Italia Nostra

3 Giugno 2021

Tortora-San Sago, impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non: continueremo ad opporci per il fiume e per il mare!

Il 13 maggio scorso è stato convocato il Consiglio Comunale di Tortora in seduta straordinaria ed urgente per discutere delle iniziative da assumere in merito al provvedimento della Regione Basilicata del 23.04.2021 che ha espresso parere favorevole alla Procedura di Valutazione di Incidenza (in fase di screening) per l’intervento del ben noto impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non, presso la località San Sago.
Al Consiglio comunale straordinario sono stati formalmente invitati a partecipare alcuni Sindaci del territorio della Calabria e della Basilicata, alcune Autorità, e due Associazioni (Legambiente Maratea e Libera Basilicata) con lettera del sindaco del 10.05.2021 che per scongiurare irreversibili danni al Fiume Noce e all’ambiente circostante considera consequenziale “l’intervento sinergico di tutte le rappresentanze istituzionali e non, in EPIGRAFE INVITATE”.
Ci è stato chiesto da più parti come mai Italia Nostra non abbia preso parte a questa iniziativa del comune di Tortora di cui non abbiamo avuto notizia. La domanda dovrebbe essere rivolta all’Amministrazione Comunale in carica che ha deciso di non invitare l’unica Associazione di livello nazionale presente in modo capillare sul territorio dell’Alto Tirreno Cosentino, l’Associazione Italia Nostra che sin dagli inizi del 2016 ha dato un contributo decisivo di iniziative e di confronto con le autorità Regionali della Calabria e della Basilicata e con il Ministero dell’Ambiente che ha determinato sinora la chiusura dell’Impianto di San Sago, Associazione che prima fra tutti ha posto la questione della necessità di attivare la obbligatoria procedura di incidenza a tutela delle aree SIC (VEDI IN FONDO NOTA DEL MARZO 2016 ).
Non conosciamo le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione comunale di Tortora ad escludere Italia Nostra; vogliamo però ribadire che la nostra è un’Associazione libera, libera di assumere decisioni che possono, a volte, risultare scomode per chi amministra. Tra le nostre finalità statutarie vi è quella di promuovere azioni per la tutela, la conservazione dell’ambiente, del paesaggio urbano e naturale, non certo quella di preoccuparsi se tali azioni siano di gradimento o meno ai governanti.
Continueremo nella nostra attività di tutela del Fiume Noce, come degli altri fiumi del nostro territorio, e del Mare, azione che è ben nota ed attuale e non può sfuggire a chi ha ruoli di gestione del territorio.
Continueremo ad opporci alla presenza di questo impianto anche per affermare il principio che impianti come quelli di San Sago, praticamente sul fiume, costituiscono un reale rischio ed una minaccia incombente se collocati in aree che hanno una forte e preminente vocazione turistica fondata su specifici fattori ambientali che per la loro riconosciuta fragilità possono essere facilmente compromessi. Un Impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi risulta, a nostro avviso, incompatibile con la natura del territorio e costituisce un rischio per tutto il sistema non compensato dai benefici, assolutamente inesistenti, che questo può apportare. Come è possibile che queste ragioni non hanno mai trovato il dovuto ascolto nelle sedi della politica regionale e nelle scelte di politica ambientale? Come mai non è stata prevista una normativa regionale che mettesse in sicurezza le aree più vulnerabili e di pregio sotto l’aspetto economico-ambientale del territorio Calabrese dalla presenza di questi impianti che rispondono il più delle volte a logiche mercantili e affaristiche sempre più dilaganti nella nostra regione?
Ma le minacce all’ecosistema del Fiume Noce e al Mare, oggi che l’impianto di San Sago è ancora chiuso, vengono anche da altre parti:
-dalle centraline idroelettriche in costruzione e programmate, e non solo sul fiume Noce, per le quali abbiamo chiesto ai sindaci di Tortora e Maratea, sin dal 28 dicembre 2020, la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le Associazioni del territorio della Calabria e della Basilicata per un’azione comune, coordinata ed efficace, ma nessun riscontro è pervenuto;
-dagli scarichi lungo il suo percorso e tra questi quelli dei sistemi fognari dei comuni a monte. In questi anni è mancata la giusta ed adeguata attenzione verso questa problematica che invece si impone proprio per la tutela di quel mare le cui evidenti criticità mettono in pericolo lo stato delle nostre economie;
-dai rifiuti che vengono senza alcun controllo riversati lungo gli argini di questo ad altri fiumi e trasportati in mare, Mare il cui stato è motivo di forte preoccupazione di tutte le Associazioni ambientaliste e della totalità delle persone che vengono a villeggiare sui nostri territori del Tirreno Cosentino.
Per questo invitiamo il comune di Tortora , in aggiunta a quanto già chiesto dall’Alleanza per Salvare il Nostro Mare di cui Italia Nostra fa parte, con apposita comunicazione inviata a tutti i sindaci in merito alla gestione degli impianti di depurazione, ad impegnare una somma adeguata per il costante monitoraggio delle acque di scarico del proprio impianto di depurazione, delle acque di balneazione con particolare riferimento ai momenti in cui si potrebbero presentano criticità con la comparsa di chiazze schiumose anomale di cui va analizzata la natura e la composizione, e, appunto, delle acque del Fiume Noce in diversi momenti dell’arco del giorno per monitorare ciò che realmente giunge in mare.
Ecco, queste sono le azioni concrete che tutti i comuni della costa sono chiamati a svolgere responsabilmente in sinergia tra di loro, e a cui singolarmente ci rivolgeremo, per avere il quadro preciso della situazione del mare che è la cosa più importante a cui tengono coloro che vengono a villeggiare sui nostri territori. Un mare sano, pulito, accogliente, è oggi l’unica priorità di chi amministra i nostri territori.
02 giugno 2021
Italia Nostra-Sezione Alto Tirreno Cosentino

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