Italia Nostra

Venezia e le grandi navi

21 Giugno 2026
venezia e le grandi navi

Nel 2015 Gianni Berengo Gardin ha pubblicato una delle sue serie fotografiche più conosciute al mondo, Venezia e le Grandi Navi. Mostra e catalogo ebbero un grande impatto mediatico e alimentarono un appassionato confronto nella città lagunare, individuata ed utilizzata come lo scenario, tra i più favolosi al mondo, per l’attraversamento delle mastodontiche navi da crociera, che da dieci anni solcavano il canale della Giudecca. 

La dismisura tra questi iceberg artificiali e la trama fittissima del tessuto urbano di Venezia era tale da trasfigurare la città reale in una modellino miniaturizzato, come quello davvero realizzato a Las Vegas. Un’aspettativa commisurata all’esperienza percettiva dei crocieristi, che da un’altezza corrispondente a quella del campanile di San Marco, potevano dominare con lo sguardo l’intera città e la laguna in cui è immersa. Un dominio dello sguardo che doveva comunicare la corrispondenza con il dominio di un immenso potere economico da cui era generato.

L’aberrazione oscena ed esemplare, in senso storico,  perpetrata ai danni di Venezia, può costituire un insegnamento e un monito, civico oltreché culturale, per valutare il progetto di banchinamento del molo clementino di Ancona, un sito identitario della storia e del patrimonio artistico della città, nel quale si relazionano, nello spazio e nel tempo, il porto antico, l’Arco onorario di Traiano e la Porta clementina, disegnata da Luigi Vanvitelli a coronamento del nuovo tratto di molo progettato nel terzo decennio del 1700 su incarico di Clemente XII.

Sponsorizzato da The Mole, patrocinato da ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) sez. di Ancona, e da Italia Nostra, l’evento è curato da Francesco Maria Orsolini.

La proiezione delle fotografie Venezia e le Grandi Navi sarà commentata da Susanna Berengo Gardin, figlia del grande fotografo di famiglia originaria veneziana, scomparso nel 2025.

Sul tema del progetto di banchinamento del Molo clementino, per l’approdo delle navi da crociera, interverranno Maurizio Sebastiani, di Italia Nostra, e l’architetto Pierluigi Salvati, già funzionario Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. 

Gianni Berengo Gardin

Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, morto a Genova nel 2025, è considerato uno dei maggiori fotografi italiani. I suoi lavori, quasi esclusivamente in bianco e nero, spaziano dal reportage di stampo umanista alla descrizione ambientale, dall’indagine sociale (i reportage sugli istituti psichiatrici e sui Rom) alla foto industriale (Olivetti, Alfa Romeo, IBM, Italsider), dal paesaggio all’architettura (le decennali collaborazioni con il TCI e con Renzo Piano). Ha pubblicato sulle principali testate della stampa italiana e internazionale, ma si è dedicato soprattutto ai libri, pubblicando oltre 260 volumi fotografici. Ha tenuto più di 380 mostre personali in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni internazionali, tra cui il MoMa di New York, la Bibliothèque Nationale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il MAXXI di Roma. Tra i numerosi riconoscimenti, il Leica Oskar Barnack Award nel 1995 e il Lucie Award alla carriera nel 2008.