Italia Nostra

Data: 6 Luglio 2022

Aggiornamento del piano morfologico della Laguna e riequilibrio lagunare

 

Non possiamo che considerare positivamente la bocciatura anche della terza versione dell’Aggiornamento del Piano Morfologico della Laguna, ancora una volta proposto dal Consorzio Venezia Nuova (concessionario unico degli interventi di salvaguardia) e dal Corila (progettista) diretto dall’ing. Pierpaolo Campostrini, con il Provveditorato alle Opere Pubbliche (autorità procedente).

 

Il Comitato Tecnico del Provveditorato l’aveva approvato nel dicembre scorso; prima di quella seduta la nostra Sezione aveva chiesto di sospenderne l’approvazione, sottolineando che l’Aggiornamento del Piano non teneva conto dei due decreti 45/2021 e 103/2021, che prescrivono in particolare l’uscita strategica delle grandi navi dalla Laguna e terminal solo provvisori-transitori lungo il Canale dei Petroli.

 

Ora la Commissione congiunta Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e Via (Valutazione Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente ha valutato che tale Aggiornamento – dal costo complessivo esorbitante – non ha ottemperato alle oltre 50 prescrizioni imposte nel 2018 dal Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dei Beni Culturali.

L’Aggiornamento riproponeva infatti come prioritari interventi che prevedevano l’irrigidimento dei canali portuali e di altre strutture lagunari con forme e materiali vietati dalle norme vigenti, quali scogliere di chilometri in pietrame di grande dimensione.

 

L’ecosistema lagunare deve al contrario essere restaurato con materiali naturali e strutture che ne consentano la funzionalità, l’equilibrio e l’evoluzione biologica, plastica e dinamica come da norme vigenti (leggi Speciali, indirizzi governativi del 1975, Codice dei Beni Culturali e Ambientali, Piano Morfologico del 1993, Piano Regionale Ambientale del 1995 – Palav). Si deve giungere inoltre alla riconfigurazione morfologica del primo tratto del Canale dei Petroli – che come tutti sanno sta distruggendo la Laguna – con la riduzione della sua portata e profondità o, in alternativa, con la riattivazione del Canale Fisolo, e la riduzione del numero, della dimensione e della velocità delle navi, come previsto dal Piano originario del 1994 e dal voto unanime della Commissione di Salvaguardia del 2003.

 

L’ennesima bocciatura – forse meritevole d’attenzione da parte della Corte dei Conti – cancella, speriamo definitivamente, un’idea di Laguna contraria alle leggi speciali, e soprattutto sancisce che il riequilibrio è ancora possibile, che lo sviluppo deve essere compatibile guardando al futuro, cioè salvaguardando in modo intelligente posti di lavoro e ambiente. Quel che Italia Nostra sostiene da 60 anni.
Chiediamo pertanto un urgente e decisivo cambio di rotta, sottraendo definitivamente questo importante incarico al Corila, per attribuirlo ad enti pubblici qualificati quali ad esempio Ispra o Cnr.

 

Per consultare il comunicato stampa: cliccare qui

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