Italia Nostra

Data: 12 Agosto 2016

Fabbrica Alta di Schio (Vicenza): segnalazione per la Lista Rossa

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Indirizzo/Località: Via Pasubio – Schio (Vicenza)

Tipologia generale: architettura industriale

Tipologia specifica: ex fabbrica (lanificio)

Configurazione strutturale: esteso complesso ex industriale con l’elegante ciminiera a sezione quadrata

Epoca di costruzione: XIX sec.

Uso attuale: dalla fine degli anni sessanta l’ex fabbrica si presenta con un interno completamente svuotato ed inutilizzato.

Uso storico: edificio di cinque piani, più il sottotetto, ogni piano della fabbrica era utilizzato per una diversa fase della lavorazione della lana.

Condizione giuridica: proprietà del comune di Schio

Segnalazione: del 5 agosto 2016 – Sezione di Schio di Italia Nostra – schio@italianostra.org

Motivazione della scelta: La fabbrica ‒ progettata dall’architetto belga Auguste Vivroux e secondo Alessandro Rossi (imprenditore di Schio e deputato e sentore del regno d’Italia) “eseguita sullo stile di quelle Belghe ed Inglesi” ‒ ha dimensioni davvero ragguardevoli. Il corpo di fabbrica è lungo 80 metri e largo 13,90; conta cinque piani di altezza più il sottotetto. Al suo interno vi sono immensi saloni suddivisi in tre campate da 125 colonne in ghisa; conta 330 finestre e 52 abbaini.

Essa si sviluppa all’interno dell’area Lanerossi, in senso ortogonale rispetto alla primitiva sede del lanificio che rivolge la sua facciata principale verso Via Pasubio. Le numerose finestre sono lievemente arcuate e presentano dei davanzali in pietra, come in pietra sono pure i marcapiani ed i dentelli che reggono il cornicione. Le testate di putrelle in ferro presenti sulle pareti, a forma di rosoni sfogliati, diventano un motivo ornamentale. In alto un fregio in cotto a motivi romboidali da movimento all’edificio. Da un lato della costruzione si eleva l’elegante ciminiera a sezione quadrata, con iscrizione “1862” sulla sommità.

L’interno era organizzato originariamente in modo da effettuare in ogni piano una diversa fase della lavorazione della lana: cardatura al primo piano, filatura al secondo, spolatura al terzo, quindi ritorcitura, tessitura, ed infine, nel sottotetto, il rammendo.

Oggi l’interno, svuotato ed inutilizzato, si presenta nelle forme date alla fine degli anni sessanta, ossia quando gli stabilimenti produttivi furono trasferiti nelle nuove strutture alla periferia di Schio e la Fabbrica Alta venne riutilizzata a scopi amministrativi: le pavimentazioni originali furono rivestite da nuovi pavimenti, le colonne in ghisa incorporate dentro nuove pareti divisorie e rese quindi invisibili. Solo il sottotetto presenta ancora l’originale struttura ottocentesca con travi a vista. Dall’esterno l’opificio è caratterizzato dalla sua colorazione rossastra data dall’impiego prevalente di laterizio per la sua costruzione, e dal tetto spiovente. La proprietà è del Comune di Schio. L’accessibilità è limitata all’autorizzazione del Comune.

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