Italia Nostra

Data: 11 Marzo 2019

Comunicato di Italia Nostra Alba sulla sperimentazione 5G nelle Langhe

Oggetto: progetto pilota nazionale di sperimentazione della rete 5G (velocità download elevata).

Abbiamo appreso dal sito internet “Altri Tasti” del 26/2/2019 (Non sulla nostra pelle, D. Boglione) e dal settimanale “Gazzetta d’Alba” del 5/3/2019 (L’alta Langa sperimenta il 5G, D. Vaira) che cinque paesi nelle Langhe (Cerretto Langhe, Marsaglia, Paroldo, Roascio, Trezzo Tinella) parteciperanno ad una sperimentazione pilota nazionale della tecnologia di telecomunicazione di quinta generazione, detta 5G. Risulterebbero prescelti (o sorteggiati) a tal fine fra i 120 Comuni italiani (29 in Piemonte) che hanno dato disponibilità ad essere sede di quella sperimentazione.

L’Assemblea dei Soci di questa Sezione di “Italia Nostra”, riunita il 5/3/2019, ha esaminato tale questione, alla luce di talune preoccupazioni espresse anche da qualcuno degli stessi Sindaci nei paesi interessati. In effetti le perplessità od i principali dissensi che sono proferibili nei confronti di quegli impianti concernono gli aspetti relativi alla salute ed all’ambiente. Sono queste le problematiche, le eventuali risultanze negative che destano l’interesse di questa Associazione.

D’altronde, la sperimentazione sulla rete mobile 5G (quella che abiliterà la Internet of things, aumentando ulteriormente la velocità dei dati) è nella fase iniziale sul territorio, con l’Italia già inclusa nel corso del 2018. Come sovente succede nei confronti di una nuova tecnologia, insieme all’accoglimento per il salto generazionale e per i benefici prospettabili in termini di applicazioni quotidiane, nascono pure i timori correlati alla sicurezza, ai potenziali rischi per la salute umana, alle risultanze deleterie per l’ambiente. In assenza di verifiche scientificamente definitive, creare inutili allarmismi può essere sbagliato; ma, d’altra parte, è altrettanto errato non considerare tutte le obiezioni avanzate alla nuova rete di comunicazioni 5G.

La Sezione albese di “Italia Nostra” ritiene di porre le seguenti questioni:

  • per quanto concerne la salute degli abitanti, la ricerca sull’interazione negativa tra uomo ed onde elettromagnetiche è dibattuta e non fornisce, al momento, risultanze assolute; ma, trattandosi nella fattispecie di una tecnologia recente, mancano studi del tutto rivelatori degli effetti a lungo termine sugli abitanti, peraltro in assenza di analisi eseguite su vaste popolazioni ed in rapporto ad una frequenza più elevata a confronto dei sistemi precedenti;
  • poiché le onde impiegate nel sistema 5G hanno una minore capacità, rispetto a quelli già in uso, di penetrare attraverso l’aria, per la presenza della vegetazione e delle pareti degli edifici nei concentrici è richiesta una più elevata densità urbana di micro-antenne che agiscano da ripetitori;
  • l’ambiente abitativo e le visuali paesistiche sarebbero senz’altro compromessi dalla fitta presenza di tali ripetitori, che, inoltre, porterebbero le persone a convivere a distanze più o meno ravvicinate da tali installazioni, con un aumento dei rischi per l’esposizione ai campi elettromagnetici;
  • la Legge 36/2001, al comma 6 dell’articolo 8, stabilisce che un Comune può dotarsi di un regolamento apposito per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, minimizzando l’esposizione delle popolazioni agli effetti conseguenti; i cinque paesi nelle Langhe coinvolti nella sperimentazione di cui qui si tratta sono cautelativamente dotati di tali strumenti normativi?

Pertanto rispettosamente chiediamo alle attinenti Amministrazioni comunali ed alle popolazioni coinvolte, prima di passare alla fase attuativa, di riflettere ampiamente e con dati davvero approfonditi su queste problematiche, considerando pure i vantaggi positivi se convintamente prospettabili.

In attesa, porgiamo distinti saluti.

Il Presidente

(Sergio Susenna)

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