Italia Nostra

I cittadini lametini hanno diritto a un regolare servizio idrico

17 Marzo 2022

La riduzione e interruzione della fornitura dell’acqua potabile ai cittadini e alle famiglie di Lamezia Terme è cosa che si ripete spesso come è avvenuto in periodi anche particolari negli anni e mesi scorsi scorsi: durante la Giornata mondiale dedicata alle Donne e durante la Giornata mondiale dell’acqua.

I cittadini lametini hanno il diritto di disporre di un regolare servizio idrico. Vale per tutti i cittadini e per tutta la città frazioni e periferie comprese. È possibile e si devono evitare i disagi per i disservizi nell’erogazione dell’acqua, disagi che ricadono evidentemente in maggior misura sulle donne, e nelle periferie, donne che generalmente si occupano della gestione delle attività domestiche che richiedono l’utilizzo dell’acqua.

Il diritto alla regolare e continua fornitura dell’acqua potabile è spesso negato e in tutte le stagioni dell’anno agli abitanti della prima terza ed ora quarta città della Calabria che formalmente è ancora parte dell’Italia. Diritto negato non per l’indisponibilità dell’acqua ma per l’inefficienza propria di chi è preposto a garantire la continua erogazione di acqua potabile in ogni famiglia o attività commerciale. La regione Calabria poi proprio in questi giorni è riuscita a perdere i primi 105 milioni del PNRR per le condotte idriche. Non c’è che dire! Occhiuto non ha da dire nulla?

Ripetiamo, il disservizio idrico costante e ripetuto non è dovuto alla mancanza d’acqua perché, com’è noto, nei 162 chilometri quadrati del territorio comunale sono state censite più di cento sorgenti capaci di fornire quantità d’acqua sufficienti a soddisfare una città con il quadruplo degli attuali abitanti di Lamezia Terme.

Va ribadito che dentro i confini comunali di Lamezia Terme esistono quattro sorgenti: Candiano, Sambuco, Cappellano e Risi che possono fornire ogni anno circa 20 miliardi di litri di acqua oligominerale. La quantità d’acqua disponibile delle quattro sorgenti presenti nel comune di Lamezia Terme corrisponde al volume immesso nella rete idrica del comune di Catanzaro dove non si lamentano disservizi e dove, in base ai dati indicati precedentemente da “ItaliaSicura”, ogni cittadino riceve 617 litri al giorno di acqua potabile”.

La quantità di acqua pro capite fornita dalla So.Ri.Cal spa per ogni cittadino di Catanzaro risulta il doppio dell’acqua fornita per ogni cittadino lametino. Non viene detto perché la So.Ri.Cal spa, dove la Regione avrebbe diritto e motivo a dire la sua, invia quantitativi pro capite differenti nei diversi comuni della regione. Sempre secondo i dati resi noti da “Italiasicura” tempo fa per ogni cittadino di Lamezia Terme, comune più ricco d’acqua d’Italia, il volume di acqua potabile immesso nella rete comunale è di 285 litri al giorno. Un volume che risulta meno della metà di quello fornito per ogni cittadino di Catanzaro e per ogni cittadino di Cosenza che è di ben 643 di litri al giorno.

In verità, sulle variazioni e sulle reali quantità d’acqua fornita giornalmente dalla So.Ri.Cal. ai vari comuni non c’è adeguata rispondenza, come ha più volte sottolineato il geologo Pileggi. Significativo in proposito il caso di Lamezia Terme dove, dai pochi e contraddittori dati resi noti, emerge che il volume d’acqua fornita nell’anno 2010 era di 13 milioni di metri cubi; nel 2012 risulta di 6, 631 milioni di metri cubi mentre nel 2015 di circa 9,8 milioni di metri cubi.

Mentre non mancano le perplessità sulle quantità fornite da So.Ri.Cal si rileva che il dato sulla quantità d’acqua erogata, cioè quella che arriva ed è misurata dai contatori delle utenze, non subisce grande variazioni e si mantiene mediamente intorno ai 5 milioni di metri cubi all’anno. Il Comune di Lamezia Terme intende in tutto questo essere semplice spettatore o ha intenzione di programmare progetti perché l’acqua, risorsa fondamentale sia un bene da valorizzare con cura?

La regione Calabria vuole continuare a perdere fondi o intende cambiare pagina?

 

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