La ciclabile del Lungomare di Ostia – una storia infinita. Osservazioni al progetto “Parco del Mare” con approfondimento sulla ciclabilità e sull’illuminazione. In riferimento al progetto, Italia nostra Litorale Romano ha contribuito a un documento congiunto elaborato con WWF Litorale Laziale, Mare Libero Litorale Romano e Legambiente Circolo Litorale Romano, presentato nell’ambito della Conferenza dei Servizi Decisoria, indetta il 5/9/2025.
Approfondimento su ciclabilità ed illuminazione
Quanto segue è un nostro approfondimento sul tema della ciclabilità e dell’illuminazione.
I lavori per la costruzione dell’ultimo tratto della ciclabile sul lungomare di Ostia verso Casteporziano, circa 3.5 km finanziati con oltre un milione di euro (fondi PNRR), sono cominciati nell’inverno 2025 e completati all’inizio dell’estate. Il tratto è divenuto accessibile alla fine del mese di settembre.
Il precedente tratto, dal Porto Turistico alla via Cristoforo Colombo, lungo 6 km, è stato inaugurato nel 2020.
Una storia travagliata
La storia della pista sul lungomare di Ostia è stata lunga e travagliata, registrando infinite difficoltà, come problemi di sicurezza, problemi di invasione della sabbia, problemi legati alla diminuzione dei parcheggi, sovrapposizione con alcune fermate di autobus.
Proprio per tutti questi problemi, l’opera ha richiesto numerosi interventi, che hanno fatto aumentare i costi per le amministrazioni pubbliche. Ma adesso la pista esiste, e rende un buon servizio alla comunità, percorrendo tutto il lungomare con un andamento rettilineo, con accanto un percorso pedonale complanare, ben separata e protetta dalla sede stradale. La pavimentazione è stata realizzata con speciali resine poliacriliche.
Smantellare l’esistente
Alla luce di quanto esposto, la decisione di smantellare l’esistente per costruire una nuova ciclabile appare uno esborso di denaro pubblico non necessario e in netta contraddizione con i dichiarati intenti di “sostenibilità” affermati dai proponenti, non solo dal punto di vista economico ma anche in considerazione del danno derivante dallo smaltimento di grandi quantità di materiali dismessi.
Risulta peraltro paradossale che proprio appena finiti i lavori con l’ultimo tratto appena inaugurato, si pensi di ricominciare da capo.
Foto di Denise Jans su Unsplash






