Le Nostre Sezioni

Calendario 2017 dedicato al Parco Culturale ed Ambientale della “Nuova Montagna dei Fiori “

Prima del verificarsi dei drammatici eventi sismici , che hanno praticamente distrutto gran parte dell’area interna del piceno ,
arrecando , altresì, danni enormi anche alle zone più distanti dall’ epicentro del sisma, la Sezione aveva deciso di dedicare il Calendario al Parco Culturale ed Ambientale della “Nuova Montagna dei Fiori “, nel cui ambito sono presenti alcuni borghi e monumenti che hanno subito danni gravissimi. (Si fa riferimento , in particolare, al Borgo di Castel Trosino e al Convento di San Giorgio di Rosara ).

Non è stato possibile , purtroppo, dedicare la pubblicazione alle zone dove il terremoto ha provocato più danni.
La Sezione ha già deciso di dedicare a queste zone il Calendario 2018 con la riproposizione delle immagini dei borghi e monumenti prima del verficarsi degli eventi sismici e della condizione attuale.

Alleghiamo alla nota il Calendario pubblicato in cui prevalgono immagini di un ambito panoramico e paesaggistico di indubbio fascino, per la cui valorizzazione sistemica la Sezione ha elaborato una proposta, che come al solito non ha prodotto alcun risultato concreto stante il timore degli Amministratori Locali di iniziare a percorrere un sentiero irto di difficoltà anche se denso di  stimoli entusiamanti .

La pubblicazione vuole essere uno strumento per sensibilizzare la comunità per avviare un concorde azione volta alla valorizzazione sistemica delle risorse culturali del territorio, indispensabile per superare la condizione di crisi che gli eventi sismici hanno reso drammatica.

Sfoglia il calendario 2017

L’eventuale richiesta di copie da parte delle Sezioni potrà rilevarsi come un sostegno fondamentale per il proseguimento della nostra attività.

Per informazioni

Italia Nostra-Onlus
Sezione di Ascoli Piceno
Via della Vetriera,25
63100 Ascoli Piceno
Prof.Gaetano Rinaldi
(Presidente)
tel.333 8906957 – 389 8479919
ascolipiceno@italianostra.org

News

03-07-2017

Ancona: cancro ed inquinamento. A chi interessa?

Che l’inquinamento rappresenti una minaccia per la salute è un concetto ormai ben consolidato ma una nuova ricerca ha dimostrato che l’inquinamento riduce anche la aspettativa di vita, del 31%, dei pazienti affetti da tumore epatico. La ricerca è stata effettuata dalla University of Southern California di los Angeles che ha seguito il destino di oltre 20.000 pazienti con epatocarcinoma epatico ponendoli in relazione con i livelli di inquinamento forniti dal Environmental Protection Agency’ s  Air Quality System. Lo studio ha dimostrato che i malati di cancro epatico, esposti a livelli più elevati di inquinamento, avevano un rischio di morire superiore del 31% ai soggetti esposti a livelli minori di inquinamento. Questi dati interessano a qualcuno nella nostra  bella Ancona? Sicuramente no visto che da qualche anno sono state tolte le centraline che attestavano l’alto livello di inquinamento raggiunto in città. A chi davano fastidio le centraline di Torrette, Porto, via Bocconi? Si è impedita la informazione dei cittadini sul reale stato di inquinamento del luogo di vita e di lavoro! E gli annunciati interventi per porre rimedio a tale “censura conoscitiva”  dove stanno? Quanto ci vuole per rimettere  qualche centralina e sopra tutto, assumere iniziative per ridurre l’inquinamento? Per ampliare le ZTL? per favorire l’uso del mezzo pubblico? Per  realizzare finalmente la metropolitana di superficie riaprendo la Stazione Marittima?
27-06-2017

Italia Nostra Marche plaude all’iniziativa di Neri Marcorè “RisorgiMarche”

L’Associazione Italia Nostra Onlus Marche plaude alla iniziativa di Neri Marcorè che ha organizzato questa grande, bella e meritoria iniziativa di “RISORGIMARCHE” che vedrà  cantanti italiani e stranieri noti a livello internazionale, alternarsi in luoghi pregiati della nostra regione quali Foce, Altopiano di Montelago, Santuario di Macereto. Marcorè ha avuto “l’idea di un festival diffuso nel territorio che potesse richiamare gente da tutta Italia” per dare “una piccola ma significativa opportunità di visibilità a tutti quei produttori locali e artigiani che hanno dovuto interrompere o ridurre la propria attività commerciale in seguito al sisma: potranno esporre e vendere i loro prodotti in apposite aree attrezzate, allestite in punti strategici, a ridosso o nel paese del comune di riferimento del concerto, comunque non troppo lontane dai parcheggi". Una iniziativa importante quindi che va appoggiata anche per l’invito fatto da Marcorè ai partecipanti a rispettare l’ambiente lasciando, ad esempio, “i prati dei concerti puliti come sono stati trovati”.  Italia Nostra intende sottolineare che, data l’importanza dei siti prescelti, alcuni di alto valore naturalistico ed anche artistico, vi sia la necessità da parte delle autorità preposte (e non solo da parte degli organizzatori) di controllare ed evitare che vengano posti in pericolo questi beni comuni fatti di fauna e flora, dove comunque arriveranno migliaia di persone e risuonerà la musica, assente negli altri giorni dell’anno.  Risulta pertanto opportuno che alcuni siti siano stati cambiati e ci auguriamo che ciò avvenga anche per quelli ancora previsti come sede di eventi. Tutto sommato è meglio, a nostro parere, localizzare gli eventi più vicino ai centri colpiti dagli eventi sismici.  
22-06-2017

Marche: Le macerie dimenticate

Una inchiesta pubblicata il 20 giugno u.s dal Corriere della Sera, intitolata “Le macerie dimenticate”, pone in evidenza  la reale situazione vissuta da migliaia di concittadini nella nostra regione ed in quelle limitrofe colpite dagli eventi sismici.

Nella nostra regione sono state rimosse meno del 10% delle macerie, delle n.6.745 casette previste - di cui ordinate n.1878 - ne sono state consegnate solo n.26 e neanche prontamente utilizzabili! A distanza di mesi non siamo in fase di ricostruzione, siamo ancora nella fase della emergenza di cui fa parte la realizzazione delle casette di legno.

Ancora 3.800 concittadini sono in hotel e hanno subito spostamenti da una struttura turistica all’altra. I ritardi negli aiuti essenziali agli allevatori hanno provocato la richiesta di dimissioni del Vice presidente della Regione da parte della loro associazione più rappresentativa, la Coldiretti. Infine il governo si è dimenticato addirittura di togliere la tassa di successione sulle case crollate.

Nel mentre le zone dell’entroterra ascolana e maceratese vanno incontro alla desertificazione, in altre aree “grasse” della regione si celebrano, con inopportune fanfare, iniziative di sviluppo sostenibile, benvenute ma certamente secondarie al primo compito oggi della politica e della pubblica amministrazione, quella di rimettere in piedi la vasta area della nostra regione.

Tutti si lamentano della burocrazia ed allora cosa dire delle 33 ordinanze dell’attuale Commissario Straordinario a fronte della 4 ordinanze per il terremoto dell’Aquila?

Ma, a nostro parere, stiamo pagando esageratamente il depotenziamento della Protezione Civile, quella che in più occasioni guidò in poche settimane il superamento della prima emergenza, nella quale noi invece ancora ci troviamo dopo 10 mesi!

In situazione di emergenza ci deve essere un forte coordinamento da parte di chi sia autorizzato ad utilizzare i fondi economici, per breve tempo, anche senza gare ed appalti, pur con tutti i successivi controlli. Oggi al posto della Protezione Civile opera per coordinare l’emergenza il Ministero dell’Interno, come se fosse una questione di ordine pubblico!

La politica e gli amministratori avranno il coraggio di rivedere questa scelta funesta, allora giustamente motivata dall’uso improprio della Protezione Civile al G8 alla Maddalena da parte dell’allora Governo Berlusconi,? I fatti dimostrano come in questo modo si sia buttato via, con l’acqua sporca, anche il bambino. E chi ne paga le conseguenze sono i cittadini delle zone terremotate.

  Consiglio Regionale Italia Nostra Marche
21-06-2017

Italia Nostra Ancona: presentate le osservazioni alla Variante Parziale al PRG in adeguamento al Piano del Parco del Conero

Nella giornata di ieri l’Associazione Italia Nostra sezione di Ancona ha presentato le osservazioni alla variante parziale al Piano Regolatore Generale del Comune di Ancona, in adeguamento al piano del Parco del Conero. Son ben 13 le richieste di modifica che l’associazione richiede alla Amministrazione Comunale ed alle forze politiche per difendere efficacemente l’ambiente naturale dell’area. Di seguito si riporta il documento di osservazioni. “Premesso che la Variante in oggetto si presenta come un adeguamento sostanzialmente coerente con gli obiettivi e indirizzi dettati dal Piano del Parco vigente e assume al suo interno in modo quasi integrale la normativa prescrittiva del piano sovraordinato, di seguito si illustrano alcune osservazioni che sono espresse in uno spirito meramente collaborativo e integrativo rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Comunale in sede di adozione dello strumento urbanistico. Riteniamo infatti che alcuni aspetti della norma tecnica possano essere integrati e/o modificati per contribuire ad aumentare la sostenibilità delle scelte effettuate in questa fase di prima adozione, senza per questo intaccare e ancor meno compromettere l'impianto normativo deliberato che, lo si ribadisce, può ritenersi coerente con gli obiettivi di salvaguardia dettati dal Piano del Parco. In particolare riteniamo che
  1. non debbano essere previste nuove costruzioni nell'ambito del PPE del Passetto (APS 20), un ambito che può e deve considerarsi sufficientemente consolidato nelle volumetrie esistenti, anche in considerazione della fragilità ambientale e della valenza paesaggistica del contesto. Eventuali miglioramenti dei servizi pubblici possono essere a nostro avviso ottenuti attraverso interventi di riqualificazione dei manufatti esistenti e al massimo attraverso piccole integrazioni, da destinare esclusivamente per servizi e attrezzature di uso pubblico a vantaggio dell'utenza disabile;
  2. per quanto riguarda le Frazioni riteniamo che debba essere stralciata la previsione edificatoria dell'APL del Poggio, denominata P01, sia per le complesse condizioni geomorfologiche dell'area interessata, che comportano rilevanti scavi e rinterri, sia per la compromissione di un habitat a "brometo", con presenza di specie vegetazionali rare (orchidee) e per questo particolarmente protette;
  3. avanziamo la medesima richiesta per la previsione edificatoria in località Villa Romana, lungo la via del Castellano; una previsione che già risulta presente nel PRG fin dal 1988 e che a tutt'oggi evidentemente non ha ancora trovato le condizioni socio-economiche per una concreta attuazione. In via del tutto subordinata, qualora non si ritenesse possibile, per alti rischi di contenzioso, effettuare lo stralcio completo della previsione edificatoria, si chiede di limitare la volumetria edificabile inserendo un indice fondiario massimo di UF = 0,10 mq/mq e comunque confermandone le destinazioni a servizio della prevista "Porta del Parco";
  4. per quanto riguarda tutti i futuri parcheggi frazionali ad iniziare da quello di Varano, si chiede che vengano realizzati mediante terre battute inerbite con esclusione di qualsiasi pavimentazione impermeabilizzante nell’ottica di un contenimento del consumo di suolo;
  5. per quanto riguarda il PPE di Portonovo (APS 6) si ritiene che debba essere indicato in modo specifico il divieto di realizzare la ventilata ipotetica strada di accesso da monte, alternativa all'attuale viabilità per dichiarati motivi di sicurezza; siamo invece favorevoli allo studio dell'apertura di un sentiero pedonale che possa consentire di raggiungere la baia anche a piedi, così da favorire un accesso al mare a quanti non vogliano optare per l'uso di mezzi privati o del bus navetta. Si tratterebbe di riprendere un vecchio tracciato che risulta presente nelle mappe storiche;
  6. si ribadisce anche in questa sede la necessità di prevedere nel redigendo PPE una ulteriore diminuzione della capacità di parcheggio all'interno della baia, attraverso l'ampliamento delle aree di sosta reversibili a monte e il potenziamento del servizio di trasporto pubblico da e per Ancona; ciò anche in previsione del ripristino della continuità ecologica a suo tempo interrotta per la realizzazione dell'ex campeggio e dell'attuale parcheggio;
  7. si conferma inoltre l'indicazione di rendere finalmente operativo l'arretramento di tutte le attuali strutture destinate alla ristorazione, secondo una previsione largamente condivisa e purtroppo sinora disattesa. Tale arretramento renderebbe anche inutile ogni futura ipotesi di ripascimento;
  8. una particolare attenzione e priorità dovrebbe essere posta alla pianificazione dell'area progetto APS 5, da operare in sinergia con l'Ente Parco, al fine di favorire un'evoluzione produttivamente coerente e compatibile con i caratteri ecologici dell'ambito collinare presente ad ovest del monte Conero. In tale ambito, in particolare, dovrebbero essere valutate con la massima attenzione, riducendole al minimo possibile, sia nel numero che nella quantità edificatoria, le proposte di integrazione volumetrica potenzialmente provenienti dalle aziende agricole ivi operanti;
  9. per quanto riguarda la UTE N1f del Parco del Conero, l'area compresa tra la strada provinciale del Conero e il ciglio della falesia, che già nel suo insieme ha un livello sufficiente di protezione (Riserva Orientata), chiediamo che vengano escluse ulteriori possibilità edificatorie anche all'interno delle zone di completamento del PRG vigente (ZTO "B") al fine di congelare in modo definitivo l'attuale sviluppo urbanistico, zone peraltro soggette alle norme straordinarie del "piano casa". A questo proposito chiediamo che sia inserita una norma generale che escluda ogni possibile ricorso agli ampliamenti del "piano casa" per tutti gli edifici ricadenti nelle aree extraurbane e in particolare per quelli ex colonici comunque classificati;
  10. consideriamo molto positiva la previsione normativa della predisposizione del "Regolamento comunale del verde urbano" e degli elementi arborei del paesaggio rurale marchigiano, ma crediamo che debba essere adottato in tempi certi e rapidi per evitare la compromissione o la perdita dei caratteri e degli elementi naturali ora presenti in modo diffuso nel territorio, appunto sia urbano, periurbano che rurale; rischio che purtroppo non deve essere sottovalutato per la tendenza all'inserimento di specie non coerenti ed estranee ai caratteri del paesaggio locale o alla distruzione di componenti vegetazionali che svolgono un fondamentale ruolo ecologico e ambientale. In particolare all'interno del relativo art. 13 chiediamo di sostituire le parole ".. o per altra motivata giustificazione.." con le parole "... o qualora sia giustificata e certificata l'assenza di soluzioni alternative a firma di .."
  11. quanto al paragrafo AM2 – Tutela di parchi e giardini crediamo sia utile inserire il comma "l'A.C. Predispone un censimento dettagliato e completo della dotazione botanico-vegetazionale dei parchi e dei giardini di cui al precedente comma 1 nell'ambito del regolamento comunale del verde urbano”;
  12. quanto alle norme sull'utilizzo di fonti rinnovabili chiediamo che all'art. 84.14 sia sostituita la parola "minieolico" con quella "microeolico domestico", in quanto sotto la prima definizione ricadono impianti che possono avere altezze tali (anche oltre 40 metri) da costituire un forte impatto paesaggistico e ambientale rispetto al contesto di cui trattasi. Tali impianti di microeolico domestico devono essere previsti nell’area del parco con esclusione delle aree di riserva orientata e di riserva integrale.
  13. Quanto al ricorso al geotermico è il caso di prevedere una norma che tuteli in modo specifico l'integrità delle falde idriche profonde.

Italia Nostra Onlus