Italia Nostra

Sdegno unanime per la distruzione dei pini monumentali e sacri del mausoleo di Galla Placidia: presidio in piazza Duomo

26 Giugno 2026
pini a san vitale
Sdegno unanime per la distruzione di uno dei siti più preziosi dell’umanità: il giardino – potremmo dire sacro – che per quasi cento anni ha custodito la bellezza ed i simboli della comunione con Dio attraverso la vita eterna del Mausoleo di Galla Placidia. Trattato come il più becero dei giardinetti condominiali con la sola missione di distruggere tutto, possibilmente spendendo il meno possibile. Al loro posto, tozzi e velenosi tassi. Diverso invece se la volontà principale fosse stata di conservare l’integrità complessiva del meraviglioso luogo, interpellando non solo agronomi ma anche altre competenze: alla luce di tutte le moderne tecnologie, il risultato sarebbe stato certamente un altro.  
 

La proposta

 
E’ questa la proposta inviata già mesi fa dalle associazioni, che avevano ottenuto la disponibilità di esperti internazionali quali il gruppo dell’ingegnere tedesco Lothar Wessoly, l’ideatore delle prove di trazione, il notissimo agronomo Daniele Zanzi e il dottore forestale Gian Pietro Cantiani. Quest’ultimo, per la sola analisi che è stato possibile fare, aveva trovato i pini in buona salute. La proposta non è stata degnata nemmeno di un riscontro da parte degli enti in indirizzo, quali Prefetto, Curia, Soprintendenza, Carabinieri Forestali, Comune di Ravenna. Indegni di ricevere neppure un “grazie vi faremo sapere”, nonostante i cittadini si sarebbero fatti carico di tutto, pur di arrivare a garantire in primo luogo la sicurezza per il Mausoleo, e in secondo la conservazione dell’ameno straordinario contesto. Con la violenza dei fatti senza ragione, il blitz di fine giugno è andato in scena nella più assoluta segretezza: una rappresentanza di Italia Nostra, recatasi di persona, non è stata ricevuta dalla Soprintendenza a cui aveva già richiesto gli atti ad oggi non ancora arrivati, e i cittadini sono stati presi in giro dal cartello “potature” piazzato dal Comune di Ravenna, che ovviamente, nell’ordinanza sottostante, non aveva fatto minimamente cenno all’abbattimento. La Curia invece non ha mai risposto alla lettera inviata all’Arcivescovo, mentre il referente dell’Opera di Religione della Diocesi era, a quanto è stato risposto ai cittadini che, il giorno precedente gli abbattimenti, chiedevano di conoscere i dettagli della “potatura”, a fare gli esercizi spirituali.
 
 

Alberi come criminali

 
 
Alberi come criminali: non si scrive certo sui giornali e sulle ordinanze quando arriva il blitz per arrestarli. Adulti e bambini guardavano attoniti la morte dei bellissimi pini tra il profumo di resina delle ferite mortali e l’assordante clangore delle motoseghe. Distrutto per sempre uno dei luoghi più sacri e preziosi di Ravenna e del mondo, proprio mentre la calura si fa infernale, e forse non basteranno preghiere ed esercizi per fermarla. Presidio in piazza Duomo mercoledì 1 luglio, dalle ore 18.30 alle 20.00, ad esprimere lo sdegno per la cialtrona barbarie che sì è abbattuta nel silenzio su uno dei luoghi più preziosi e sacri dell’umanità.
 
Gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna e Italia Nostra sezione di Ravenna