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Casino Vecchio della Vaccheria a Caserta

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è avvenuta il 5 Gennaio 2020 ad opera della sezione di Caserta di Italia Nostra – caserta@italianostra.org.
Data aggiornamento15/06/2021
Denominazione beneCasino Vecchio della Vaccheria a Caserta
RegioneCampania
ProvinciaCaserta
ComuneCaserta
LocalitàVaccheria
IndirizzoVia del Casino Vecchio, 6
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 41.115052, 14.307766
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturalePalazzo
Inserire immagine casina_vecchia_della_della_vaccheria_01.jpg
Descrizione immagineVista da Via del Casino Vecchio
Inserire immagine casina_vecchia_della_della_vaccheria_02.jpg
Descrizione immagineVista del prospetto principale
Descrizione generale del beneIl Casino Vecchio del Belvedere, sorto lungo le falde occidentali del Monte San Leucio, può essere considerato il primo nucleo del quartiere borbonico della Vaccheria. Questo, frazione del Comune di Caserta, da cui dista circa 4 km, si imposta sulle preesistenze di un insediamento romano e deve il suo nome alla funzione ad esso assegnata dal Re Ferdinando IV di Napoli, il quale, a partire dal 1773, proprio nei pressi del “casino di caccia” diede vita ad un allevamento di bovini portati in Campania dalla Sardegna e, di conseguenza, gettò le basi di quella che sarà poi l’area produttiva della vicina San Leucio. Qui, infatti, fu costruito il primo stabilimento manifatturiero e l’economia prettamente agricola di questi luoghi iniziò ad acquistare uno stampo più marcatamente industriale.

Il Casino Vecchio fu, per qualche tempo, la dimora prediletta del Re Ferdinando, ma nel 1778 il principe erede al trono Carlo Tito, dopo aver contratto il vaiolo, muore proprio all’interno di questo edificio. Da questo momento in poi il Casino fu abbandonato dalla famiglia reale che lo sostituì con il Casino del Belvedere di San Leucio, già di proprietà dei principi Acquaviva.

La dimora reale divenne abitazione dei guardiacaccia e subì, quindi, alcuni piccoli rimaneggiamenti interni, ma l’impostazione planimetrica generale e gli apparati decorativi, se si escludono le lacune dovute al degrado, sono gli stessi del XVIII secolo.

L’edifico si presenta su tre livelli a pianta rettangolare e include, al suo interno, una piccola Chiesa dedicata a San Leucio. All’esterno il piano terra è trattato a bugnato e su questo si impostano una serie di arcate, perlopiù cieche, in cui, in alcuni punti, si riscontra la presenza di aperture rettangolari. Sul prospetto principale, invece, i tre archi centrali, si aprono su un portico d’accesso.

Su questo basamento a bugnato si impostano altri due piani scanditi da un ordine gigante di lesene doriche che inquadrano un doppio ordine di finestre. In particolare, quelle del piano primo sono caratterizzate da cornici su cui, sorretti da piccole mensole, si impostano timpani alternativamente a forma triangolare o ad arco. Questa sequenza, in corrispondenza dei tre archi che segnano l’accesso al piano inferiore, è interrotta da un loggiato voltato. Il terzo piano presenta, invece, una sequenza di finestre rettangolari anch’esse decorate con ampie cornici.

L’intero complesso, di grande interesse storico, artistico e paesaggistico, è oggi in stato di abbandono e fortemente degradato. L’esterno, i cui apparati decorativi sono danneggiati da distacchi e lacune, è completamente ricoperto da graffiti e l’interno, dato lo stato di incuria e la presenza di numerose infiltrazioni, potrebbe aver riportato danni anche a livello statico.
Presenza di elementi di pregioIl bene presenta ancora gli apparati decorativi risalenti al XVIII secolo.

Si riscontra la presenza di un ordine architettonico costituito da paraste doriche le quali scandiscono un doppio ordine di finestre. In particolare, quelle del piano primo sono caratterizzate da cornici su cui, sorretti da piccole mensole, si impostano timpani alternativamente a forma triangolare o ad arco.

Sul prospetto principale, nella parte centrale, si apre un doppio ordine di tre arcate che costituiscono, al piano terra, l'ingresso, al piano primo un loggiato. Entrambi questi ambienti sono voltati ed è ancora possibile leggere la presenza di affreschi all'intradosso delle volte.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)No
Tipo interesseIl bene non presenta specifica "Dichiarazione di interesse culturale".
Interesse pubblico del beneIl bene non solo rappresenta un esempio di architettura del Settecento, ma l'intera area possiede aspetti naturalistici e paesaggistici estremamente significativi. Il luogo in cui sorge il bene è, infatti, un punto di osservazione panoramica privilegiato che, dai Monti Tifatini, apre lo sguardo sull'intera città di Caserta. Inoltre, collocandosi la frazione di Vaccheria, a cui l'area appartiene, lungo l'antica Via Francigena, è spesso meta di coloro che la percorrono.

Pertanto, lo stato di degrado in cui versa la struttura, non solo compromette l'immagine di un edificio che è stato dimora reale, ma, allo stesso tempo, potrebbe, nel tempo, interdire anche la fruizione di un area di così notevole interesse.
Periodo di realizzazioneXVIII secolo
Funzione in passatoL'edificio nasce come "casino di caccia" di Ferdinando IV di Borbone, ma viene presto abbandonato da quest'ultimo trasformandosi in dimora dei suoi guardiacaccia.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleL'edificio è testimonianza delle opere di trasformazione della città di Caserta messe in atto a partire dal XVIII secolo.

In particolare, il Casino Vecchio costituisce il primo nucleo intorno al quale si sviluppa la frazione di Vaccheria e da cui prenderà avvio, in qualche modo, la costruzione del Real Sito di San Leucio. Qui, infatti, in un primo momento, il re Ferdinando IV da vita ad una serie di attività di tipo agricolo che, ben presto, si trasformarono in primi nuclei manifatturieri che raggiungeranno il massimo sviluppo organizzativo proprio a San Leucio.
Nome autoreGiuseppe
Cognome autoreTescione
TitoloL’arte della seta a Napoli e la colonia di San Leucio
Anno1932
Nome autoreFerdinando
Cognome autorePatturelli
TitoloCaserta e San Leucio
Anno1826
Nome autoreAntonio
Cognome autoreSancio
TitoloPlatea di San Leucio
Anno1977
InSan Leucio. Archeologia, Storia, Progetto.
Sito/URLhttps://www.academia.edu/
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it/
Sito/URLhttps://www.casertanews.it/
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoSuperficiali (umidità), Superficiali (mancanza di intonaco.), Generali (abbandono), Uomo (graffiti)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene si presenta fortemente degradato con una presenza di umidità derivante, probabilmente, da infiltrazioni dovute a dissesti della copertura. Inoltre, molte porzioni degli apparati decorativi, caratterizzanti le facciate, risultano soggette a distacco o mancanza così come alcune porzioni dell'intonaco. Su tutti i prospetti si riscontra la presenza di graffiti.
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniIl Casino Vecchio si trova nella frazione di Vaccheria, posta a circa 4 km da Caserta e 2 km da San Leucio, da cui è raggiungibile percorrendo Via Cappuccio che assume il nome di Via del Casino Vecchio nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
E' aperto al pubblico?No
Altre notearch. Angela Lato

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