Italia Nostra

Data: 23 Novembre 2010

Emergenza rifiuti in Campania

Lo specchio di un Paese in crisi – denunce e proposte


L’ennesima emergenza in Campania induce ad una ferma riflessione sulle cause del disastro campano e sull’intera situazione nazionale. Prendiamo atto di una generale incapacità nella gestione corretta del ciclo dei rifiuti, soprattutto denunciamo la mancanza di adeguate infrastrutture, impianti e filiere, che assicurino il reale avvio a riciclo della materia contenuta nei nostri rifiuti. In Italia l’economia fondata sul rispetto degli ecosistemi è quasi inesistente, prevale, all’opposto, la logica del recupero energetico da rifiuti che degrada la materia e l’ambiente. Conseguenza diretta sono l’incapacità di tracciare i flussi di rifiuti, l’illecito, la speculazione, la mortificazione dei comportamenti responsabili dei cittadini. In Campania, in particolare, le contraddizioni emergono in maniera drammatica, così come lo scontro tra diverse cordate di interessi, spesso in contrasto con la tutela e la gestione del bene comune; situazioni esasperate che mettono a dura prova la pazienza dei cittadini e la loro dignità, popolazioni da anni sottoposte a ricatti e vessazioni che turbano profondamente i presupposti di convivenza democratica.

Dalla fine degli anni ’70 il territorio campano è stato vittima dello sversamento nelle campagne, nelle cave, in discariche abusive, nelle coste vicino al mare, di milioni di tonnellate di rifiuti tossici con i noti, documentati, disastrosi effetti sulla salute delle popolazioni e sull’ambiente.

La Impregilo, con una gestione criminale del ciclo dei rifiuti, ha ulteriormente aggravato questa tragica situazione, accumulando illegalmente sul territorio campano oltre 8 milioni di tonnellate di cosiddette “ecoballe”, inquinando i suoli e le acque, in attesa di poterle bruciare nel megainceneritore di Acerra così da incassare i contributi pubblici (CIP6 e certificati verdi) previsti per la combustione dei rifiuti.

Per fini di lucro la raccolta differenziata è stata impedita con tutti i mezzi, provocando una falsa emergenza che ha “costretto” ad aprire sempre nuove discariche per risolvere il problema dei rifiuti indifferenziati accumulati per le strade.

I costi di questa gestione criminale sono ricaduti sui bilanci dei Comuni che, a causa della mancanza degli impianti di  compostaggio, hanno dovuto pagare cifre esorbitanti per lo smaltimento fuori regione della frazione umida. Inoltre, non si è organizzata alcuna filiera per il riciclo e recupero totale dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, con cui si potrebbe avviare un’economia compatibile con la vita umana e con l’ambiente, in grado di creare posti di lavoro ed evitare sprechi di materia.

In questa situazione Italia Nostra ha denunciato gli effetti che tutto questo ha sul paesaggio e sull’assetto territoriale regionale e ripropone la gestione dei rifiuti senza incenerimento; da anni ha inserito nei suoi programmi di educazione ambientale il compostaggio domestico anche in ambito urbano proponendo appositi kit con le relative istruzioni scaricabili dal proprio sito ; ricercatori e medici ISDE hanno ricordato, in numerose pubblicazioni scientifiche, i gravissimi effetti che la combustione dei rifiuti può avere sull’ambiente e sulla salute umana, immettendo in atmosfera e nelle catene alimentari enormi quantità di sostanze cancerogene ed epimutagene, come metalli pesanti, particolato ultrafine e distruttori endocrini i cui effetti sulla salute si renderanno particolarmente evidenti nelle generazioni future.

Le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia , con il contributo di scienziati, medici, giuristi, geologi e cittadini riuniti per anni in pubbliche assemblee, hanno denunciato il disastro ambientale alle popolazioni e alla magistratura, documentando come, durante la cosiddetta emergenza, i rifiuti urbani siano stati scaricati in discariche usate in precedenza dalla camorra per seppellire rifiuti tossici, occultando le prove del traffico illecito di rifiuti industriali provenienti dal Nord d’Italia e d’Europa.

Il DNS – coordinamento civico nazionale che collabora con il Co.Re.Ri. – coordinamento regionale campano, da oltre un anno indica come soluzione per una corretta gestione dei rifiuti urbani la filiera dei materiali per il riciclo totale della materia contro qualsiasi forma di combustione superando così l’arcaico modello di ciclo integrato dei rifiuti che antepone il recupero energetico da rifiuti al recupero dei materiali.

Ora si procede per decreto legge all’apertura di 11 nuove discariche e di altri 3 inceneritori, indicando, così, una direzione opposta finanche alle indicazioni contenute nelle direttive dell’UE in tema di gestione di rifiuti. Contravvenendo a questi principi si calpestano gli interessi generali e si viene meno al diritto/dovere di salvaguardare la salute, l’ambiente e l’intero patrimonio ambientale e paesaggistico della regione Campania.

Un orientamento politico economico che pervade tutto il Paese ipotecando il territorio, creando rischi per la salute, distruggendo ecosistemi e biodiversità e che si concretizza nel recente provvedimento del Consiglio dei Ministri di aggiornamento della legge 152/06 che permette ai comuni di derogare all’obbligo di raggiungere le percentuali di raccolta differenziata previste dalla norma. Una modifica che amplifica le contraddizioni della normativa italiana “sbilanciata” verso il recupero energetico a causa dei finanziamenti previsti dal Dlgs 387/03 che assimila i rifiuti alle energie rinnovabili: da ciò la richiesta di revisione del dlgs 387/03 e delle modifiche alla legge 152/06.

Non si possono ammettere deroghe. Un bel paesaggio, l’ambiente sano, attività economiche legate alle esigenze del mercato reale, sono condizioni indispensabili per la salute del contesto sociale e di ciascun individuo. Oggi è importante dirlo insieme.

Italia Nostra
ISDE
Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia
DNS Diritti Natura Salute Coordinamento Civico Nazionale

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La Conferenza stampa di giovedì 25 novembre 2010, si è svolta alle ore 12.00 presso la sede nazionale di Italia Nostra in viale Liegi 33 a Roma.

PROGRAMMA DEI LAVORI:

Alessandra Mottola Molfino – Presidente nazionale di Italia Nostra

Raffaella Di Leo – Presidente di Italia Nostra Campania

presentano la posizione di Italia Nostra sulla questione rifiuti in Campania e la proposta di un modello per l’intera filiera elaborato con l’ Assise della città di Napoli

Interverranno:

Ugo Leone

Presidente dell’ente Parco nazionale del Vesuvio

Guido Donatone

Presidente di Italia Nostra Napoli

Maria Carmela Caiola

Presidente di Italia Nostra Caserta

Nicola Capone

Assise della città di Napoli

Patrizia Gentilini

ISDE Italia – Ass.ne medici per l’ambiente

Anna Stramigioli

Coord. civico nazionale DNS (Diritti Natura Salute)

Per informazioni:
Raffaella Di Leo

tel. 089/232189 – salerno@italianostra.org

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