Italia Nostra

6 Giugno 2023

Strada litoranea Otranto – Santa Maria di Leuca, una strada parco sicura, sostenibile e percorribile nelle due direzioni

L’idea che la litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca sia una strada da percorrere in modo dolce, un percorso preferenziale per la mobilita attiva e – quindi – anche ciclabile, e ormai un concetto acquisito dai residenti, dai turisti, e dagli amministratori locali, nonostante, il deprecabile utilizzo che ne viene fatto da alcuni motociclisti che spesso la percorrono come fosse una pista da corsa, incuranti dei limiti di velocità e delle condizioni strutturali della strada. Di fatto questa strada, soprattutto per le sue peculiarità paesaggistiche e naturalistiche, viene già utilizzata in alcuni tratti e in alcuni periodi dell’anno in mobilita attiva e dolce: corsa, trekking, escursionismo, bici da strada e da off road e cicloturismo. Un variegato e complesso sistema di fruizione che va tenuto in debita considerazione in quanto, un gran numero di cittadini locali e non, lo pratica riconoscendo il valore paesaggistico del percorso e l’opportunità di viverlo come uno spazio identitario e in condizioni di sicurezza e comfort. L’idea che questa strada sia anche ciclabile trova spazio nel PTCP della Provincia di Lecce e poi nel PPTR e nel Piano Territoriale del “Parco naturale regionale Otranto-Leuca”, dove si concretizza nel concetto di “Strada del Parco”, con tratti da interdire ai mezzi pesanti. La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, in relazione al progetto predisposto dalla Provincia di Lecce con cui ha intercettato il finanziamento di 22 milioni di euro del C.I.S. e facendo seguito all’incontro tenutosi a Lecce presso il Palazzo dei Celesti lo scorso 13 aprile, ritiene opportuno e necessario esprimere alcune considerazioni che possano risultare utili per analizzare ulteriormente il contest e individuare le scelte progettuali piu appropriate. Pur ritenendo che questa strada possa essere oggetto di ridefinizione in termini di fruibilità e rispondere meglio alle esigenze di sicurezza, si ritiene che la proposta di considerarla come “strada parco”, limitando la presenza di infrastrutture e di elementi comunque invasivi, in modo da poter esaltare la bellezza dei luoghi e l’interazione di essa con gli ecosistemi che vengono attraversati. La proposta che Italia Nostra intende avanzare e quella che questa importante arteria del Salento venga ri-progettata per essere fruibile contemporaneamente, nelle due direzioni di marcia, dagli automobilisti, da ciclisti e dai pedoni limitando la velocità (tra i 30 e i 40 Km) e adottando strumentazioni e regole diverse e differenziate (telecamere, auto-velox, cuscini berlinesi, attraversamenti pedonali rialzati) per tratti e/o per periodi, impedendone l’utilizzo dai mezzi pesanti ma utilizzabile dai mezzi pubblici (bus, navette, ecc.). Risulta altrettanto importante che il fruitore possa godere il più possibile della vista mare, sia nella percorrenza, sia in momenti di attraverso la realizzazione di piazzole di sosta e di piccoli parcheggi. 

 

La realizzazione di tali interventi deve risultare l’occasione affinché la Provincia di Lecce effettui una dettagliata verifica dei manufatti di proprietà privata che insistono sul fronte strada (accessi carrabili, murature, recinzioni, palificazioni, corpi illuminanti, alberature, ecc.) che possano risultare in contrasto con il Codice della strada o – comunque – risultare inopportuni o incompatibili sotto l’aspetto estetico-paesaggistico. A tal fine andrebbero individuate soluzioni concordate con gli interessati o adottando eventuali ordinanze per l’attuazione di specifici provvedimenti. E’ doveroso evidenziare che detta strada e l’infrastruttura principale che mette in collegamento le diverse aree e i centri abitati interessati dal Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca e per cui, chi la percorre, deve percepire la particolarità del luogo e deve essere indotto a rispettarne le regole. Anche a tal fine la “strada parco” deve anche prevedere il miglioramento dei collegamenti ciclopedonali tra la litoranea e l’immediato entroterra, creando – ove possibile – una rete funzionale di percorsi complementari e la creazione di servizi di collegamento intercomunale in modo da limitare l’uso dei mezzi privati. Risulta altrettanto importante che il progetto definitivo individui soluzioni in grado di consentire alla fauna selvatica di poter attraversare in sicurezza l’arteria con la predisposizione di bypass che mettano in collegamento gli ecosistemi presenti a monte e a valle della litoranea, bypass che andranno realizzati soprattutto dove insistono situazioni morfologiche e naturalistiche appropriate e non vi siamo interferenze significative di carattere luminoso o acustico, cosa che attualmente si verifica in alcuni tratti ove – a ridosso della strada – sono presenti alcune attività di ristorazione e di intrattenimento che non desistono nell’uso – improprio ed illegittimo – di fari, di musica ad alto volume e di fuochi pirotecnici. . Nella predisposizione del progetto definitivo particolare importanza dovrà essere riservata alla presenza di manufatti rurali, storici e naturalistici che insistono sul fronte strada o nelle immediate vicinanze, sia per evitare interferenze visive, sia per favorirne la fruizione nella percorrenza, ciò anche effettuando – ove possibile – il ripristino di antichi sentieri (interrotti quando venne realizzata la litoranea) attraverso la rimozione e/o la rimodulazione dei guardrail e dei muri di protezione. Un altro aspetto che risulta necessario affrontare in fase di progettazione definitiva e quello di evitare, soprattutto nel periodo estivo, il parcheggio delle auto ai bordi della litoranea che, oltre a determinare il restringimento della strada, innalzerebbe in maniera significativa il livello di pericolosità. Per questo può risultare utile l’attivazione di servizi navetta e di piccole zone sosta/parcheggio, senza l’utilizzo dell’asfalto, nei tratti in cui le condizioni ambientali lo consentano. L’implementazione delle aree verdi lungo l’intero percorso risulta un intervento fondamentale, sia per innalzare il livello di naturalità, sia per creare delle zone d’ombra che – soprattutto nel periodo estivo risultano utili per mitigare le alte temperature e – nel contempo – rendere più gradevole il percorso. Inoltre si chiede che la Provincia di Lecce si impegni ad effettuare sistematicamente la manutenzione regolare del fondo stradale, della vegetazione a bordo strada e la rimozione di eventuali cumuli di rifiuti abbandonati, in modo da garantire condizioni di sicurezza più elevate, scongiurare il pericolo incendi e mantenere la qualità ambientale dell’intero percorso.

 

Per quanto su esposto la scrivente Associazione auspica che, in fase di redazione del progetto definitivo, sia tengano in debito conto le suddette considerazioni e proposte affinchè: la strada litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca possa realmente diventare una “strada parco” di cui il territorio può caratterizzarsi e poter essere – nel contempo – un eccezionale attrattore turistico del Salento, ove siano garantite elevate condizioni di sicurezza, la fruibilità per le diverse utenze, l’integrità degli aspetti naturalistici e paesaggistici e la sostenibilità ambientale. Per riscontrare e condividere le soluzione che saranno adottate in fase di progettazione definitiva la scrivente Associazione chiede che siano attivati momenti di confronto con tutti i soggetti coinvolti (Comuni, Enti e Associazioni) e organizzare dei tavoli di lavori in modo da poter riscontrare e condividere le diverse esigenze e le proposte nell’obiettivo di definire un progetto condiviso e sostenibile.

 

Il Segretario della Giunta Il Presidente
Marcello Seclì Mario Fiorella

 

 

 

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