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Villa Malvasia a Bologna (BO)

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è stata effettuata il 20 settembre 2016 dalla Sezione di Bologna di Italia Nostra – bologna@italianostra.org
Data aggiornamento05/10/2021
Denominazione beneVilla Malvasia a Bologna (BO)
RegioneEmilia-Romagna
ProvinciaBologna
ComuneBologna
IndirizzoVia Zanardi, 449
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 44.540157242450945, 11.318698530406813
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleVilla
Inserire immagine villa-malvasia-bolo.jpg
Descrizione immagineVilla Malvasia: prospetto principale
Descrizione generale del beneLa cosiddetta Villa Malvasia a Bologna si colloca in aperta campagna, a meno di 5 km dalle mura cittadine, in un territorio un tempo parte di Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore.

Questo fu fatto costruire, su di una preesistenza databile prima del 1585, dal Conte Carlo Cesare Malvasia, importante storico dell’arte seicentesco, appartenente alla nobile famiglia bolognese a cui questo “casino di caccia” appartenne fino al 1692, quando la villa fu lasciata in eredità all’Arciconfraternita della Vita. Da questo momento in poi si susseguirono una serie di passaggi di proprietà, tra cui si ricorda, nel 1905, il Cavalier Ferdinando Bonora, che apportò numerose modifiche al fabbricato e, nel 1928, Clara Mazzetti, dalla quale deriva l’altro nome con cui l’edificio è conosciuto sul territorio, ossia Villa Clara. Nel 1954 l’ingegnere Alessandro Alessandri la riceve in eredità dalla madre e, attualmente, è proprietà degli eredi dell’Alessandri.

Dal punto di vista architettonico si tratta di una villa di campagna su due livelli, di chiaro stampo seicentesco, caratterizzata da cinque campate scandite da paraste su cui poggia un’alta cornice. In particolare, il corpo centrale, su cui si apre un grande portale ad arco, è leggermente sporgente rispetto alle sue ali laterali ed è incorniciato da un doppio ordine di paraste. Lo stesso doppio ordine sporgente si riscontra alle due estremità, mentre le campate intermedie sono ripartite da una sola parasta. L’interno è riccamente decorato con fregi, giochi scenografici e rappresentazioni allegoriche, databili al XVII secolo e attribuibili ad artisti quali Valesio, Togni, Franceschino Carracci, Angelo Michele Colonna e Girolamo Curti detto il Dentone. Quest’ultimo, considerato il padre del “quadraturismo” bolognese, proprio nelle stanze al piano terra di Villa Malvasia, sperimentò per la prima volta questa tecnica pittorica, consistente nell’inquadrare l’elemento figurato all’interno di un’intelaiatura prospettica, che da questo momento in poi si ritroverà in numerose ville emiliane. L’intero complesso, compreso il giardino, è circondato da alte mura merlate oggi invalicabili poiché i proprietari, a causa del forte degrado in cui versa la villa e dei frequenti atti vandalici a cui è sottoposta l’hanno sigillata e resa inaccessibile.
Presenza di elementi di pregioIl bene presenta un articolato prospetto principale caratterizzato dalla presenza di un ordine architettonico composto da una serie di paraste che scandiscono un'articolazione in cinque differenti campate. In particolare, le paraste che incorniciano il corpo centrale e quelle poste alle estremità della fabbrica sono doppie e leggermente aggettanti. Queste poggiano su di un alto basamento e sorreggono una trabeazione.

L'interno, invece, conserva ancora, in parte, i fregi e gli apparati decorativi seicenteschi, opera di grandi artisti del calibro di Valesio, Togni, Franceschino Carracci, Angelo Michele Colonna e Girolamo Curti detto il Dentone. In particolare, a quest'ultimo sono attribuite le opere riconducibile alla tecnica pittorica della "quadratura", le quali, con buona probabilità, rappresentano il primo esperimento compiuto in questa direzione dal "padre" di questo particolare modo di dipingere che poi ritroveremo spesso in molte altre ville del bolognese.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)No
Tipo interesseIl bene non presenta specifica "dichiarazione di interesse" ma possiede un interesse culturale secondo quanto prescritto dall'art. 10 e 12 del D.Lgs 42/2004.
Interesse pubblico del beneIl bene rappresenta un interessante esempio di villa bolognese del XVII secolo, custode di storie e tradizioni strettamente legate alla cultura locale.

A tutto ciò si aggiunge una grande importanza artistica poiché, al suo interno, sono custoditi i resti di una serie di affreschi riconducibili alla figura di Girolamo Curti (il Dentone), considerati come il primo esempio di "quadraturismo", una particolare tecnica pittorica che avrà poi grande seguito su tutto il territorio.
Periodo di realizzazioneXVII secolo
Funzione in passatoIl bene nasce come "casino di caccia" o "residenza estiva" e, nonostante i numerosi cambi di proprietà, ha sempre svolto tale funzione.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleLa villa rappresenta un interessante esempio di architettura residenziale seicentesca, la quale raggiunse il suo periodo di massimo splendore sotto la gestione del Conte Carlo Cesare Malvasia, importante storico dell'arte e promotore dei grandi cambiamenti ad essa apportati durante il XVII secolo. Di fatto, il suo aspetto odierno, nonostante alcune modifiche, risale proprio a questo particolare momento storico.
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
Sito/URLhttps://facciamoungiroincentro.blogspot.com/2021/04/villa-malvasia-o-villa-clara.html
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Superficiali (mancanza di intonaco.), Uomo (finestre rotte), Uomo (graffiti)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene versa ormai in un pessimo stato di conservazione dettato dalla situazione di forte abbandono in cui si trova. Si riscontra, in più punti, mancanza di intonaco e finestre rotte, oltre che una serie di graffiti vandalici e lesioni delle murature portanti.
ProprietàSoggetto privato
Tipologia soggetto privatoPrivato cittadino
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?No
E’ possibile avvicinarsi?No
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniIl bene si trova al numero 449 di Via Francesco Zanardi, alla periferia nord di Bologna.

L'avvicinamento e l'accesso al bene è interdetto a causa della presenza di un alto muro esterno munito di un cancello.
E' aperto al pubblico?No
Altre notearch. Angela Lato

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