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Ponte Romano di Tufara

Data aggiornamento12/06/2021
Denominazione benePonte Romano di Tufara
RegioneMolise
ProvinciaCampobasso
ComuneTufara
LocalitàPesco del Ponte
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 41.479585, 14.982738
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleParco archeologico
Inserire immagine ponte-tufara_De-Benedittis.jpg
Descrizione immaginePonte Romano di Tufara: vista della porzione muraria riemersa dopo l'alluvione del Gennaio 2003
 
Descrizione generale del beneI resti del Ponte Romano di Tufara sono parte di un’infrastruttura di epoca tardo-repubblicana localizzata nella medio-bassa valle del Fiume Fortore, in località Pesco del Ponte. La struttura, riemersa a seguito di un’alluvione avvenuta nel Gennaio 2003, ha fornito un importante supporto ad una teoria, secondo la quale, già in epoca repubblicana doveva esistere una strada che, attraversando l’alveo del Fortore proprio all’altezza del ponte, confluiva poi, insieme ad altre arterie, nel centro della città di Saepinum.

Dalle porzioni attualmente riemerse in seguito alla piena fluviale, dovuta alle forti piogge del 2003, e alla conseguente erosione della sponda sinistra del Fortore, il ponte appare costituito da un paramento esterno pseudo-isodomo a giunti asimmetrici composto da grandi conci in pietra calcarea. Questi, perfettamente squadrati sulle superfici d’appoggio, presentano la fronte lavorata a bugnato. Tale tecnica, molto utilizzata per i ponti di età tardo-repubblicana (II-I secolo a.C.), ci permette di far risalire la struttura proprio a questo periodo storico.

Al di sopra dei grandi conci con faccia-vista a bugnato si riscontra la presenza di quella che, con buona probabilità, possiamo definire come una fase costruttiva successiva a quella di fondazione. Qui la muratura appare composta da blocchetti, sempre in pietra calcarea, disposti in maniera irregolare e con grandi quantità di malta di allettamento.

Questa seconda fase è collocabile in un periodo di tempo molto vasto che arriva fino alla seconda metà del 1400, ossia fino ad un periodo a cui risalgono le ultime fonti scritte che testimoniano la sua esistenza. Alcuni documenti, infatti, parlano di un ponte nella valle del Fortore presso il quale è avvenuta un’importante battaglia tra gli Aragonesi e gli Angioini.

Dopo tali eventi non si riscontrano altre notizie riguardanti tale infrastruttura, ma ne rimaneva un ricordo proprio nel toponimo Pesco del Ponte. Pertanto, la sua distruzione e il suo seppellimento ad opera dei detriti dovuti alle diverse alluvioni che, nel corso dei secoli, hanno modificato il letto del Fortore, è avvenuta, con buona probabilità, dopo il XV secolo.

Ad oggi ben poco si conosce riguardo la storia di tale opera, ma scavi e studi più approfonditi, potrebbero aprire nuove strade riguardo la conoscenza di un luogo che, fin dall’epoca preromana, ha rappresentato un punto strategico di collegamento tra il Sannio e la Daunia.
Presenza di elementi di pregioNella porzione di muratura riemersa è possibile riscontrare un interessante esempio di opera quadrata romana pseudo-isodoma a giunti asimmetrici, con fronte a vista lavorato a bugnato e superfici di contatto perfettamente lisce e ben lavorate.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)No
Tipo interesseIl bene culturale non risulta essere soggetto a specifica "Dichiarazione di interesse" (c.d. vincolo), ma possiede un interesse archeologico così come previsto dall' art. 10 del D.Lgs 42/2004.

Il bene rientra, inoltre, nelle aree di interesse paesaggistico tutelate secondo l'art. 142, comma 1, lettera c del D.Lgs 42/2004 ("i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n.1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna")
Interesse pubblico del beneIl bene, riemerso solo in tempi recenti, rappresenta un importante punto di partenza per lo sviluppo di studi inerenti la storia di questi luoghi che, al tempo della costruzione del ponte, erano al centro di importanti scambi commerciali e culturali. Inoltre, tale scoperta, avvalora alcune ipotesi circa la complessità dell'antica viabilità romana e potrebbe cambiarne, in maniera definitiva, la geografia attuale.

Inoltre, da non trascurare è il fatto che, grazie a questa scoperta, riemerge una storia che, seppur in parte dimenticata, continua a rimanere viva nelle vite degli abitanti del luogo grazie, ad esempio, all'uso del toponimo Pesco del Ponte.
Periodo di realizzazioneII-I secolo a.C.
Funzione in passatoI resti archeologici riemersi dopo l'alluvione del 2003 sono parte di una struttura di epoca tardo-repubblicana (II-I secolo a.C.) che fungeva da attraversamento del Fiume Fortore e, di conseguenza, tale ponte era parte della viabilità che collegava questi luoghi alla città di Saepinum. 

Il ponte fu utilizzato anche in epoca medioevale, periodo in cui, subì dei rimaneggiamenti ancora visibili nella porzione di muratura in blocchetti apparecchiati in maniera irregolare.

Il suo definitivo abbandono avvenne dopo il XV secolo quando fu sommerso da una delle piene del Fortore a seppellito dai detriti fluviali.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleIl bene è testimonianza delle infrastrutture costruite dai romani all'interno di un'area considerata strategica fin dal periodo sannitico.

I rimaneggiamenti da esso subiti, i fenomeni di erosione visibili sul suo paramento murario e la sua definitiva scomparsa, possono essere, inoltre, degli importanti punti di riferimento per lo studio dei fenomeni geomorfologici che interessano l'area limitrofa al letto del fiume Fortore.
Nome autoreJean-Pierre
Cognome autoreAdam
TitoloL'arte di costruire presso i Romani. Materiali e tecniche.
Anno1998
Codice ISBN978-88-304-0855-5
 
Nome autoreCarmen Maria, Gianfranco, Paolo
Cognome autoreRosskopf, De Benedittis, Mauriello
TitoloIndagini geoarcheologiche integrate nel Molise centrale (Italia Meridionale): il Ponte Romano di Tufara
Anno2006
InItalian Journal of Quaternary Sciences
 
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
 
Stato di conservazioneMediocre
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Superficiali (mancanza di intonaco.)
Descrizione dello stato di conservazioneLa struttura presenta fenomeni di degrado legati alle azioni di dilavamento delle acque fluviali e una conseguente corrosione delle superfici. Inoltre, si riscontra, in alcuni punti, la dilatazione dei giunti all'interno della muratura romana pseudoisodoma e la presenza di diverse fratture nella porzione risalente alla seconda fase costruttiva. Qui, nei punti in cui la malta è più abbondante, questa appare fortemente disgregata.
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
Eventuali proposte di riutilizzo:Il bene, estremamente interessante da un punto di vista archeologico, dovrebbe essere oggetto di interventi di restauro delle superfici e di consolidamento atti alla sua conservazione, al fine di poter continuare, ove possibile, gli scavi e ricostruire, così, in maniera più chiara, la geografia della viabilità romana del luogo.
E’ raggiungibile da una strada?No
E’ raggiungibile da un sentiero?
E’ possibile avvicinarsi?
IndicazioniIl bene si colloca all'interno del vasto territorio a vocazione agricola che caratterizza le campagne di Tufara (CB). In particolare, si trova lungo il letto del Fiume Fortore, in località Pesco del Ponte ed è raggiungibile attraverso i sentieri di campagna che collegano i vari poderi.

Il sito archeologico è accessibile a tutti poiché non si riscontra la presenza di recinzioni.
E' aperto al pubblico?No
Annotazioni aggiuntive schedaOltre al citato articolo, risalente al 2006, basato sugli studi effettuati dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio dell'Università degli Studi del Molise, non si riscontrano altre pubblicazioni o indagini archeologiche. Inoltre, manca qualsiasi notizia inerente un possibile restauro o intervento di valorizzazione.
Altre notearch. Angela Lato

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