Italia Nostra

Settimana Patrimonio Culturale, presentata da Italia Nostra Melilli la “Storia del complesso monumentale civico: da Monastero di San Paolo a Palazzo Comunale”

14 Maggio 2026

In occasione della Settimana Campagna del Patrimonio Culturale di Italia Nostra, la sezione di Melilli ha aderito con entusiasmo alla campagna nazionale, dedicata quest’anno al tema “Gli edifici pubblici dall’Unità d’Italia al 1980”, argomento particolarmente sentito dai soci della sede locale.
 
L’iniziativa, articolata il 9 maggio in due distinti momenti, ha registrato una partecipazione numerosa e attenta. Un folto gruppo di soci e cittadini ha preso parte con vivo interesse sia alla visita guidata del Municipio e degli edifici appartenuti alle famiglie che, nel corso dei secoli, contribuirono alle diverse fasi di ricostruzione e alla destinazione d’uso del bene in esame, sia alla conferenza pomeridiana svoltasi presso il Palazzo della Cultura, sede di Italia Nostra Melilli.
 
 

Il Palazzo di città: emblema della storia della comunità melillese

 
Le relazioni e gli approfondimenti storici sono stati curati dal Prof. Giuseppe Immè, presidente della sezione melillese di Italia Nostra, storico di vaste competenze e profonde conoscenze del territorio e delle sue vicende storico-artistiche, che ha guidato i partecipanti in un articolato percorso di lettura della storia urbana, civile e religiosa della città.
 
Al centro dell’iniziativa è stato posto il magnifico edificio del Municipio di Melilli, un luogo simbolico che racchiude secoli di storia cittadina. Prima di diventare Palazzo di Città, l’edificio fu infatti per lungo tempo sede di un florido monastero di monache benedettine di clausura sotto la regola di San Paolo. Le vicende del complesso si intrecciano profondamente con quelle della comunità melillese e con alcuni dei momenti più drammatici e significativi della storia siciliana e nazionale.
 
 

Il racconto storico e la visita guidata

 
Attraverso il racconto storico e la visita ai luoghi, i partecipanti hanno potuto ripercorrere le conseguenze dei devastanti terremoti del 1542 e del 1693, le successive ricostruzioni, l’assedio francese del 1676, gli influssi dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese, i moti del 1848 e infine il processo di unificazione nazionale. Con le leggi eversive dell’Asse ecclesiastico, il monastero venne requisito, le rendite confiscate e i vasti patrimoni fondiari alienati: nel volgere di pochi mesi si cancellarono oltre tre secoli di storia monastica. Fu allora che l’edificio venne destinato a nuova funzione pubblica, per rispondere alle esigenze della nascente amministrazione civile della Melilli postunitaria, priva di una sede adeguata per le adunanze civiche. Riadattato a Palazzo municipale, venne inaugurato il 14 marzo 1888 e consacrato simbolicamente al potere civile, segnando una profonda cesura con il passato religioso del luogo.
 
Secondo il volere degli amministratori dell’epoca, vennero realizzati due ordini attorno ad un cortile rettangolare; nel livello inferiore del prospetto emerge un magnifico bugnato e un portale d’ingresso in forte aggetto, munito di colonne con soprastante balconata d’onore inquadrata da lesène con capitelli ionici; nel piano superiore, invece, finestre timpanate dotate di balconi a balaustra; a coronamento del fabbricato un cornicione fortemente aggettante e la loggia centrale dell’orologio. La piazza antistante, dedicata al medico e patriota Filippo Crescimanno, figura centrale del Risorgimento locale, venne impreziosita nei primi anni del Novecento dalle eleganti fontane raffiguranti una forosetta e una naiade, opere dello scultore Mario Moschetti. In facciata trovano posto anche le lapidi commemorative dedicate ai caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.
 

Il valore simbolico dell’edificio

 
Durante la visita è stata inoltre illustrata la particolare architettura del palazzo e il valore simbolico che l’edificio ha assunto nel tempo per la comunità cittadina, quale luogo di rappresentanza istituzionale e memoria collettiva.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle vicende più recenti dell’edificio, danneggiato dal terremoto del 1990 e rimasto a lungo chiuso per lavori di adeguamento sismico, restauro e risanamento conservativo, prima della restituzione alla pubblica fruizione nel 2000. L’iniziativa promossa da Italia Nostra Melilli ha così rappresentato un’importante occasione di approfondimento storico e di partecipazione civica, confermando come il Municipio non sia soltanto un edificio amministrativo, ma la sintesi stessa della vita politica, economica, sociale e culturale dell’intera comunità melillese.