News dal territorio

11-06-2017

Stadio a Tor di Valle, domani inizia l’iter per il voto con zero trasparenza e zero informazione

Il mancato rispetto dei diritti all’informazione e alla vera partecipazione dei cittadini alle scelte decisive per la loro città vi è stata fin dall’inizio. L’allora Assessore Caudo ha sottovalutato anche ai consiglieri comunali i problemi derivanti dal rischio idrogeologico che rendono inedificabile l’area prima della messa in sicurezza del Vallerano e della relativa riperimetrazione; inoltre non ha reso evidente fin dall’inizio che la cubatura che si approvava per il Business Park avrebbe determinato la costruzione di tre grattacieli. Ma oggi sta succedendo di peggio con la scusa dell’emergenza di dover rispettare gli impegni presi e di deliberare entro il 15 giugno.

Perché è così decisiva la data del 15 giugno prossimo?

Forse per tenere conto della minaccia di Pallotta di andarsene? La Regione continua a non chiarirci perché terrà aperto il procedimento fino al 15 giugno. Il parere negativo della Conferenza dei servizi sul progetto originario non potrà essere cambiato. La Conferenza non può certo riaprirsi per la nuova proposta, che è differente in maniera sostanziale considerando anche il problema delle opere pubbliche mancanti. Dovrà essere convocata una nuova Conferenza. Esiste già un accordo tra Comune, Regione e Pallotta per tagliare i tempi?

È comunque inaccettabile il clima che si è determinato e l’attacco rivolto a chiunque degli eletti del M5S chieda maggiori verifiche e tempi meno convulsi. Il Municipio IX che dovrebbe esprimere un parere, obbligatorio anche se non vincolante, non ha neppure ricevuto la documentazione necessaria. Al Municipio XI il parere non è stato neppure richiesto. Ci risulta che l’Assessore Linda Meleo – presente al IX per convincere i consiglieri riottosi – abbia dichiarato “Se non votate questo progetto passa quello vecchio”.   Non è vero: quello vecchio ormai è stato bocciato, non può essere risuscitato.

Nel caos delle attuali istituzioni, nessuna esclusa, per Italia Nostra Roma risalta ancora più grave la circostanza per cui i responsabili del MIBACT di Roma e Lazio non si siano subito attivati per concludere la procedura della conferma del vincolo, avendo ricevuto tutte le documentazioni occorrenti già dalla metà di aprile. Inconsistente è l’insinuazione di alcuni organi di stampa per cui il vincolo non reggerebbe al vaglio di eventuali ricorsi al TAR: il vincolo è solido e ben motivato e rafforzato dal parere di ben quattro organi consultivi del MIBACT convocati dal Segretario Generale arch. Pasqua Recchia, supportato dal Direttore Generale dott.ssa Bon Valsassina e dallo stesso Direttore Generale arch. Federica Galloni, che già si è espressa in favore della tutela dell’opera progettata dall’arch. Lafuente. Solo oggi dai giornali si apprende che il Soprintendente Prosperetti ha “ripreso l’iter”. Ora manca solo l’atto finale.

Il MIBACT non può sconfessare se stesso.

Info: 338.1137155

Italia Nostra Onlus