Italia Nostra

10 Maggio 2020

Ugento – discarica “Burgesi”: continua l’emergenza nel Salento

“Con un comunicato del dicembre del 2016 la Sezione Sud Salento di Italia Nostra interveniva sulla vicenda della discarica “Burgesi” – denuncia Marcello Secli’, Presidente della Sezione Sud Salento di Italia Nostra –  sottolineando della vicenda dei 600 bidoni di policlorobifenile (Pcb) smaltiti abusivamente, evidenziando nel contempo la grave situazione presente in provincia di Lecce circa il traffico clandestino di rifiuti speciali (spesso tombati), i lucrosi benefici di molti operatori – alcuni vicini alla politica – che ne traevano da tali attività e le conseguenze in termini ambientali e sanitari nonché paesaggistici ed economici conseguenti a danno delle collettività locali. In quel documento inoltre questa Associazione, nel sollecitare gli interventi dello Stato, proponeva che, per le risorse impegnate per tali interventi, lo Stato si rivalesse poi sui responsabili di tali smaltimenti illeciti di rifiuti pericolosi effettuati in tale discarica. Nel merito della vicenda e delle risorse destinate dal Governo alla Regione per verificare la situazione ambientale (da anni era stato verificato che il percolato della discarica risultava già fortemente contaminato da sostanze pericolose) ben poco si è saputo e si è fatto fino ad oggi. Intanto nella discarica “Burgesi” l’AGER- Puglia ha deciso di smaltire ulteriori quantità di rifiuti di tutta la provincia di Lecce rivenienti dagli impianti di biostabilizzazione di Cavallino e Poggiardo.

Per tale situazione la Sezione Sud Salento di Italia Nostra intende ancora una volta porre all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le condizioni di estrema provvisorietà e di scarsa attenzione che viene posta nei vari livelli istituzionali (Comuni, Province e Regione) per risolvere adeguatamente il problema dei rifiuti solidi urbani e quelli speciali in Puglia attraverso la predisposizione di una Pianificazione che – a partire dall’ambito comunale – per elevare le percentuali di raccolta differenziata, per attivare gli Ecocentri (in molti comuni non sono presenti o non attivi, anche per cui si assiste ancora all’abbandono dei rifiuti nelle campagne) ed i Mercatini del baratto, per realizzare le compostiere di comunità e i piccoli impianti di compostaggio (reali e non fittizi) in ogni comune invece di quelli di grossa taglia di tipo anaerobico che sistematicamente vengono proposti da aziende interessate essenzialmente a fare business a danno dell’ambiente, individuare in ambito territoriale i siti e le tecnologie adeguate per il trattamento dei rifiuti speciali, di sola provenienza provinciale o interprovinciale, per evitare l’incontrollato traffico e smaltimento che ancora continua a svolgersi in Puglia e nel Salento.

E’ stato dimostrato – conclude Secli’ – che se non c’è il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle associazioni nelle scelte gestione dei rifiuti e un reale interessamento economico, i risultati saranno sempre deludenti e inadeguati; prendiamo ad esempio gli Enti locali che ad oggi nulla hanno fatto per dar corso alla “Tariffazione Puntuale” per applicare il principio di “chi inquina paga”, o anche “più differenzi, più risparmi”, come previsto dal D.M. 20 aprile 2017 e attuato in alcuni Comuni d’Italia. In questo modo vantaggi sarebbero considerevoli, perché si passerebbe dall’emergenza rifiuti in opportunità economica, occupazionale ed ambientale.”

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