Italia Nostra

Porti e territori: Italia Nostra in audizione alla Commissione Trasporti della Camera

2 Luglio 2026
porto di Ancona

Il Vicepresidente nazionale di Italia Nostra, Maurizio Sebastiani, è intervenuto il 1° luglio 2026 in audizione presso la IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge “Riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale” (A.C. 2925). L’audizione ha seguito un  ulteriore intervento che ha avuto luogo due settimane fa circa al Ministero dei Trasporti. 

Nel corso del suo contributo all’interno della Commissione, Sebastiani ha illustrato le osservazioni e le preoccupazioni dell’Associazione in merito alla riforma proposta, evidenziando il ruolo che le sezioni di Italia Nostra svolgono nei territori portuali italiani. L’Associazione è infatti presente in numerose città che, nel tempo, hanno sviluppato la propria identità urbana, economica e culturale in stretta relazione con il porto, infrastruttura fondamentale ma al tempo stesso fonte di impatti ambientali e paesaggistici.
 

L’identità e l’autonomia delle Autorità Portuali

 
Richiamando il documento predisposto da Italia Nostra e trasmesso alla Commissione, il Vicepresidente ha sottolineato l’importanza di preservare l’identità e l’autonomia delle Autorità di Sistema Portuale, evitando processi di eccessiva centralizzazione che possano allontanare le decisioni dai territori interessati.
Secondo Sebastiani, uno degli aspetti più critici della riforma riguarda il rischio che la programmazione delle opere, così come la gestione degli interventi straordinari, venga definita prevalentemente a livello centrale, riducendo gli spazi di consultazione e partecipazione delle comunità locali. Una prospettiva che, a giudizio di Italia Nostra, potrebbe indebolire il rapporto tra istituzioni portuali, cittadini e soggetti che operano quotidianamente per la tutela del patrimonio culturale e ambientale.
Nel suo intervento, Sebastiani ha ricordato come i rapporti tra associazioni e autorità portuali possano assumere caratteri diversi a seconda dei contesti, ma ha evidenziato anche esperienze positive di collaborazione. Tra queste, il caso del porto di Ancona, dove negli ultimi anni si è sviluppato un confronto costruttivo su alcune progettualità riguardanti il waterfront e le infrastrutture portuali. Analoghe attenzioni, ha osservato, interessano anche altri grandi porti storici del Paese, da Brindisi a Bari, da Palermo a Napoli, fino a Genova, Savona e La Spezia.
 

Le richieste di Italia Nostra

 
Particolare rilievo è stato dato alle problematiche connesse alla permanenza di attività commerciali e traffici pesanti all’interno dei porti storici, con conseguenze non solo per la salute dei cittadini ma anche per la conservazione del patrimonio storico, architettonico e archeologico che caratterizza molte città portuali italiane.
A conclusione dell’audizione, il Vicepresidente nazionale di Italia Nostra ha rivolto un appello alle forze politiche presenti in Commissione affinché il testo venga modificato per garantire ai territori una reale capacità di interlocuzione e partecipazione ai processi decisionali. «I territori vanno sentiti – ha sottolineato – e non possono essere lasciati senza strumenti di intervento rispetto a realizzazioni, progetti e nuove logistiche decise altrove».
Italia Nostra ribadisce quindi la necessità che la riforma della governance portuale mantenga saldo il principio della partecipazione democratica e del coinvolgimento delle comunità locali, riconoscendo il valore dei territori e la tutela del patrimonio culturale e ambientale come elementi essenziali per uno sviluppo realmente sostenibile del sistema portuale italiano.
 
Foto di Robert Bye su unsplash