Italia Nostra

Data: 4 Gennaio 2017

Pozzo Nuragico a Sant’Antioco: segnalazione per la Lista Rossa

 

Indirizzo/Località: Grutt’e Acqua – Isola di Sant’Antioco – Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias)

Tipologia generale: area archeologica

Tipologia specifica: complesso nuragico

Configurazione strutturale: il pozzo sacro rappresenta un elemento fondamentale dell’intero complesso nuragico, le cui caratteristiche architettoniche rispecchiano le peculiarità del territorio sulcitano. Il monumento è stato oggetto di alcuni interventi urgenti rivolti alla messa in sicurezza del bene al fine di scongiurarne il crollo. Mancano i fondi per la progettazione e un conseguente intervento di restauro mirato alla definitiva messa in sicurezza, alla conservazione e alla completa fruizione del bene

Epoca di costruzione: 1300 a.C.

Comprende: composto da nuraghi, da un invaso artificiale conosciuto come “laghetto nuragico”, da alcune cisterne e da un villaggio formato da capanne

Uso attuale: il pozzo ormai da anni versa in precarie condizioni strutturali che ne compromettono la fruizione e la futura conservazione

Uso storico: il pozzo è stato realizzato attorno ad un’antica vena sorgiva, racchiusa in un tempio a pozzo (Pozzo Sacro) dove in occasioni particolari venivano praticati i riti sacri

Condizione giuridica: proprietà privata

Segnalazione: del 18 agosto 2016 – segnalazione della sezione di Sant’Antioco di Italia Nostra – santantioco@italianostra.org

 

Motivazione della scelta

Ubicato presso il grande complesso nuragico omonimo composto appunto da nuraghi, da un invaso artificiale conosciuto come “laghetto nuragico”, da alcune cisterne e da un villaggio formato da capanne. L’intero complesso nuragico, ubicato in un’area strategica e di notevole rilevanza paesaggistica e ambientale, costituisce una straordinaria testimonianza della storia dell’isola di Sant’Antioco, restituendo tracce archeologiche che dall’età prenuragica arrivano all’età tardo-romana.

Il pozzo sacro rappresenta un elemento fondamentale dell’intero complesso nuragico, le cui caratteristiche architettoniche rispecchiano le peculiarità del territorio sulcitano.

Il monumento è stato oggetto di alcuni interventi urgenti rivolti alla messa in sicurezza del bene al fine di scongiurarne il crollo. Mancano i fondi per la progettazione e un conseguente intervento di restauro mirato alla definitiva messa in sicurezza, alla conservazione e alla completa fruizione del bene.

L’intero complesso nuragico è attualmente di proprietà privata, ma a breve dovrebbe essere acquisito al patrimonio pubblico.

Il pozzo ormai da anni versa in precarie condizioni strutturali che ne compromettono la fruizione e la futura conservazione.

Il pozzo è stato realizzato attorno ad un’antica vena sorgiva, racchiusa in un tempio a pozzo (Pozzo Sacro) dove in occasioni particolari venivano praticati i riti sacri.

I templi dell’acqua sacra edificati attorno alle sorgenti costituivano un luogo di pellegrinaggio e di cerimonie. La cura con la quale sono stati edificati dimostra la notevole importanza che veniva loro attribuita e non è un caso se la loro funzione religiosa si è tramandata sino all’avvento del Cristianesimo.

Le più recenti scoperte hanno indotto gli archeologi a stimare che i templi dell’acqua sacra risalgono all’epoca in cui esisteva una stretta relazione tra i regni micenei della Grecia antica e di Creta e le popolazioni abitanti la Sardegna (intorno al 1300 a.C.).

Alla fine del secolo scorso si diede vita al progetto “la via dei nuraghi” finalizzato alla creazione di un parco archeologico nella zona di Canai.

Bisognerebbe ripartire da quel progetto, limitando eventualmente gli interventi alla messa in sicurezza del complesso e garantendo la fruizione dell’area attraverso l’allestimento di sentieri obbligati, anche al fine di proteggere i monumenti stessi dall’usura e dall’azione dei visitatori.

E’ stata attivata una campagna, basata sulla segnalazione dei cittadini attraverso mail, finalizzata ad acquisire una quota dei finanziamenti previsti dal governo per la difesa del patrimonio culturale minacciato e in pericolo.

Il recupero del pozzo potrebbe accendere i riflettori sull’importante area archeologica. E’ necessario rimediare alla grossa pecca di non aver mai approfondito le ricerche e gli studi sull’immenso patrimonio archeologico del periodo nuragico e antecedente, che si trova sull’isola e nei dintorni.

Un attento studio del periodo nuragico a Sant’Antioco consentirebbe di attivare progetti finalizzati al recupero dell’intero villaggio nuragico e delle diverse decine di nuraghi sparsi per l’isola. Un compendio archeologico singolare perché caratterizzato da nuraghi edificati sulla linea costiera.

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