Si è svolto sabato 27 giugno, presso la Biblioteca Rocco Scotellaro di Tricarico, il convegno “Mezzogiorno interno nei 70 anni di Italia Nostra: riflessioni e prospettive”, promosso dalla Sezione Medio Basento di Italia Nostra in collaborazione con l’Accademia Tiberina – Sezione della Lucania e l’Accademia della Ruralità Giuseppe Avolio. L’iniziativa ha riunito studiosi, amministratori, rappresentanti del mondo associativo e cittadinanza per riflettere sulle trasformazioni che hanno interessato le aree interne del Mezzogiorno nel corso degli ultimi settant’anni e sulle prospettive future di questi territori.
L’incontro ha assunto un valore particolarmente significativo, richiamando le radici culturali e civili di Italia Nostra e il suo storico impegno nella tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio storico e culturale del Paese. Gli interventi hanno affrontato temi che spaziano dall’agricoltura alla scuola, dal ruolo delle università alla rigenerazione ecologica e culturale dei territori, con un focus specifico sulla Basilicata e sul Mezzogiorno interno.
L’intervento del Presidente Croci
Nel suo intervento da remoto, il Presidente nazionale di Italia Nostra, , ha evidenziato come la riflessione sulle aree interne non rappresenti soltanto un tema di attualità, ma si intrecci profondamente con la storia stessa dell’associazione. Il Presidente ha ricordato che «la riflessione sul Mezzogiorno interno si intreccia profondamente con la storia e le ragioni fondative di Italia Nostra» e che affrontare questi temi significa rileggere una vicenda culturale e civile che ha contribuito in modo determinante alla nascita dell’associazione.
Croci ha inoltre sottolineato il ruolo centrale di figure come Umberto Zanotti Bianco, primo presidente di Italia Nostra, e Giorgio Bassani, legati da una comune sensibilità verso il Mezzogiorno e il patrimonio culturale nazionale, ricollegando anche la figura di Rocco Scotellaro, simbolo della capacità di questi territori di produrre pensiero, cultura e visione civile.
Nel corso dell’intervento è stato ribadito come la cosiddetta “questione meridionale” costituisca una delle matrici originarie dell’impegno di Italia Nostra. La difesa del paesaggio, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del patrimonio storico e culturale sono state infatti interpretate fin dalle origini non solo come obiettivi di conservazione, ma anche come strumenti per contrastare gli squilibri sociali, economici e territoriali che hanno caratterizzato vaste aree del Paese.
«La questione meridionale non è stata un tema marginale, bensì una delle matrici originarie dell’impegno di Italia Nostra», ha ricordato Croci, sottolineando come le battaglie contro il dissesto idrogeologico, la speculazione edilizia e il degrado dei territori fragili siano sempre state parte di una visione più ampia, orientata alla giustizia territoriale e a uno sviluppo equilibrato. Guardando al presente, il Presidente nazionale ha richiamato il recente riconoscimento del Parco Nazionale del Matese e l’imminente operatività del Parco degli Iblei identificandoli come risultati coerenti con una lunga storia di impegno associativo.
La profonda trasformazione sociale del Mezzogiorno interno
Sergio Vellante, già Professore Ordinario dell’Università della Basilicata – Comitato Scientifico di Italia Nostra ed Enza Spano, Presidente di Italia Nostra Medio Basento, hanno evidenziato come il Mezzogiorno interno abbia attraversato, nei settant’anni di vita di Italia Nostra, una profonda trasformazione sociale, economica e territoriale. Hanno ricordato che il tessuto produttivo del secondo dopoguerra, ancora segnato da assetti latifondistici e da residui feudali, si è progressivamente modificato fino all’attuale fase caratterizzata da spopolamento, desertificazione e deantropizzazione. Secondo gli autori, tali fenomeni impongono una riflessione sulle prospettive di sostenibilità dei territori interni e sulla necessità di ricercare nuovi equilibri tra ecologia, tecnologia ed economia, senza trascurare le dimensioni sociali, culturali e istituzionali. Hanno inoltre osservato che la Basilicata rappresenta un laboratorio privilegiato per comprendere le fragilità e le potenzialità del Mezzogiorno mediterraneo, chiamato oggi a misurarsi con le sfide del cambiamento climatico e della riconversione ecologica.
Le conclusioni del convegno hanno confermato l’attualità delle riflessioni proposte nel corso della giornata e la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle aree interne, chiamate a confrontarsi con sfide complesse come lo spopolamento, la desertificazione sociale ed economica e gli effetti del cambiamento climatico. In questo quadro, Tricarico si è confermata un luogo simbolico per rilanciare una riflessione che guarda al futuro del Mezzogiorno partendo dai suoi territori, dalla loro storia e dalle loro potenzialità.






