Italia Nostra

Data: 7 Aprile 2015

La pacifica e festosa manifestazione No-Muos di sabato 4 aprile

Eravamo in tanti a Niscemi (Caltanissetta), sabato 4 aprile 2015, quelli che hanno manifestato ancora una volta contro il Muos, il sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare americana. Un raduno pacifico e festoso, presidiato – come sempre – da un vasto schieramento di forze dell’ordine. Un corteo colorato aperto dai bambini, i figli  del comitato “Mamme No-Muos”. Un corteo costituito da donne e uomini liberi e consapevoli, da cittadini del mondo, ricco di colori e di simboli. Intorno alle 17.30, la catena umana dei manifestanti ha “circondato” le reti che delimitano la base Muos. La protesta si è così trasformata in una festa corale, in una sorta di gioiosa, emblematica riappropriazione dei luoghi.

Ancora una volta qui affermiamo, ribadiamo le ragioni del nostro No all’impianto satellitare Usa, nella Sicilia Centro-Meridionale.  Il Muos ricade nella zona di massima tutela ambientale della Riserva Sughereta di Niscemi, oltre a essere un Sito di Interesse Comunitario, parte della Rete europea Natura 2000 – Bioregione del Mediterraneo. Come sappiamo l’Europa vieta la realizzazione di infrastrutture e reti, tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili, nuove costruzioni e l’apertura di strade e piste. L’area naturale è classificata come “Riserva orientata”, ovvero area nella quale sono consentiti interventi colturali, agricoli e silvo-pastorali non in contrasto con la conservazione dell’ambiente.

E’ evidente, inoltre, che questo impianto diventerebbe uno dei principali obiettivi militari di potenze (o di terroristi) avverse agli Usa, in quanto il Muos è lo strumento cruciale per la comunicazione militare degli Stati Uniti sullo scacchiere mondiale. Inoltre esso si aggiungerebbe alle antenne già in funzione che, secondo il monitoraggio dell’Arpa, sarebbero ora ai limiti – se non oltre – delle emissioni previste e pertanto non potrebbe che superarli. Tra i rischi anche quelli conseguenti al cattivo funzionamento, o da incidenti nell’impianto. In letteratura scientifica è documentato, da studi compiuti nell’arco di mezzo secolo, che l’effetto primario dei campi elettromagnetici ad alta frequenza, anche al di sotto della soglia consentita, può causare innalzamento termico, che può produrre effetti sugli organi biologici. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’effetto sulla permeabilità della membrana cellulare: numerosi studi sono convergenti sugli effetti mutageni per le cellule, sia somatiche sia germinali, come pure per gli effetti sulle funzioni del sistema nervoso centrale.Infine vanno valutati gli effetti indiretti sulle apparecchiature elettromedicali quali i monitor di battiti cardiaci e capacità respiratoria, registratori di onde cerebrali, misuratori di pressione e apparecchiature per l’udito, pompe per l’insulina; anche i pace-maker possono essere influenzati nel loro funzionamento. Pericolose interferenze che riguardano anche i sistemi delle radiofrequenze civili come il settore dell’aeronautica.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Scarica la Relazione finale del gruppo di lavoro finalizzata all’individuazione dei rischi connessi alla realizzazione del Muos di Niscemi (clicca qui)

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