Italia Nostra

Data: 4 Marzo 2013

Eolico offshore davanti al Gargano: l’ultima folllia

Con il via libera, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai progetti per la realizzazione di ben tre parchi eolici offshore su tratti  di mare prospicienti il Gargano, inizia la fase due dell’eolico pugliese, la devastazione ambientale e paesaggistica marina.

Il via libera del Ministero all’eolico offshore riguarda:

1.     Il parco eolico offshore tra Cagnano Varano e Ischitellla, formato da 67 aereogeneratori da 90 m. di altezza organizzati su un’area marina di 20.000 mq;

2.     Il parco eolico off-shore antistante la costa dei comuni di Rodi Garganico e Ischitella formato da 35 aereogeneratori da 90 m. di altezza organizzati su un’area marina di 9.000 mq;

3.     Il “parco eolico marino Gargano sud” antistante la costa dei comuni di Mattinata, Monte Sant’Angelo e Manfredonia oltre che Zapponeta e Margherita di Savoia ubicato a distanze variabili dalla costa e formato da 95 aereogeneratori da 90 m. di altezza organizzati su un’area marina di 83.000 mq,

Non bastavano le migliaia e migliaia d’installazioni di pale eoliche con le sue chilometriche infrastrutture stradali che di fatto hanno cancellato interi appezzamenti di terreno agricolo, oggi il sistematico attacco eolico al territorio pugliese, e di tutto quello che si nasconde dietro, continua e si evolve. Al grido di energia pulita, si assalta e si deturpa in modo significativo anche il mare e le sue coste.

E le cifre sono a dir poco allarmanti, secondo quando diramato dall’European wind energy association (Ewea) nel dossier “The European offshore wind industry – key trend and statistics 2012, durante lo scorso anno sono state istallate nei diversi paesi europei e collegate alla rete elettrica 293 turbine distribuite in 55 parchi offshore, il che si traduce che il Gargano, con le previste 197 turbine, costituirebbe il 40% di tutte le pale offshore installate nei vari paesi europei nel 2012.

A nulla serve che il Gargano viva principalmente di turismo e che il turismo ricerca l’unicità e la bellezza e integrità ambientale; che sul Gargano esiste uno dei parchi nazionali più estesi e variegati dell’intera Europa; che Le isole Tremiti sono parte sostanziale di un esteso parco marino; che gli acquitrini tra Manfredonia e Margherita di Savoia costituiscono un punto di ristoro importantissimo per l’avifauna e che il parco offshore va a posizionarsi su una delle più importati direttrici di trasmigrazione dell’avifauna; tutto è sacrificabile all’altare dell’energia eolica e alla enorme mole di denaro che gira vorticosamente, questa si, intorno alle pale eoliche onshore e offshore.

Monti, colline, pianure, aree marine nulla sfugge all’eolico, in Puglia si continua a sacrificare  il paesaggio, l’avifauna, il turismo, l’agricoltura, la pesca e a incentivare l’alto consumo di territorio, di suolo agricolo e di spazi marini, in nome e per conto di una energia rinnovabile . Tutto ciò è divenuto ormai insostenibile e lo diverrà sempre più se all’eolico si aggiunge il fotovoltaico.

Quello che occorre è fare sinergia, rapportandoci alla pari con le sezioni territoriali, le associazioni e i comitati che si battono contro l’eolico o contro qualsiasi altro attacco perpetrato ai danni del territorio in modo da creare una sorta di mutuo soccorso che ponga a disposizione delle sezioni richiedenti le competenze e le conoscenze acquisite. Solo così si potrà sperare di arginare “il più grande fenomeno di degrado del territorio italiano” perpetrato in nome di uno dei simbolo di civiltà che va sotto il nome “energia pulita”.

Ercole Maria Guerra, Consigliere nazionale Italia Nostra

Comunicato stampa della Regione Puglia

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