Italia Nostra

Data: 3 Aprile 2018

Risposta ai gestori della Cava Rocchetta Caldia

Ringraziando i gestori della cava Rocchetta Caldia della “rassicurazione” in risposta della nota del 27 corrente. Detto questo corre l’obbligo di alcune precisazioni cui possono interessare, come informazione, anche la Procura, il Parco delle Alpi Apuane, il Sindaco di Carrara, De Pasquale.

Rileviamo una presa di posizione netta sul passaggio dei camion dal Fornello del Cartaro deve venire dall’Amministrazione e non da una ditta concessionaria, sappiamo che i camion non passeranno per la netta volontà della popolazione.

Rileviamo con certezza che una in loco, società private di estrazione, hanno fatta costruire una viabilità nuova, allargando in parte anche un’antica via vicinale rinaturalizzata, in un versante boscato, priva di autorizzazione. E in merito all’abuso e al danno ambientale si segnala che la distruzione di un versante ha creato problemi di sicurezza il tutto per un rapido scambio tra due cave della stessa proprietà e per un più rapido trasporto dello scavato direttamente su Massa per questo riteniamo valido un intervento fermo della Procura.

Resta il problema di Fossa Combratta, una cava in area PARCO che era stata aperta perché minimo avrebbe dovuto essere l’impatto ambientale. Ma se solo ex post, come capita spesso in area Parco, si scoprono forti criticità di una cava, può il Parco autorizzare l’ennesima distruzione ambientale? Ma non era previsto che non ci fossero lavorazioni area vergine? Il Parco, se vuole svolgere le funzioni per le quali è nato, ha il dovere morale di sospendere e annullare la sua autorizzazione: minimi i benefici economici e massima la deturpazione del paesaggio.

Il Sindaco di Carrara è consapevole di mettere a rischio le sorgenti di Combratta e Vecchia utilizzate a scopo potabile….”a notevole vicinanza della cava”, “a distanza piuttosto breve da Combratta”. Quale garanzia e serietà offre un monitoraggio effettuato “in periodo siccitoso? E’ sicuro di voler autorizzare una devastazione ambientale a un km da Bergiola Foscalina? Può autorizzarla in violazione del piano acustico che non consente nell’area attività industriale? Quale garanzie offrono le Ditte che aprono strade nel bosco come se fosse una proprietà privata e non un bene comune?

E i Bergiolesi sono contenti dell’alterazione del territorio, del rumore, del passaggio dei camion? Quale ricaduta economica, quali i benefici per la piccola comunità?

ITALIA NOSTRA – FRANCA LEVEROTTI

GRIG – ALBERTO GROSSI

LEGAMBIENTE – PAOLO PANNI

CAI – SAURO QUADRELLI

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra