In occasione Sagra delle Rose di Maggio è ormai tradizione che la nostra sezione promuova delle visite guidate al centro storico di Albettone visitando gli Villa Campiglia (Municipio), la Colombara Malandrin, l’oratorio di San Filippo e Giacomo e villa Negri De Salvi con affreschi di Giovan Antonio Fasolo nella STANZA della MUSICA.
Programma

Colombara Malandrini
La quattro-cinquecentesca elegante “torre colombara”, adiacente all’argine destro del canale Bisatto e poco discostata dal complesso di villa Campiglia è di incerta destinazione d’uso. Con struttura di base quadrata, sovrastata da un tamburo ottagonale raccordato da una cupola, era probabilmente un padiglione di caccia o una torre di controllo delle merci dell’adiacente porto fluviale.
Villa Campiglia ora municipio
Palazzo di origine quattrocentesco fu fatto costruire dalla famiglia Campiglia. Questa casata, estinta nel 1800, nessuno la ricorderebbe più se non per la figura della gentile e triste poetessa Maddalena il cui capolavoro è una tragedia pastorale, “La Flori”, opera che le diede fama in tutta Italia e che le procurò i complimenti di Torquato Tasso. Muore nel 1595. Il palazzo, ora Municipio, è stato costruito in più riprese e in epoche successive. La parte centrale è quella più antica e costituiva l’antica torre di controllo sul porto.
Oratorio di San Filippo e Giacomo
Risalente al XIII secolo, ora di proprietà parrocchiale, vi era annesso un ospizio per l’accoglienza dei pellegrini e di malati gestito da religiosi benedettini e poi dagli umiliati. Venne ricostruita nella seconda metà dell’Ottocento in stile lombardo-bizantino su progetto dell’architetto Antonio Caregaro Negrin.
Villa Negri De Salvi, sala ex Municipio
La villa anch’essa dei Campiglia, presente ad Albettone, è stata conservata tale fino al 1800, cioè fino al momento in cui il diffondersi del gusto romantico portò, nel corso del secolo XIX, a numerosi interventi sulle antiche case di villa che i proprietari ritenevano inadeguate alla moda del tempo. Nel 1842, l’architetto Antonio Caregaro Negrin ricevette dai Negri de’ Salvi l’incarico di smantellare la loro residenza quattrocentesca di Albettone, già appartenuta ai nobili Campiglia, per erigere un nuovo edificio al quale fu conferito l’attuale aspetto neogotico.
Affreschi della stanza della musica
Fortunatamente, dell’antica villa fu risparmiata una sala al piano terra ove Giovanni Antonio Fasolo aveva affrescato, tra il 1560 e il 1570, episodi e svaghi della vita in villa articolarmente suggestivi per l’eleganza delle figure e per la naturalezza degli atteggiamenti. Le scene superstiti, raffiguranti la musica, il gioco e la caccia, subirono, nel 1858, pesanti Manomissioni ad opera di Giovanni Busato. Successivi restauri che ne hanno in parte restituito il fascino e la bellezza sono stati effettuati negli anni ottanta. Nel loro affascinante complesso il ciclo di affreschi di Albettone ci dà l’immagine più compiuta della vita in villa dell’aristocrazia veneta del ‘500, un costume che si protrarrà fino a tutto il Settecento.







