Italia Nostra

Data: 3 Giugno 2011

Maxi yachts sulla riva del Bacino di San Marco a Venezia

Abbiamo già avuto occasione di far notare l’inopportunità degli ormeggi concessi ai grandi yacht sulla riva dei Sette Martiri. Oggi una presenza forse più ingombrante del solito ha causato un articolo sul Corriere della Sera: forse anche ai non residenti sembra inopportuna la sfilata di fiancate di yacht che nasconde quella che la giornalista chiama “la splendida vista del Bacino di San Marco.” Lo yacht di turno è il Luna, del russo Roman Abramovich, ormeggiato a duecento metri dall’ingresso della Biennale, sulla riva transennata da poliziotti privati. Tanto stupita dev’essere stata la giornalista, che ha chiesto spiegazioni al sindaco della città.  La risposta l’avete già vista nel titolo di questa inserzione. Il sindaco Orsoni ha prima di tutto annesso che trattare il bacino di San Marco in questo modo è come “se via Condotti a Roma fosse un’autostrada” (responsabile  sarebbe l’Autorità portuale, il cui presidente è l’ex sindaco Paolo Costa); poi aggiunge che comunque trova “esagerate le lamentele.” Ma occorrono, aggiunge, delle contromisure: “far pagare un’ecotassa ai grandi scafi.” Come dire, questa è sempre stata una città di mercanti. Qui si monetizza tutto, anche la storia, il panorama, le isole, che per ora sono oscurate dagli yacht.
Ah, un dettaglio: il sindaco si è ricordato che Abramovich “ha sborsato molti quattrini” per il museo di Pietroburgo. E anche qui a Venezia di sicuro stipulerà accordi.”  In fondo dunque si tratta sempre di una questione di soldi. “Il rapporto costi/benefici, conclude il sindaco, pende a favore dei secondi.” Eì lo stesso atteggiamento che porta ad accettare i cartelloni pubblicitari, alla ve3ndita dell’Ospedale al Mare, al project financing di Forte Marghera. E’ la nuova barbarie che si nasconde sotto il nome di civiltà.

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra