Italia Nostra

Data: 10 Maggio 2019

Gli ecocentri in provincia di Lecce. Ombre e luci su un’indagine conoscitiva

L’annoso problema dell’abbandono dei rifiuti nelle campagne, che in questi ultimi mesi ha registrato una maggiore presa di coscienza da parte della comunità salentina, è indubbiamente correlato al livello di irresponsabilità di quei cittadini ( che ritengono di potersi disfare liberamente dei propri rifiuti scaricandone gli effetti sulla collettività in termini ambientali, paesaggistici ed economici) ma anche alla presenza e/o al funzionamento di quegli impianti che possono favorirne lo smaltimento e/o il recupero come gli ecocentri.

Al fine di conoscere lo stato dell’arte in provincia di Lecce circa la presenze il funzionamento di tali impianti, la Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha attivato lo scorso novembre una indagine conoscitiva inviando  a fine novembre 2018 a tutti i comuni una scheda attraverso la quale si chiedeva  l’esistenza o meno dell’ecocentro, se era funzionante e con quale modalità, quali iniziative erano state intraprese per  promuovere il servizio, le eventuali criticità e la loro incidenza  sulla raccolta differenziata. Infine veniva chiesto se presso l’ecocentro fosse stato attivata anche la “Piazza del baratto”.

Su tale indagine sono apparse sin dal primo momento de prime ombre allorquando allo scadere dei termini indicati erano pervenute all’Associazione meno di una decina di schede. Non soddisfatti di tale risultato i primi di gennaio 2019 fu inoltrato a tutti i comuni che non avevano risposto un sollecito assegnando un ulteriore termine per rispedire le schede compilate. Dopo tale sollecito furono appena un’altra decina di comuni che risposero e – ritenendosi insoddisfatta di tale risultato – l’Associazione penso bene di inoltrare i primi di marzo un ulteriore sollecito ai restanti 80 comuni (e p.c. a S.E. il Prefetto di Lecce) diffidandoli all’espletamento di tale adempimento in virtù di quanto disposto dal D.Lgs. n. 195/2005. A seguito di questo ulteriore sollecito/diffida all’Associazione sono pervenute le schede compilate di un’altra ventina di comuni per un totale complessivo di 44 schede, corrispondente al 45% dei comuni della provincia di Lecce.

Proprio in virtù di questo iter conoscitivo la situazione è apparsa già abbastanza adombrata ritenendo che i comuni che non hanno risposto non abbiano avuto l’interesse, la voglia o il tempo (appena cinque minuti), per compilare un semplice scheda e rispedirla, consentendo così di poter fotografare con maggiore precisione la situazione circa la presenza e l’efficienza di un servizio di particolare importanza

Purtuttavia, dalle schede pervenute all’Associazione ed analizzando i relativi dati, si potrebbe desumere che circa nell’80 % dei comuni della provincia di Lecce sono presenti gli ecocentri e che un quanto di essi non sono funzionanti. Carenti sono inoltre risultati i dati forniti circa l’incidenza degli ecocentri sulla raccolta differenziata (solo la metà dei comuni hanno risposto a tale domanda); inoltre il 50% dei comuni dove sono presenti gli ecocentri hanno evidenziato criticità di vario genere sul loro funzionamento mentre in un solo comune è stata attivata la “Piazza del baratto”.

Da tale indagine si può desumere che la situazione relativa al funzionamento degli ecocentri in provincia di Lecce deve essere urgentemente ottimizzata perché possano svolgere adeguatamente le funzioni per cui sono stati realizzati con l’impiego di risorse pubbliche, ed evitare che – nonostante la loro presenza – le nostre campagne continuino ad essere invase di rifiuti di ogni genere invece di essere smaltiti correttamente o, meglio ancora, di essere recuperati e riutilizzati.

In questa direzione un ruolo importante – oltre a quello dei Comuni – può essere svolto dalla Provincia, in ragione delle deleghe assegnate dalla Regione, in quanto Ente di coordinamento delle civiche Amministrazioni affinchè su tutto il territorio provinciale siano presenti tali impianti e siano fatti funzionare in maniera efficace; tra l’altro, non esistendo barriere tra comuni, i cittadini responsabili verrebbero messi nelle condizioni di usufruire di tali servizi senza limiti territoriali e, quelli incoscienti che si muovono “liberamente” sul territorio, non avrebbero alcun alibi per abbandonare rifiuti di ogni genere determinando ingenti danni economici ed ambientali alla collettività.

 

Il Presidente della Sezione di Italia Nostra Sud Salento

Marcello Seclì

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