LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

San Leucio: Quartieri di San Carlo e San Ferdinando nel Complesso Monumentale del Belvedere

Autore segnalazioneClasse 3C, Liceo Artistico San Leucio, Caserta - validazione Sezione di Caserta di Italia Nostra

Data prima segnalazione: 5/05/2023
Data aggiornamento15/02/2024
Denominazione beneSan Leucio: Quartieri di San Carlo e San Ferdinando nel Complesso Monumentale del Belvedere
RegioneCampania
ProvinciaCaserta
ComuneCaserta
LocalitàSan Leucio
IndirizzoVia Vaccheria, Via Antonio Planelli, Via dei Giardini Reali
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 41.09983063165119, 14.31595625688037
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleEdificio residenziale, Complesso urbanistico e architettonico
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Descrizione immagineVisione d’insieme del Quartiere San Carlo, dalla scalinata monumentale a doppia rampa delle Scuderie Reali
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Descrizione immagineVisione d’insieme del Quartiere San Ferdinando dalla scalinata monumentale a doppia rampa delle Scuderie Reali
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Descrizione immagineComplesso monumentale di San Leucio, visione d’insieme: arco monumentale e fontane angolari presso l’accesso ai Quartieri San Carlo e San Ferdinando
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Descrizione immagineQuartiere San Ferdinando: fronte principale della prima unità abitativa in Via dei Giardini Reali
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Descrizione immagineFontana angolare in travertino, Quartiere San Carlo, Via Vaccheria
Descrizione generale del beneCome si evince dal Catalogo generale dei Beni Culturali, si tratta di un complesso urbanistico e architettonico di proprietà mista pubblica/privata. Le unità abitative dei Quartieri furono realizzate per riunire la popolazione di San Leucio che lavorava presso la fabbrica per la produzione della seta. Per volontà di re Ferdinando IV nacque così una Colonia operaia, che dal 1789 ebbe un proprio Statuto attraverso la promulgazione del “Codice delle Leggi”. La realizzazione dei Quartieri di San Carlo e San Ferdinando, intitolati dunque ai due re che hanno rispettivamente promosso e realizzato il progetto del Belvedere di San Leucio, determina anche la nascita di una comunità autonoma e chiusa verso l’esterno. A questa colonia era riconosciuta in quanto Colonia Reale, con protezione giuridica e finanziaria dello Stato insieme a privilegi concessi dal re. Grazie a questa organizzazione socio-economica ed alla funzionalità del progetto urbanistico-architettonico, definito proprio con la realizzazione delle case operaie dei Quartieri San Carlo e San Ferdinando, la produzione del setificio registrerà un forte incremento. Quindi oltre al valore estetico, i quartieri operai di San Leucio rappresentano un importante esempio di organizzazione sociale e del lavoro. La costruzione dei Quartieri ebbe inizio nel 1786 - 1788 per garantire un’abitazione dignitosa ai lavoratori del setificio, incentivando la nascita di una comunità solidale e collaborativa. Sono costituiti da una serie di case a schiera a due-tre piani, che da un lato danno sulla strada e si proiettano visivamente verso il prospetto principale del Real Casino e della chiesa di San Ferdinando e verso il prospetto principale della fabbrica, dall’altro su cortili interni. Le case si dispongono ai due lati della Porta dei Leoni, accesso alla colonia di S. Leucio, formando una prospettiva conclusa dal prospetto dell’edificio del Belvedere, rispetto al quale il quartiere di San Carlo si colloca sulla sinistra e quello di San Ferdinando sulla destra. Le abitazioni destinate ad alloggio dei lavoranti contenevano vani abbastanza ampi, di circa 6 metri per 4 coperti con volte a vela, atti anche a contenere i macchinari per la lavorazione dei tessuti. Le unità abitative erano così sviluppate: al pianterreno cucina e servizi igienici, una scala, una piccola zona pranzo ed un vano a doppia altezza per utilizzare un telaio. Al primo piano si trovavano le camere da letto. Il seminterrato veniva usato principalmente per il deposito della legna del camino e per il ricovero degli animali. Le due schiere di abitazioni attualmente sono delimitate da villa Izzo (Via dei Giardini Reali, Quartiere S. Ferdinando) e villa Masone (Via Vaccheria, Quartiere S. Carlo).
Presenza di elementi di pregioI Quartieri, collocati presso l’ingresso al Complesso Monumentale del Belvedere sono caratterizzati da edifici con un’architettura sobria e raffinata, presentano finestre rettangolari con cornici in pietra e balconcini in ferro battuto, rilievi in stucco e fontane in travertino, tuttavia allo stato attuale appaiono trascurati e poco valorizzati rispetto agli adiacenti e più noti spazi architettonici e museali del Real Casino e Chiesa di San Ferdinando, dei giardini pensili e della sezione di archeologia industriale dell’antica fabbrica.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesse

  • vincolo ex legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1, numeri 3 e 4

  • prescrizione del decreto ministeriale 28 marzo 1985 (nel supplemento ordinario n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 26 aprile 1985) con la quale è stata integrata nella parte dispositiva la  dichiarazione di notevole interesse pubblico, riguardante la zona di San Leucio nel comune di Caserta, emessa con decreto  ministeriale 20 dicembre 1965 (in Gazzetta Ufficiale n. 21 del 26 gennaio 1966).

Allega documento. L’allegato è riferito a documentazione ufficiale riferita al vincolo/descrizione dell’interesse culturale. Gazzetta_n_154_2_7_92.pdf
Interesse pubblico del beneOltre al vincolo ope legis, ex legge 29 giugno 1939, il sito è stato più volte, messo in evidenza dalla Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Caserta e Benevento per il notevole interesse pubblico.

Il decreto comprendente “il monte San Silvestro e l'intera area dell'antica Reale Colonia di S. Leucio ossia il complesso del Belvedere, i quartieri di San Carlo e San Ferdinando, la piazza della Seta, la Vaccheria, il Casino Vecchio, l'intero monte San Leucio, il vallone Civicorno e il monte Sammacco per il suo carattere di cospicua bellezza panoramica”.

I Quartieri operai rappresentano un patrimonio architettonico ed artistico di grande valore storico e culturale rappresentano un singolare esempio di architettura industriale dell’epoca borbonica.

Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio unitamente ai Quartieri San Carlo e di San Ferdinando dal 1997 è Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco, insieme alla Reggia di Caserta e all’Acquedotto del Vanvitelli.
Autore/iProgetto urbanistico-architettonico attribuito all’architetto Francesco Collecini
Periodo di realizzazionesec. XVIII
Funzione in passatoColonia operaia, residenze di una comunità autonoma e chiusa verso l’esterno, rappresentano un importante esempio di organizzazione sociale e del lavoro
Riferimenti BibliograficiNarciso G., Il Belvedere di San Leucio, Guida, Napoli, 2019  

 Scheda del Catalogo Generale dei Beni Culturali, Quartieri San Carlo e San Ferdinando, 2018

Pignatelli G., Il Reale Belvedere di S. Leucio in Amirante G.

Cioffi R. (a cura di), Dimore della conoscenza. Le sedi della Seconda Università degli Studi di Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, pagg. 219-228

AA.VV., “Siti Reali e Territorio. Storia, restauro, valorizzazione” quaderni della Soprintendenza per i beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento, nn. 2 e 3, Roma 2014

a cura di Ascione I., Cirillo G., Piccinelli G.M., Caserta e l’utopia di S. Leucio. La costruzione dei Siti Reali Borbonici

in “Alle Origini di Minerva trionfante”, Roma 2012

Crippa F., Marello B., San Leucio: la Reale Fabbrica di Seterie nell’Archeologia Industriale, Caserta, 2002

 D’Arbitrio N., Romano A. (a cura di), “Lo Bello Vedere” di San Leucio e le Manifatture Reali, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1998

Caprio L., San Leucio. Memorie storiche ed immagini, Napoli, Laurenziana, 1993

Ferdinando IV, Re delle Sicilie, Origine della Popolazione di S. Leucio e suoi progressi fino al giorno d’oggi colle Leggi corrispondenti al buon Governo di Essa, Edizioni Pacifico Libri, (Ristampa anastatica del testo originale del 1789). Caserta 2011
Stato di conservazioneMediocre
Descrizione dello stato di conservazioneI Quartieri di San Carlo e di San Ferdinando formano un complesso di unità abitative che dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento ospitava gli operai nella colonia borbonica del setificio di San Leucio. Le case operaie costituiscono le quinte prospettiche che valorizzano la facciata monumentale del Casino del Belvedere di San Leucio. Dopo il completamento ospitavano 37 unità familiari, 20 nel Quartiere San Carlo e 17 nel quartiere San Ferdinando, alcuni alloggi ospitavano il corpo di guardia, l’ufficio per i pagamenti, depositi della Real Cantina. Ancora oggi le unità abitative sono 37. Lo stato di conservazione è mediocre e tutto il sito delle case operaie è poco valorizzato.

I Quartieri operai S. Ferdinando e S. Carlo presso San Leucio (Caserta) dal 1788 riunivano la popolazione operaia del famoso setificio in una Colonia, cui nel 1789 il re Ferdinando IV concedette un proprio Statuto attraverso la promulgazione del Codice delle Leggi. I Quartieri collocati presso l’ingresso al Complesso Monumentale del Belvedere sono caratterizzati da edifici con un’architettura sobria e raffinata, presentano finestre rettangolari con cornici in pietra e balconcini in ferro battuto, rilievi in stucco e fontane in travertino, tuttavia allo stato attuale appaiono trascurati e poco valorizzati rispetto agli adiacenti e più noti spazi architettonici e museali del Real Casino e Chiesa di San Ferdinando, dei giardini pensili e della sezione di archeologia industriale dell’antica fabbrica.
Funzione attuale del beneProprietà pubblica/privata.

Il bene conserva la sua funzione residenziale
Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo:Per una adeguata fruizione e valorizzazione del sito sono stati individuati le seguenti azioni: andrebbe collocata una segnaletica specifica che attualmente manca e pannelli informativi sulla storia dei Quartieri e degli operai di San Leucio (Richiamando il Codice leuciano, i cortei storici del 700, che hanno ricostruito scene di vita della “Real Colonia di S. Leucio” ed il Palio della seta una delle tradizioni borboniche, svolto lungo le strade dei Quartieri, ripristinato nel 1978), pannelli informativi andrebbero collocati anche per informare i visitatori sulle presenze artistiche e gli elementi decorativi delle architetture. Andrebbe realizzata una riqualificazione cromatica delle facciate delle unità abitative attraverso il restauro del colore per recuperare la coerenza e l’identità cromatica dell’insieme architettonico-urbanistico. Andrebbe realizzato un intervento di pulitura e restauro alle due fontane in travertino poste agli angoli di via Planelli. Andrebbero collocati lungo i Quartieri cassonetti da esterno, con un progetto site-specific, per la raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti.

Visitando più volte il sito abbiamo riflettuto sull’opportunità di creare uno spazio per mostre d’arte lungo i passaggi pedonali adiacenti alle facciate principali degli edifici, come già avviene negli spazi più noti del Belvedere, sarebbe una opportunità per valorizzare la bellezza architettonica dei quartieri e offrire agli artisti la possibilità di esporre le proprie opere in uno spazio originale e suggestivo. Per creare uno spazio per mostre d’arte presso i Quartieri sarebbe necessario individuare uno o più edifici, oltre alla “Casa del tessitore” da destinare a questo scopo, tenendo conto di volta in volta delle esigenze espositive e della compatibilità con lo stile architettonico, una volta individuati gli spazi, sarebbe necessario dotarli di attrezzature e tecnologie adeguate alle esigenze delle mostre d’arte contemporanea. Un’idea potrebbe essere quella di utilizzare le facciate degli edifici come una sorta di “tela” per esporre opere d’arte, che creino un dialogo tra la storia del luogo e la contemporaneità. Per la promozione delle mostre, sarebbe opportuno coinvolgere enti culturali, gallerie d’arte, scuole e istituzioni pubbliche, in modo da garantire una maggiore visibilità e una partecipazione più ampia del pubblico. Inoltre sarebbe possibile organizzare incontri con gli artisti, conferenze e dibattiti, infine sarebbe opportuno coinvolgere la comunità locale nella gestione degli spazi per le mostre, attraverso, il coinvolgimento di associazioni culturali e di volontariato, in modo da garantire una gestione partecipata e sostenibile.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ possibile avvicinarsi?
IndicazioniE’ possibile avvicinarsi osservare i prospetti esterni delle abitazioni percorrendo Via Antonio Planelli, Via dei Giardini Reali e Via Vaccheria, si tratta di prospetti semplici e uniformi caratterizzati da una discreta valenza architettonica, alle case si accede direttamente lungo Via Antonio Planelli, mentre ai prospetti lunghi dei Quartieri si accede utilizzando due piccole strade pedonali delimitate da un lunghi muretti intervallati da brevi scalinate. E’ possibile percorrendo Via dei Giardini Reali e Via Vaccheria osservare le facciate esterne, di estremo rigore compositivo, ed osservare le numerose pensiline in ferro battuto in stile liberty aggiunte tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento e rilievi decorativi in stucco con forme fitomorfe, maschere e conchiglie. E’ possibile accedere alle due fontane in travertino attribuite alternativamente agli scultori Angelo Solari e Angelo Brunelli (fine del XVIII sec.), collocate presso gli spigoli delle due cortine, sono visibili inoltre le due edicole soprastanti oggi scialbate che in origine mostravano i dipinti di San Ferdinando e San Carlo. Non sono accessibili gli orti-giardino e le stalle interne. E’ possibile visitare una delle abitazioni sita nel Quartiere S. Ferdinando, la “casa-museo del tessitore” disposta su due livelli, sono accessibili, su richiesta al Museo della seta del Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, il piano terra destinato alla zona giorno ed il primo piano con le camere da letto, fanno parte della casa ma non sono accessibili ai visitatori la cantina e d il giardino-orto sul retro. I due piani sono allestiti in particolare con alcuni macchinari ed attrezzi dedicati all’arte della tessitura, tra i quali: un telaio da passamaneria, un arcolaio, un incannatoio, un attrezzo per le frange.
Altre noteIn corrispondenza delle porte di ingresso delle abitazioni le formelle maiolicate originali (realizzate da Fabbriche napoletane della fine del Settecento) sono del tutto scomparse, contenevano l’indicazione del numero civico e del quartiere di appartenenza, oggi una parte di queste è stata sostituita con formelle moderne caratterizzate dallo stemma del Regno delle due Sicilie. Si osserva che le due fontane in travertino poste agli angoli di via Planelli sono poco valorizzate, risultano annerite in più punti e soprattutto le teste di donna in altorilievo risultano gravemente danneggiate, con significative lacune nella parte inferiore dei volti, deturpati anche dalla presenza di cemento a vista in corrispondenza degli ugelli. I percorsi pedonali dei Quartieri presentano fessurazioni, rotture, buche e sollevamenti dell’asfalto. Il primo tratto del Quartiere S. Ferdinando versa in un evidente stato di abbandono, anche se in altri tratti sono in corso restauri delle facciate. Si rileva inoltre che i colori delle facciate delle singole unità abitative, risultato di recenti interventi di restauro, sono eccessivamente variegati, dominano diverse tonalità di gialli e di rosa, nelle porte di ingresso, nelle finestre e nei portoni sono prevalenti tonalità di grigio e bianco panna. Via Antonio Planelli, Via dei Giardini Reali, Via Vaccheria sono caratterizzate da un consistente flusso di traffico automobilistico durante l’intera giornata e la sosta prolungata di auto presso il parcheggio che costeggia i due viali pedonali dei Quartieri impedisce la visione dei prospetti esterni. Per il decoro del sito Patrimonio Unesco mancano cassonetti per la raccolta differenziata.

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