Italia Nostra Sardegna ha depositato oggi un formale atto di osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere la sospensione o il rigetto della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA relativa alla “Derivazione per Portovesme e Allacciamento Eurallumina”, parte del più ampio progetto di metanizzazione della Sardegna.
Il contenuto del documento
Nel documento l’associazione contesta l’infrastruttura sotto molteplici profili, a partire dalla prematurità della procedura, avviata mentre è ancora in corso la consultazione pubblica indetta da ARERA (Documento 135/2026/gas), i cui esiti potrebbero ridimensionare o persino escludere la necessità dell’opera. Allo stesso modo, il metanodotto viene valutato separatamente dalla nave rigassificatrice (FSRU) a cui è funzionalmente legato, violando il principio – sancito dal Consiglio di Stato – che impone una valutazione integrata degli impatti cumulativi. Il quadro normativo di riferimento, inoltre, è radicalmente mutato: il DPCM 10 settembre 2025, che giustificava l’infrastruttura come ponte per l’abbandono del carbone entro il 2028, è stato superato dal “decreto bollette” (D.L. 21/2026), che proroga l’uso del carbone fino al 2038, facendo venire meno ogni urgenza.
Il profilo economico e l’esclusione del gas
La stessa Terna ha escluso la necessità del gas per la sicurezza elettrica della Sardegna nel medio periodo. A ciò si aggiunge il profilo economico: per il solo tratto Centro-Sud, l’investimento ammonta a circa 540 milioni di euro, ma quasi tutta la domanda di gas prevista è destinata alla raffineria Eurallumina di Portovesme, inattiva dal 2009. “Subordinare un’infrastruttura pubblica da mezzo miliardo al fabbisogno di un impianto chiuso da 17 anni è rischioso e ingiustificato”. Italia Nostra richiama inoltre le posizioni contrarie già espresse dal Comune di Villacidro, dalla Presidente della Regione Sardegna e da diverse associazioni, e ribadisce che l’“opzione zero” non è una rinuncia, ma una strategia concretamente percorribile basata su diverse fonti di energia, efficienza e risparmio energetico e una nuova politica industriale che supporti attività a basso consumo energetico, come sostenuto da validi studi tecnici. Per tutte queste ragioni, l’associazione ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di rigettare o sospendere la procedura di VIA per la derivazione Portovesme-Eurallumina, rinviando ogni decisione agli esiti della consultazione ARERA e attivando una valutazione integrata e aggiornata che consideri le alternative compatibili con gli obiettivi europei di neutralità climatica




