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12-06-2017

Italia Nostra Vulture Alto Bradano: Contro la sindrome da turbina eolica dobbiamo agire subito!

È dal lontano 1978 che mi occupo delle vibrazioni acustiche e dei loro effetti sulla salute umana, da quando ho scelto questo argomento per la mia tesi di laurea al Politecnico di Torino. L’indagine specifica riguardava i ventilatori per il raffreddamento delle centrali termoelettriche. All’epoca, almeno in Italia, non si parlava di pali eolici alimentati dal vento, se si eccettuano i famosi “pozzi a vento” prodotti su larga scala dall’ing. Raimondo Vivarelli che ho avuto il piacere di conoscere nella sua casa romana e con il quale valutammo un’ipotesi di collaborazione sul loro utilizzo più esteso in campo agricolo. Emanavano rumore, quel rumore metallico che nei fumetti sarebbe stato descritto col famoso “clang clang” e che non disturbava essendo collegato alla vita, all’acqua che tirava su dal sottosuolo e che alimentava persone e campi delle case coloniche dell’Ente Riforma dagli anni 50-60. Ho rispolverato la mia tesi anni fa, quando ho cominciato ad interessarmi dei pali eolici le cui emissioni sonore sono confrontabili con quelle dei ventilatori. Le vibrazioni emesse da questi ed i loro effetti sulla salute umana erano poco noti e studiati in Italia, ma oggetto di attenti studi all’estero, soprattutto in Francia, per quel che ricordo. O forse dai Francesi ho attinto di più conoscendo bene la loro lingua. Ebbene, così come poi decenni dopo bene evidenziavano successivi studi e divulgazioni, il danno provocato da quello che superficialmente si definisce rumore delle pale eoliche è stato molto ben studiato dal Dr Christofer Hanning (University Hospitals di Leicester), dalla dottoressa Nina Pierpont, da studiosi, autorità e politici dell’Ontario, dell’Inghilterra, degli Usa, del Giappone e da tantissimi altri. Alcuni, come la Pierpont, hanno introdotto il concetto di Sindrome da Turbina Eolica. Fra i sintomi descritti, già da molti decenni, si registrano disturbi del sonno, mal di testa, disturbi viscerali, sensazione di dolore al canale uditivo, deficit di memoria e di concentrazione, irritabilità, rabbia, affaticamento e perdita di motivazione.

A partire dal 2011, da quando è cominciata la pioggia massiccia di presentazione di progetti per  quelli che sfacciatamente si continuano a chiamare “parchi” eolici, tutte queste argomentazioni, largamente e diffusamente documentate, sono state da me raccolte ed inviate sotto forma di corpose (quasi quanto i progetti eolici presentati) Osservazioni inviate a tutte le autorità della Regione Basilicata fra le quali il Presidente pro tempore, il Dipartimento Sanità e Sicurezza sociale, l’Assessore alle Attività Produttive, l’Assessore all’Agricoltura, l’Assessore all’Ambiente ed i vari uffici competenti. Fra le raccomandazioni di medici e studiosi internazionali, v’era quella di porre le pale a distanze di migliaia di metri dalle abitazioni. Risultati? Il lettore stesso può giudicare osservando gli sfregi prodotti al Paesaggio lucano da questi speculatori che spacciano le loro crocifissioni effettuate sul grembo della nostra Terra per operazioni “green”. E quei politici, e quei funzionari che si sono ben guardati dall’opporsi, ed i cittadini che fino ad oggi hanno dato del pazzo, del “don Chisciotte” a chi tentava di aprir loro gli occhi, che dite, non potrebbero essere considerati complici dalle future generazioni alle quali lasciamo questo scempio? Come porre argine alla devastazione oggi? Ben vengano, seppur tardivamente, le formazioni di comitati di protesta e di sensibilizzazione. Ma ora deve finire il tempo degli appelli e cominciare l’epoca delle pretese! Alcune di queste, da avanzare ai nostri Consiglieri ed Assessori regionali non genericamente, ma andandoli a trovare uno per uno guardandoli in faccia:

-Immediata sospensione della possibilità di segnalazione o dichiarazione che sostituisca l’Autorizzazione unica per ogni tipo di impianto eolico al di sotto del MW. La motivazione è molto semplice, dato che contrariamente alla Linee Guida nazionali, se pure utilizzando una possibilità (non un obbligo!) offerta da un decreto del marzo 2011, la nostra Regione ha esteso la soglia per l’autorizzazione unica a 1000KW rispetto ai 60, provocando danni per i Beni comuni e per la salute umana. La Regione stessa ponga dunque immediato riparo e ne chieda scusa. Questo al primo Consiglio regionale utile!

-Per gli impianti al sotto dei 60KW, per i quali lo Stato consente procedure molto semplificate, introdurre da subito, sin dal primo Consiglio regionale utile, cautele e distanze come per gli impianti da 60 a 1000 KW ampliando quelle previste per questi ultimi. Ma non facendo aspettare cinque o sei anni come accaduto colpevolmente finora, cavolo!

Cari Lucani, se continueremo solo a fare convegni e comitati i nostri politici ed i nostri dirigenti continueranno a non tenere in alcun conto le nostre rimostranze. Ripeto, andiamo a contattare uno per uno queste persone, facciamolo subito fissando un calendario di lavori, appuntamenti o no, non c’è più tempo ed abbiamo il diritto di farlo.

Facciamo così: giovedì 15 prossimo sarò davanti alla sede del Consiglio regionale alle 10. Attenderò l’arrivo di chi vuole partecipare fino alle 10,30, poi entrerò in Consiglio regionale e, quale rappresentante di una Associazione portatrice di interessi collettivi, comincerò a parlare con tutti i Consiglieri e gli Assessori che incontro.

Da loro pretenderemo quanto sopra e, soprattutto, l’immediata applicazione delle leggi sull’inquinamento acustico che risalgono a più di venti anni orsono. L’ho chiesto in moltissime occasioni per iscritto e sui media a Regione e Sindaci. Adesso facciamolo tutti insieme, pretendendo e non più chiedendo. Ci state? Troverete qui la mia mail per le adesioni.

Vitantonio Iacoviello – Presidente Sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra: vulturealtobradano@italianostra.org

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