Italia Nostra

Data: 14 Maggio 2013

Il Casale Suriano-Lucifero di Apriglianello (Crotone)

Come altri immobili storici di proprietà dell’ARSSA, anche il Casale Suriano Lucifero, del XVII secolo,  è definito “Bene Culturale”, costituendo una testimonianza materiale avente valore di civiltà. Per questo come per gli altri Italia Nostra ha chiesto alle Istituzioni competenti che sia dichiarato l’interesse storico-artistico del Bene, sottoponendolo a “vincolo” ed alla disciplina di tutela secondo il DL 22.01.2004/N.42 (Codice Urbani).

L’associazione  propone inoltre il recupero ed il restauro conservativo dell’immobile, ipotizzando un “uso consono alla natura del Bene”, rispettando la sostanza del valore storico e culturale che esso esprime, mentre l’antica pineta che circonda il manufatto, bonificata e opportunamente curata, potrebbe diventare un parco-campagna fruibile dalla collettività, data la vicinanza al mare ed alla città di Crotone.

Le Vicende Storiche

Il Palazzo Suriano-Lucifero di Apriglianello (Crotone) risale alla metà del 1600 circa; anche se il “Feudo” di Apriglianello affonda le sue origini all’epoca della colonizzazione Romana. Il nome Apriglianello deriva da Aprilius, un  proprietario terriero che, in epoca romana, aveva costruito una villa-fattoria.

In epoca medioevale, nel XIII secolo, divenne  feudo dei Benedettini di S.Eufemia e poi degli ospedalieri di San Giovanni. Le sue vicende furono molto travagliate: dai Ruffo la proprietà passò alla famiglia Campitelli, che lo possedette per un secolo e mezzo, finchè  fu venduto dal principe di Strongoli Campitelli al nobile crotonese Gio.Dionisio Suriano. Questi fece costruire un palazzo o torre nel suo feudo, che aveva provveduto a popolare con albanesi e schiavoni, ricostruendo altresì la cappella di S.Giovanni.

Nel 1695 Antonio Suriano vendette il feudo a Fabrizio Lucifero, che divenne marchese di Apriglianello nel 1701. Quest’ultimo cercò di migliorare la qualità dei terreni, riuscendo a captare una sorgente d’acqua potabile per irrigare i campi. Pertanto, coltivò con successo

piante rigogliose di ulivi, di viti, di alberi da frutto. Dai Lucifero la proprietà passò ad Antonio Mottola che, alla fine dell’800, restaurò il Palazzo.

La riforma agraria del secondo dopoguerra portò all’acquisizione della proprietà Mottola, che attualmente appartiene all’ARSSA (Azienda Regionale Sviluppo Agricolo).

Si trattava, in origine, di un insieme di immobili (edifici e terreni) destinati ad usi agricoli  e strutturati secondo i canoni socio-culturali, economici e delle metodologie lavorative in uso all’epoca della loro costruzione (XVII sec e seg.). Queste consistevano  nel possesso  di grandi estensioni di terre coltivabili (i feudi) da parte di una famiglia nobiliare che vi risiedeva stabilmente o saltuariamente abitando l’edificio più importante,  il Palazzo; vi era poi un insieme di fabbricati minori, posti nelle vicinanze del Palazzo Nobiliare vero e proprio, destinati ad abitazioni per i contadini e i lavoranti, a stalle e ricoveri per gli animali, a locali per la lavorazione dei prodotti agricoli, a magazzini, botteghe artigiane ecc…Si trattava insomma di un piccolo villaggio quasi autosufficiente, rigidamente organizzato secondo le gerarchie sociali dell’epoca e destinato alle produzioni agricole e all’allevamento.

La compresenza, sempre nelle vicinanze del Palazzo, della Cappella di S. Giovanni,   di epoca antecedente, completa la struttura sociale del villaggio inserendo l’elemento religioso nell’ambito della comunità agricola.

Attualmente, gli unici edifici antichi rimasti, dei tanti che vi sorgevano in origine, sono: il Palazzo e la Cappella di S. Giovanni.

Il Palazzo Suriano-Lucifero può essere inquadrato come  “Palazzo Nobiliare Rurale” con destinazione d’uso prevalente di abitazione stanziale e/o temporanea per la famiglia dei nobili proprietari del feudo. Attualmente il Palazzo non è  facilmente ispezionabile all’interno poichè presenta delle parti strutturali in precarie condizioni statiche e quindi pericolanti (parti dei solai e balconi).

L’immobile si compone di tre piani fuori terra più un piano sottotetto. Per quanto riguarda

il tetto,  l’ A.R.S.S.A, ha proceduto, negli anni ottanta, ad una ricostruzione completa dello stesso, che era del tipo “a capanna”, in quanto le sue strutture lignee tradizionali risultavano ormai in rovina. Purtroppo la ricostruzione, pur conservando sostanzialmente la forma e le dimensioni preesistenti, è stata realizzata con struttura in conglomerato cementizio armato alterando il carattere  originario di questo elemento di fabbrica.

L’ingresso vero e proprio al Casale avviene al secondo piano fuori terra per mezzo della suddetta scala esterna a due rampe e quivi si trova un piccolo spazio all’aperto con sedili in pietra, subito dopo c’è un ballatoio, anch’esso esterno, che in origine era mobile e molto simile ad un ponte levatoio. Questo particolare, insieme ad altri elementi singolari come il grosso spessore dei muri perimetrali, alcune feritoie, con i piccoli fori tipici per il puntamento dei fucili,  poste sui muri perimetrali esterni, la probabile presenza, nel Palazzo, di celle per carcerati,  suggeriscono una ulteriore caratterizzazione  difensiva del manufatto, una costruzione parzialmente fortificata, cioè una “torre”.

Intorno al Palazzo  si estende l’antica pineta che circonda il manufatto, area verde che, bonificata e opportunamente curata, potrebbe diventare un parco-campagna fruibile dalla collettività, data la vicinanza al mare ed alla città di Crotone.

Per quanto riguarda  la vicina  Chiesetta di S. Giovanni, la cui epoca  di costruzione è antecedente a quella del Palazzo e che, per le ridotte dimensioni è da considerarsi, più propriamente, una Cappella,  è  stata oggetto di  un  intervento  edilizio  da  parte dell’A.R.S.S.A. negli anni ottanta  al fine di evitarne la completa rovina.

Per concludere, considerato che:

* Il Casale Suriano-Lucifero sorge in un sito (l’antico Feudo di Apriglianello), il cui insediamento umano ha origini  molto antiche (epoca romana), con successive e varie

trasformazioni fino ai nostri giorni.

* Il Casale e l’antico “Feudo di Apriglianello” sono un esempio di notevole interesse circa la evoluzione della proprietà nobiliare-agricola nell’ambito del territorio Crotonese.

* Il Palazzo, ed il complesso degli edifici che insieme ad esso davano origine al Casale di Apriglianello all’interno del Feudo, costituisce, specie a partire dal sec. XVII, una  preziosa testimonianza di tipo storico-culturale circa gli assetti socio-economici e la strutturazione del lavoro agricolo  che ha rappresentato tanta parte della storia del territorio del Marchesato.

* Il Palazzo (e la vicina Cappella di S. Giovanni) costituisce un valido esempio di opera edile tipica della tradizione rurale del nostro territorio anche sotto l’aspetto più strettamente afferente le tecniche costruttive, i materiali usati e le tecnologie edilizie tradizionali che vi sono rappresentate.

* Le condizioni attuali del manufatto sono alquanto precarie ed irrimediabilmente votate alla totale rovina ove non si decidesse di intervenire con il recupero in tempi brevi.

Per tutti questi motivi, Italia Nostra chiede alle Istituzioni competenti degli interventi urgenti per il recupero ed il restauro conservativo del Casale Suriano-Lucifero, Bene Culturale da conservare e salvaguardare per le future generazioni..

Crotone, 14 Maggio 2013

Teresa Liguori

Vice presidente nazionale ItaliaNostra

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