico, sia dal punto di vista tecnicoprocedurale, è possibile salvare la Città Vecchia di Taranto. Ci vuole volontà, metodo, cooperazione, collaborazione, partecipazione, tempo, risorse.

 

L’appello di Italia Nostra

A giugno scorso Italia Nostra ha proposto un appello accorato rivolto alla Nazione, al Ministero Giulio e a tutti gli Enti competenti, per costituire un tavolo tecnico al quale siano seduti non soltanto gli uffici del Comune e gli uffici della soprintendenza Locale, ma anche l’Ordine degli Architetti di Taranto e tutte quelle realtà associative locali e nazionali che desiderano restaurare il centro storico e tornare a viverlo pienamente. Conservare la Città Vecchia, prendersene Cura nella sua istanza materiale, estetica e storica, nella sua componente sociale e psicologica è un imperativo morale per tutti noi. Messo in sicurezza ogni isolato pericolante o crollato, si deve progettare un integrato intervento di restauro urbano, che coniughi le esigenze abitative del presente con quelle romantiche della Storia, anche attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo che si misuri con l’antico. Si ricucino le slabbrature architettoniche delle infinite e slanciate unità a schiera; si incatenino i muri al vento snelli e liberati dagli orizzontamenti crollati; si restaurino le architetture religiose oggi collassate. Ci sarà anche l’esigenza dell’abbattimento senza ricostruzione o con una ricostruzione compatibile con il contesto paesaggistico e storico-monumentale: ma che rappresenti l’eccezione e non la regola. Italia Nostra Nazionale, Regionale e locale, è disponibile a fare la sua parte per il bene della Storia dell’Architettura e per Salvare il salvabile di questo unico patrimonio urbano e paesaggistico culturale.

TARANTO, 21 luglio 2026 Ilaria Pecoraro, architetto, Presidente regionale di Italia Nostra Puglia