Italia Nostra

Data: 27 Luglio 2011

Audizione alla Camera dei Deputati per l’ Autostrada Tirrenica

Una delegazione di Italia Nostra ha ottenuto una audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati per la questione della Autostrada Tirrenica.

Ecco di seguito un comunicato diffuso dopo l’incontro:

Grazie all’interessamento dell’On.le Raffaella Mariani capogruppo del Pd in commissione Ambiente, una rappresentanza di Italia Nostra  è stata ascoltata nel pomeriggio del 26 Luglio 2011 dalla Commissione Ambiente ed Infrastrutture della Camera dei Deputati  presieduta dall’On.le Tortoli .

Italia Nostra ha riaffermato la sua contrarietà al progetto Autostrada A12 Tirrenica che prevede oggi sostanzialmente la privatizzazione della statale Aurelia nel tratto Rossignano-Civitavecchia da trasformare appunto in una autostrada.  Dopo 20 anni di battaglie contro questo tipo di infrastruttura, Italia Nostra ritiene che una strada  statale garantisca meglio il rispetto del sistema ambientale ed economico della costa tirrenica.

Ecco i punti che preoccupano l’Associazione:

CRITICITA’ LEGALI

A tale proposito ha sottolineato le maggiori criticità del progetto che prevede che l’autostrada per 35 anni sia gestita dalla SAT (Società Autostrada Tirrenica), una società privata. A questo proposito c’è una forte anomalia: il Presidente della SAT , Antonio Bargone, è anche Commissario governativo per l’Autostrada Tirrenica: gli interessi del Pubblico e dello Stato Italiano non coincidano necessariamente con quelli “privati” della SAT. E’ un gravissimo conflitto di interessi. Purtroppo in Italia, troppo spesso Infrastrutture e Opere Pubbliche sono espressione di finanziamenti illegali. Chi controllerà la gestione dell’infrastruttura quando controllore e controllato sono la stessa persona?

CRITICITÀ ECONOMICHE

Ci sono altri problemi: è lecito privatizzare una strada demaniale? Quello dell’Aurelia sarebbe il primo caso di consegna ai privati di un tratto essenziale del sistema stradale pubblico italiano. Un privato –occorre aggiungere- che ottiene un appalto da più di 2 miliardi di euro senza gara europea.

La SAT e il Governo vogliono fare in fretta. Le procedure vengono accelerate. Il Ministero Infrastrutture ha convocato per il 3 Agosto 2011 una conferenza dei servizi nonostante sia ancora in corso la Valutazione di Impatto Ambientale.

Ci dice la SAT: occorrono 2,3 miliardi per costruire l’A12 Tirrenica . Ma basteranno? Purtroppo l’esperienza insegna che molto spesso nella costruzione delle Infrastrutture Statali ci sono degli “sforamenti” tra il 20/30 %.  Secondo i nostri esperti economici un mutuo a 30 anni per 2,3 miliardi prevede interessi per 150/180 milioni di euro all’anno. Come si otterranno queste risorse? Con il project financing lo Stato non dovrebbe intervenire. La SAT sostiene che riuscirà ad andare in pari con il pedaggiamento di circa 31.000 automobili di media giornaliera su base annuale. Peccato che oggi circolino sull’Aurelia solo 17.000 veicoli. Come si può essere sicuri che ci sarà  quasi il raddoppio dei passaggi? E se ciò non avvenisse? Chi pagherà le perdite? Non vorremmo che si ricadesse nel vecchio sistema italiano per il quale i profitti vanno all’imprenditore privato (Caltagirone, il Monte dei Paschi di Siena, la Lega delle Cooperative) e le perdite allo Stato.  Cosa potrebbe succedere se il prezzo del petrolio e quindi della benzina salisse molto?  E con l’aggravarsi e prolungarsi della crisi economica?

CRITICITA’ TECNICHE:

Le complanari da sempre sono distruttive per il territorio. Nel progetto SAT non esistono come sistema completo e, quelle descritte, impattano con l’abitato non garantendo alla popolazione il diritto di traffico agricolo e civile di chi non può o non vuole pagare il pedaggio. E’ la grande contraddizione  oggi dell’autostrada: se non si fanno le complanari,  si difende qualcosa del sistema paesaggistico maremmano ma si toglie alle comunità locali il diritto ci circolare liberamente e in sicurezza sul proprio territorio. Se si fanno le complanari, si aggrava in maniera catastrofica lo scempio del Paesaggio compromettendo gravemente un’economia -tutto sommato florida- basata  sul turismo e l’agricoltura. Ciò vale anche per la progettazione dei caselli e delle uscite. Non parliamo del raggiungimento dell’ospedale di Orbetello che, con l’A12, rimarrà praticamente irraggiungibile per molti.

Gli espropri: la zona presa in considerazione è economicamente una zona molto pregiata e utilizzata: case, case di vacanza, ville, agriturismi, aziende agricole, alberghi, campeggi. Per centinaia di famiglie che hanno a ridosso dell’Aurelia l’abitazione, o il luogo di lavoro, l’autostrada è una soluzione catastrofica come denunciano ogni giorno i giornali riferendo di manifestazioni popolari.

Per tutti questi motivi, Italia Nostra ha chiesto alla Commissione Ambiente di approfondire le problematiche  e  invitare il Governo e il Ministro Matteoli a riesaminare l’intero progetto uniformandosi alle direttive europee che  esplicitamente consigliano di moderare il ricorso alle autostrade e incentivare invece modelli di mobilità intermodale come la navigazione e le ferrovie.

In conclusione il progetto , dopo 43 anni che la SAT ci lavora sopra, è ancora in molte sue parti indefinito, distruttivo e costoso. Il punto di vista di Italia Nostra è che l’interesse del Pubblico, ripetiamo, sia servito meglio da una strada statale messa in sicurezza che risulta essere meno impattante per il territorio e la realtà economica che vi prospera. Ciò vale anche per l’economia nazionale che sopporta in questo momento pericolosissime tensioni.

Alla delegazione hanno partecipato per Italia Nostra: Nicola Caracciolo (Vice Presidente Nazionale), Gianni Mattioli ( Fisico, ex Ministro per i rapporti con l’Europa), Furio Colombo (giornalista e parlamentare) Ebe Giacometti (consigliere Nazionale – vice Presidente Regionale Lazio), Marzia Mazzoli (socia sezione Civitavecchia – NoCoke), Luigi Ambrosini (socio Maremma Tuscia, imprenditore agricolo e commercialista), Loreto Giglia (socio Maremma Tuscia, agricoltore).

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Leggi la lettera a firma di Nicola Caracciolo e Gianni Mattioli pubblicata dal Tirreno.

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