LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Area archeologica Occhio di Pellaro (RC)

Autore segnalazioneSegnalazione di giugno 2019 – sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra – reggiocalabria@italianostra.org
Data aggiornamento18/10/2021
Denominazione beneArea archeologica Occhio di Pellaro (RC)
RegioneCalabria
ProvinciaReggio-Calabria
ComuneReggio Calabria
LocalitàRibergo di Pellaro
Indirizzo89134 Reggio Calabria RC
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 38.041092060390724, 15.658287054637553
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleParco archeologico, Rudere
Inserire immagine RC.png
Descrizione immagineFotografia dell'area archeologica Occhio di Pellaro
Inserire immagine RC2.jpg
Descrizione immagineFotografia dei resti vicino alla fornace
Inserire immagine RC3-1.jpg
Descrizione immagineVisuale della fornace del IV sec. a.C
Inserire immagine RC4.jpg
Descrizione immagineDisegno dell'anfora Keay LII
Descrizione generale del bene

Il sito archeologico si trova ai margini dell’abitato di Pellaro, nella contrada Occhio-San Leo, a poca distanza dalla linea di costa. L'area, di forma rettangolare, è delimitata a ovest dalla via Nazionale, a est dal terrapieno della Strada Statale 106, mentre a nord e a sud dai letti delle due fiumare Torrente Filici. oggi strade asfaltate. Le indagini di scavo che hanno interessato il luogo fin dal 1975 e hanno permesso di individuare tracce insediative senza soluzione di continuità dall'età arcaica a quella tardo imperiale.

Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesse

Il bene ricade in area vincolata ai sensi della L. 1497/39.

Interesse pubblico del bene

L'area archeologica Occhio di Pellaro contiene numerose tracce di epoche differenti, configurandosi come un sito particolarmente stratificato, con resti che senza soluzione di continuità si susseguono dall'VIII sec. a.C. fino al V sec. d.C. I periodi di abbandono e di inattività sono brevi e dovuti principalmente alle esondazioni delle fiumare, in seguito alle quali si sono depositati degli strati di natura alluvionale che hanno sigillato i resti archeologici. Questi sono sia di tipo sepolcrale che artigianale, indicando un uso attivo dell'area da parte delle civiltà antiche. In articolare, si evidenzia la produzione di materiale fittile, mediante la lavorazione dell'argilla, quali anfore e laterizi.

Periodo di realizzazioneDall'VIII sec. a.C. fino al V sec. d.C.
Funzione in passato

All'VIII-VII sec. a.C. risalgono delle sepolture a enchytrismòs e a fossa, mentre tra il VII e il III sec. a.C. si evidenzia un uso a scopo artigianale dell'area, desumibile dal ritrovamento di una fornace nel settore S/E. Tra il III-II sec. a.C. sono inserite alcune strutture murarie quadrangolari, con le fondazioni in ciottoli e la cortina in blocchi di pietra calcarea. Nel settore N/E, sono state rinvenute delle strutture murarie più tarde, facendo presumere un intervento di età ellenistica; nello stesso periodo, l'area ospita una necropoli con tombe a camera. Tra il II-I a.C. segue un periodo di abbandono, interrotto in età imperiale con l’installazione di impianti dedicati alla produzione di materiale fittile, come testimonia la presenza della vasca pavimentata in laterizi, probabilmente utilizzata per la decantazione o per la pigiatura/battitura delle argille. Nella zona S/O sono presenti degli strati di terreno concotto, indicanti forse la camera di combustione di una fornace. L'attività artigianale si è interrotta nel V sec. d.C., come dimostrano una sepoltura alla cappuccina all'interno della vasca e dal deposito di strati alluvionali.

Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentale

Nell'area archeologica sono state rinvenute diverse anfore del tipo Keay LII, a testimonianza dell'impianto artigianale del IV sec. d.C. di Pellaro, in località Fiumarella, finalizzato alla produzione di anfore di questo tipo, oltre che di laterizi. Questa attività era favorita dai corsi d’acqua delle vicinanze, dalla disponibilità di materie prime e forse dall’esistenza di un porto o di uno scalo per gli scambi commerciali.

Nome autoreEmilia
Cognome autoreAndronico
TitoloIl sito archeologico di Pellaro (fraz. Di Reggio Calabria)
Anno1991
InMEFRM, 103, 2 , 1991, pp. 731-736
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it/vir/vir/vir.html
Sito/URLhttps://turismo.reggiocal.it/cultura/archeologia-e-storia/parco-archeologico-di-pellaro
Sito/URLhttps://www.persee.fr/doc/mefr_1123-9883_1991_num_103_2_3197
Sito/URLhttps://www.zoomsud.it/index.php/cultura/104125-reggio-finalmente-fruibile-il-parco-archeologico-di-occhio-di-pellaro
Stato di conservazioneMediocre
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Superficiali (umidità), Superficiali (vegetazione)
Descrizione dello stato di conservazione

Si rilevano forti disagi legati ai fenomeni temporaleschi, che causano l'allagamento dell'area archeologica, situata al di sotto del livello stradale. Il sito è inoltre invaso dalla vegetazione infestante, che inficia il comportamento strutturale degli apparecchi murari.

ProprietàSoggetto pubblico
Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo:

Nel settembre 2018 è avvenuta la prima apertura al pubblico dopo le opere di manutenzione e di sistemazione del parco archeologico. Attualmente, il sito è gestito dall’Associazione di volontariato della Protezione Civile Garibaldina di Motta San Giovanni.

E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?No
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?
IndicazioniIl parco è recintato ed è aperto al pubblico in orario di visita.
E' aperto al pubblico?
Altre notearch. Gilberto De Giusti

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